Roma, 4 gennaio 2026 – Il nuovo anno si apre all’insegna dell’arte in tutta Italia. Da Pisa a Parma, passando per Ancona, Roma e Loreto, musei e gallerie propongono mostre che uniscono grandi maestri e sperimentazioni contemporanee. Un’occasione per riscoprire figure come Antonio Ligabue, Carlo Maratti e Giovan Battista Bodoni, ma anche per riflettere su temi sociali e spirituali grazie a fotografie e installazioni immersive.
Ligabue e il suo ruggito a Pisa
A Pisa, negli Arsenali Repubblicani, la mostra “Antonio Ligabue, il ruggito dell’anima” – curata da Mario Alessandro Fiori – sarà aperta fino al 10 maggio. Sessant’anni dopo la sua morte, vengono esposte 80 opere tra autoritratti famosi e immagini di animali. “Ligabue ha combattuto i suoi demoni, ma aveva una forza visionaria straordinaria”, ha detto Fiori all’inaugurazione. Le tele raccontano solitudine, natura selvaggia e ricerca di sé. Le sale, illuminate da luci calde, esaltano i colori intensi e le pennellate vibranti. Le didascalie accompagnano i visitatori lungo la vita dell’artista.
Parma, il passato che parla al presente con Bodoni e Marini
Nel cuore di Parma, al Complesso monumentale della Pilotta, Lorenzo Marini presenta fino al 1 marzo “Dialogo con Bodoni”. Il dittico mette a confronto la tipografia settecentesca di Giovan Battista Bodoni con la TypeArt di oggi, creando un ponte tra epoche e linguaggi. “Volevo far incontrare il rigore del passato con la libertà dei colori contemporanei”, ha spiegato Marini. L’allestimento è semplice ma efficace: lettere, segni grafici e colori si rincorrono sulle pareti. Pannelli raccontano la storia di Bodoni e il suo peso sulla cultura visiva europea.
Ancona celebra Carlo Maratti e l’incisione barocca
Alla Pinacoteca Civica Francesco Podesti di Ancona, la mostra “Carlo Maratti e l’incisione” curata da Simonetta Prosperi Valenti Rodinò e Stefano Papetti, sarà aperta fino al 15 marzo. Esposte 44 incisioni, divise per tipo e funzione: dai lavori originali alle riproduzioni, fino alle illustrazioni per libri e soggetti legati all’Accademia dell’Arcadia. “Maratti è stato un punto di riferimento per tanti artisti”, ha ricordato Papetti durante una visita guidata. Le sale raccolgono fogli piccoli ma ricchi di dettagli, che mostrano la mano sicura del maestro e la sua influenza sul barocco italiano.
A Roma, un secolo di arte moderna e i volti della povertà
Nella capitale, doppio appuntamento per gli amanti dell’arte. Alla Galleria d’Arte Moderna, fino all’11 ottobre, la mostra “GAM 100. Un secolo di Galleria comunale 1925-2025” racconta cento anni di acquisizioni e scelte espositive. In scena oltre 120 opere, con nomi come Giacomo Balla, Carlo Carrà, Mario Sironi, Fortunato Depero, Renato Guttuso e Giorgio de Chirico. “È un viaggio nella storia di Roma attraverso le sue collezioni”, ha detto Ilaria Miarelli Mariani, curatrice. Le sale alternano dipinti, sculture e grafica; il pubblico si sofferma tanto sui capolavori quanto su pezzi meno noti che raccontano l’evoluzione del gusto e della società.
Sempre a Roma, dal 27 dicembre al 9 gennaio, la Basilica di Santa Maria in Trastevere ospita “I volti della povertà in carcere”, una mostra fotografica tratta dal libro di Matteo Pernaselci e Rossana Ruggier (EDB). Le foto scattate nel carcere di San Vittore dialogano con il silenzio della basilica, tra fedeli e turisti che si fermano davanti ai ritratti. “Vogliamo dare dignità a chi spesso resta invisibile”, ha spiegato Pernaselci durante l’allestimento.
Loreto, l’arte che parla di fede nel Bastione Sangallo
A chiudere il giro, a Loreto il Bastione Sangallo ospita fino al 15 marzo “Avvenga di me quello che hai detto. Un viaggio visivo e sonoro nel mistero dell’Annunciazione”, curata da Francesca Coltrinari con la regia di Francesco De Melis. L’esposizione offre un’esperienza immersiva con le Annunciazioni più famose, da Carlo Crivelli a Botticelli, da El Greco a Guido Reni, grazie a proiezioni, suoni e dettagli che immergono il pubblico nella storia biblica. “Qui l’arte diventa una preghiera visiva”, ha detto Coltrinari.
In queste settimane, dunque, le città italiane si animano con un mosaico di proposte: tra memoria, ricerca artistica e riflessione sociale, le mostre diventano luoghi di incontro e scoperta.









