Mira (Venezia), 3 gennaio 2026 – Sergiu Tarna, 25 anni, è stato trovato morto il 31 dicembre in un campo isolato a Mira, nel Veneziano. La Procura ha aperto un’inchiesta per omicidio, ma restano ancora molti punti oscuri sulle modalità dell’aggressione e sul possibile movente. Il giovane, originario della Moldavia, lavorava come cameriere al bar “Dalla Moretta” di Mestre. A scoprire il corpo è stato un fotografo naturalista, che la mattina del 31, intorno alle 10, si trovava lungo il Naviglio del Brenta per scattare qualche foto. Tra l’erba secca ha notato una sagoma immobile. Solo avvicinandosi si è reso conto che si trattava di un uomo senza vita.
Omicidio a Mira, prime piste in mano ai carabinieri
I carabinieri di Mestre, guidati dal pm Christian Del Turco, hanno ricostruito che la morte di Tarna è avvenuta probabilmente tra la notte del 30 e le prime ore del 31 dicembre. Il giovane indossava ancora gli abiti da lavoro: pantaloni scuri e giubbotto leggero. Aveva con sé i documenti e pochi effetti personali. Sul corpo c’era una ferita profonda alla tempia. Non è chiaro se sia stata causata da un colpo di pistola o da un oggetto contundente, forse un piede di porco o addirittura un piccone. “La dinamica è tutta da chiarire”, spiega una fonte vicino alle indagini. L’autopsia, prevista nelle prossime ore all’ospedale dell’Angelo di Mestre, dovrà fare luce sulla causa esatta della morte e sull’arma usata.
Un campo solitario, pochi indizi sul delitto
Il corpo è stato trovato in un terreno ai margini di via Pallada, tra campi coltivati e una strada secondaria. Un posto isolato, lontano dal centro e senza telecamere di sorveglianza. A pochi passi, oltre il fiume, ci sono una centrale elettrica e alcuni campeggi, raggiungibili solo con sentieri sterrati. La vittima era sdraiata su un fianco, senza segni di trascinamento o tentativi di nascondere il cadavere. “L’aggressore deve aver agito in fretta”, racconta un carabiniere che ha partecipato ai rilievi. Nessuna traccia di lotta nei dintorni, nessun oggetto che possa far pensare all’arma del delitto.
Gli investigatori cercano tra le conoscenze di Tarna
Ora gli inquirenti stanno passando al setaccio chi frequentava Sergiu Tarna. Viveva da qualche anno in Italia, lavorava regolarmente come cameriere e non aveva precedenti penali. Si stanno ascoltando amici e colleghi del bar “Dalla Moretta”, dove Sergiu ha lavorato fino alla sera del 30 dicembre. “Era un ragazzo tranquillo, sempre puntuale”, racconta il titolare del locale. Si stanno anche controllando le immagini delle poche telecamere in zona: una all’ufficio postale di Mira, un’altra davanti alla caserma dei Lagunari. Ogni auto ripresa in quelle ore potrebbe dare una svolta alle indagini.
Movente e dinamica, tutte le ipotesi sul tavolo
Al momento gli investigatori non escludono nulla: si pensa a una lite finita male o a un regolamento di conti, forse legato al lavoro o a questioni personali. Il fatto che il corpo sia stato lasciato in vista, senza nascondersi, fa pensare a uno scontro improvviso o a un’aggressione mentre la vittima cercava di scappare. “Potrebbe essere stata una discussione degenerata”, ammette una fonte della Procura. Resta da capire se Sergiu sia stato ucciso sul posto o se il corpo sia stato trasportato lì dopo.
Attesa per l’autopsia e sviluppi decisivi
Nei prossimi giorni saranno fondamentali i risultati dell’autopsia e le analisi scientifiche sui reperti trovati nel campo. Gli investigatori stanno anche verificando se qualcuno ha visto o sentito qualcosa di sospetto tra il 30 e il 31 dicembre. Nessuna pista viene scartata. La comunità moldava di Mestre segue con ansia gli sviluppi, mentre la famiglia di Sergiu, informata nella notte di Capodanno, aspetta risposte sulla tragica fine del giovane.










