Milano, 3 gennaio 2026 – Le Borse europee partono con il piede giusto nel 2026. Oggi l’indice Stoxx 600 ha segnato un nuovo record, toccando i 595,96 punti. Dietro questo slancio, dicono gli operatori, c’è la speranza di una ripresa della crescita economica globale e l’entusiasmo per gli investimenti legati all’intelligenza artificiale.
Mercati in ripresa: nuovi record e settori al centro dell’attenzione
Dopo un avvio incerto, i principali listini europei hanno preso velocità durante la mattinata. A spiccare è stata Londra, che ha guadagnato lo 0,9% superando per la prima volta quota 10mila punti. Dietro, Parigi ha messo a segno un +0,6%, seguita da Madrid con +0,5% e Francoforte con +0,4%. A Piazza Affari, gli esperti hanno sottolineato come la fiducia sia stata spinta soprattutto dal settore dell’energia, in crescita dell’1,5% nonostante il calo del petrolio.
Il comparto energetico ha retto bene grazie alle aspettative di una domanda stabile nei prossimi mesi. Nel dettaglio, il prezzo del WTI è sceso dello 0,2%, chiudendo a 57,33 dollari al barile, mentre il Brent ha perso lo 0,1%, fermandosi a 60,76 dollari. “Il settore resta solido, anche se i prezzi delle materie prime oscillano”, ha spiegato un trader di una banca milanese.
Tecnologia e utility spingono i mercati
A dare ulteriore spinta ai listini europei è stato il settore tecnologico, che ha messo a segno un +1,4%. Gli investitori puntano molto sulle potenzialità dell’intelligenza artificiale, vista come un driver chiave per la crescita futura. “C’è fermento tra le aziende del settore”, ha raccontato un analista di Francoforte. Bene anche le utility, che hanno chiuso la giornata in rialzo dell’1,1%, favorite dall’aumento del prezzo del gas: il future sul gas europeo è salito dello 0,7%, toccando i 28,38 euro al megawattora.
Sul fronte valutario, l’euro ha perso un po’ di terreno rispetto al dollaro, scendendo a 1,1729. Secondo alcuni addetti ai lavori, pesa l’incertezza sulle mosse delle banche centrali e la forza della valuta americana in questo momento.
Oro, argento e criptovalute: i riflettori sulle materie prime
Non solo azioni: la giornata ha registrato movimenti importanti anche tra le materie prime. L’oro ha guadagnato l’1,6%, arrivando a 4.390 dollari l’oncia, mentre l’argento è balzato del 4%, fino a 75,53 dollari l’oncia. A Londra, gli operatori spiegano che la domanda di metalli preziosi resta sostenuta da fattori come l’incertezza geopolitica e la ricerca di beni rifugio.
Nel settore delle criptovalute, il Bitcoin ha chiuso la seduta in rialzo dello 0,9%, a quota 89.033 dollari. Un segnale della consueta volatilità, ma anche di un interesse crescente da parte degli investitori istituzionali, secondo alcuni esperti di Zurigo.
Cautela ma ottimismo tra gli operatori
Ora gli occhi sono puntati sui prossimi dati macroeconomici e sulle decisioni delle banche centrali. “Il clima è positivo – ha detto un gestore di fondi parigino – ma bisognerà muoversi con prudenza nei mesi che verranno”. Le previsioni di crescita globale e l’attenzione verso settori innovativi come l’intelligenza artificiale sembrano però dare una buona base per i mercati europei all’inizio del 2026.
A Piazza Affari e nelle piazze finanziarie principali si respira quindi un cauto ottimismo. Solo le prossime settimane diranno se i record di oggi sono l’inizio di una nuova fase o solo una pausa favorevole in un quadro ancora incerto.










