Roma, 3 gennaio 2026 – Con la fine delle festività natalizie, il mondo dei trasporti italiani si prepara a un gennaio incandescente, segnato da una lunga serie di scioperi. Undici giornate di protesta, fra livello locale e nazionale, coinvolgeranno bus, tram, treni, aeroporti e taxi. Le agitazioni, promosse da diversi sindacati, dureranno da 4 fino a 24 ore, a seconda delle modalità scelte.
Scioperi nei trasporti: si parte l’8 gennaio
Il primo stop è previsto per l’8 gennaio. In quel giorno, bus, tram, treni e metropolitane si fermeranno in varie città e regioni. A scendere in sciopero sarà il personale della società Tua nelle province di Pescara e Chieti. A Napoli, lo stop riguarderà la divisione Ferro e i lavoratori delle linee vesuviane della società Eav, con una protesta che durerà 24 ore. Anche la società Sasa di Bolzano e la Tua di Teramo aderiranno. Non mancheranno le adesioni delle aziende del trasporto pubblico locale dell’Abruzzo e della Tua di Lanciano (Chieti).
I sindacati puntano il dito sulle condizioni di lavoro e i salari. “Non abbiamo ricevuto risposte concrete”, spiega un delegato della Filt Cgil Abruzzo. A Pescara, però, sono stati annunciati servizi minimi garantiti nelle ore di punta.
Il 9 gennaio tocca ad aeroporti e Sardegna
Il giorno dopo, il 9 gennaio, si ferma la Sardegna: il trasporto locale si bloccherà per tutta la giornata. A Milano, invece, sciopererà il personale della Swissport Italia all’aeroporto di Linate e quello di Airport Handling sia a Linate che a Malpensa, con uno stop di 24 ore. Nello stesso giorno, anche le hostess di easyJet e Vueling incroceranno le braccia: 24 ore per le prime, 8 per le seconde.
I sindacati del settore aereo parlano di carichi di lavoro insostenibili e problemi di sicurezza. “Negli scali milanesi la situazione è al limite”, avverte una rappresentante della Uiltrasporti Lombardia. I viaggiatori sono invitati a controllare eventuali cancellazioni o ritardi direttamente con le compagnie.
Ferrovie e taxi, proteste a catena
Il 10 gennaio sarà la volta dei lavoratori di Rfi impegnati nella manutenzione delle infrastrutture ferroviarie: sciopero nazionale di 8 ore. Due giorni più tardi, il 12 gennaio, a fermarsi sarà la società Trenord per 23 ore. Il 13 gennaio toccherà ai taxi, che incroceranno le braccia per 24 ore. Dietro la mobilitazione ci sono una ventina di sindacati che chiedono nuove regole per il settore.
Sempre il 13 gennaio, in Umbria, sciopererà per 24 ore il personale di Busitalia Sita Nord. Il 14 gennaio, invece, sarà la volta dei lavoratori del trasporto merci delle società Dinazzano Po e Captrain Italia.
Milano, Molise, Sicilia: le altre tappe
Il 15 gennaio si fermeranno per 24 ore i dipendenti del gruppo Atm di Milano. Il 16 gennaio sarà la volta del trasporto pubblico locale in Molise, con uno stop di 5 ore per le aziende extraurbane. A Roma, invece, sciopereranno le autolinee Scoppio (per 4 ore) e gli autoservizi Russo. In Sicilia, stop di 24 ore per i bus delle società Segesta a Palermo, Etna Trasporti a Catania e Interbus a Enna.
Fine mese, ultimi scioperi e disagi
Verso la fine di gennaio ci saranno altre proteste mirate. Il 23 gennaio si fermerà per 8 ore il personale della società Trenitalia Omcc di Santa Maria la Bruna (Napoli). Il 29 gennaio toccherà al personale della Conerobus di Ancona, con uno stop di tutta la giornata.
Il 30 gennaio sciopereranno per 8 ore i lavoratori di Rfi – circolazione e orario area di Bologna. Nello stesso giorno, per 4 ore, si fermeranno anche i dipendenti delle autolinee Gallo, Giamporcaro e Sais.
L’ultimo sciopero del mese è fissato per il 31 gennaio: riguarda il trasporto aereo, con uno stop di 4 ore dei controllori di volo dell’Enav all’aeroporto di Verona. La protesta avrà un impatto su più regioni.
Attesi disagi, le raccomandazioni per i viaggiatori
Le associazioni dei consumatori invitano gli utenti a informarsi prima di mettersi in viaggio. Le aziende interessate pubblicheranno aggiornamenti in tempo reale sui siti web e sui social. In molte città saranno garantiti i servizi minimi nelle ore di punta.
Secondo i sindacati, i disagi si faranno sentire soprattutto nelle grandi città e negli scali aeroportuali del Nord. “Siamo pronti al confronto – ha detto un portavoce del Ministero dei Trasporti – ma serve senso di responsabilità da tutti”.










