Londra, 3 gennaio 2026 – La Borsa di Londra ha iniziato il 2026 con un risultato destinato a entrare nella storia: poco dopo le 9 di questa mattina, il Ftse 100 ha superato per la prima volta la soglia dei 10.000 punti, arrivando a quota 10.025,56. Un traguardo che riflette la fiducia degli investitori nella capitale britannica, nonostante un panorama globale ancora segnato da incertezze e tensioni sui mercati.
Ftse 100 oltre i 10.000 punti: un record storico
Il dato, reso noto dal London Stock Exchange, rappresenta un aumento dello 0,95% rispetto alla chiusura del 2025. A spingere l’indice sono stati soprattutto i titoli minerari, con in primo piano Fresnillo, la società messicana specializzata nell’estrazione di metalli preziosi, quotata proprio a Londra. Fresnillo aveva già chiuso il 2025 con un balzo del 436%, la crescita più alta tra tutte le aziende del Ftse 100, grazie al rialzo dei prezzi di oro e argento sui mercati internazionali.
Gli esperti di Barclays Capital sottolineano come “il rally dei metalli preziosi abbia dato una forte spinta a tutto il comparto minerario, sostenendo in modo decisivo l’indice”. Anche altri nomi del settore, come Anglo American e Rio Tinto, hanno aperto in rialzo.
Il 2025 da record della Borsa londinese
L’anno appena concluso aveva già messo in fila numeri importanti: il Ftse 100 aveva guadagnato il 21% nel corso del 2025, la migliore performance dal 2009. Un risultato che, secondo gli operatori della City, testimonia sia la solidità delle grandi multinazionali britanniche sia la capacità di Londra di attirare capitali anche in un periodo di volatilità globale.
“Londra resta un punto di riferimento finanziario, nonostante le difficoltà legate alla Brexit e alle tensioni geopolitiche”, ha detto stamattina Richard Evans, analista di Schroders, contattato telefonicamente nella sede di Gresham Street. “Superare i 10.000 punti è un segnale molto forte per tutto il settore finanziario europeo”.
Fresnillo protagonista: l’effetto oro e argento
Al centro di questa cavalcata c’è proprio Fresnillo, che nell’ultimo anno ha visto il suo valore schizzare grazie all’impennata dei prezzi dei metalli preziosi. Fondata a Città del Messico, con una presenza consolidata a Londra dal 2008, la società ha beneficiato della domanda crescente di oro e argento, considerati beni rifugio in un periodo di inflazione alta e tensioni geopolitiche.
“Abbiamo registrato una domanda senza precedenti da parte degli investitori istituzionali”, ha dichiarato ieri sera il CEO Octavio Alvídrez in una nota ai media. “Il nostro obiettivo resta consolidare questa crescita e rafforzare la nostra presenza a livello internazionale”.
Cautela e attese per il 2026
L’entusiasmo per il nuovo record non fa però dimenticare le incognite che restano sul tavolo. Gli operatori della City mantengono la prudenza: “Superare i 10.000 punti è un segnale importante, ma i fondamentali contano ancora molto”, ha detto stamani Sarah Mitchell, trader di IG Group. “Molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione e dalle scelte della Banca d’Inghilterra sui tassi”.
Le prime stime raccolte tra gli operatori indicano che il settore minerario potrebbe continuare a spingere l’indice nei prossimi mesi, ma non mancano segnali di attenzione legati alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e a possibili correzioni sui mercati globali.
Londra guida la scena, Europa in attesa
Il record del Ftse 100 arriva in un momento delicato anche per le altre piazze europee. A Parigi e Francoforte gli indici principali hanno aperto in leggero rialzo, senza però mostrare lo stesso slancio di Londra. Ora tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sui dati economici che arriveranno nelle settimane a venire.
Per ora, però, la scena è tutta londinese. “È un risultato che dà fiducia”, ha confidato un gestore di fondi incontrato davanti alla sede del London Stock Exchange poco dopo l’apertura. “Ma sappiamo bene che i mercati non si fermano mai”.










