Crans-Montana, 3 gennaio 2026 – Erano poco più di due di notte quando le fiamme hanno avvolto il bar Le Costellation, nel cuore di Crans-Montana. Era la notte di Capodanno e, dalle prime ricostruzioni, molti presenti non si sono subito resi conto della gravità della situazione. La musica continuava, le luci colorate si riflettevano sui volti dei clienti, che sembravano increduli o forse solo ignari. In pochi minuti, però, quell’incendio si è trasformato in una tragedia. Il bilancio, ancora provvisorio, parla di almeno 47 vittime e oltre 119 feriti, tra cui tredici italiani. Sei persone risultano ancora disperse.
Fiamme e panico: le prime scene nel locale
Un video amatoriale girato da un cliente e diffuso nelle ore successive mostra una sala piena. Alcuni guardano le fiamme che avanzano dietro il bancone, altri restano fermi, quasi paralizzati. La musica non si ferma subito. Solo dopo qualche secondo – raccontano i testimoni – qualcuno ha iniziato a urlare e a spingere verso le uscite. “All’inizio pensavamo fosse uno scherzo, poi il fumo ha reso tutto buio”, ha detto un giovane sopravvissuto a TF1, la tv francese.
Soccorsi in azione e difficoltà nell’evacuazione
I vigili del fuoco sono arrivati poco dopo le 2.30. Sul posto, oltre ai pompieri del Canton Vallese, sono intervenute squadre da Sierre e Sion. Il bar Le Costellation si trova in pieno centro, a due passi dagli impianti sciistici della località turistica. La polizia cantonale ha spiegato che la densa nube di fumo e il caos hanno reso molto complicate le operazioni di evacuazione. “Abbiamo trovato persone che cercavano di uscire dalle finestre”, ha raccontato un soccorritore. Tra i 119 feriti, che comprendono diversi turisti stranieri, tredici sono italiani, alcuni in condizioni critiche.
Indagini in corso: la sicurezza sotto la lente
Le autorità svizzere hanno aperto un’inchiesta per capire cosa ha scatenato l’incendio e verificare se nel locale fossero rispettate le norme di sicurezza. Al momento nessuno risulta indagato. I titolari del bar, la coppia corsa Pascal e Marie-Louise Santini, sono stati ascoltati nelle prime ore del mattino. Secondo alcune testimonianze, l’ingresso al locale sarebbe stato concesso anche a minorenni. Un sopravvissuto ha raccontato: “C’erano ragazzi molto giovani, alcuni sembravano avere meno di sedici anni”. Gli investigatori stanno raccogliendo le liste delle presenze e le immagini delle telecamere interne.
Il difficile riconoscimento delle vittime e la ricerca dei dispersi
Identificare i corpi si sta rivelando un compito arduo. La polizia cantonale ha spiegato che servirà l’esame del Dna per molte vittime. Sei persone sono ancora disperse, tra cui due francesi e una ragazza italiana di vent’anni, in vacanza con gli amici. Le famiglie sono state avvisate nella mattinata del 2 gennaio. “Stiamo facendo tutto il possibile per dare risposte ai parenti”, ha detto il comandante della polizia cantonale, Jean-Luc Favre.
Una comunità sotto choc
A Crans-Montana l’aria è pesante. Davanti al bar Le Costellation, ora transennato dalle forze dell’ordine, si sono radunate decine di persone: amici delle vittime, turisti ancora increduli, residenti che conoscevano bene i gestori. Il sindaco, Philippe Roux, ha commentato: “È una ferita profonda per tutta la comunità. Siamo vicini alle famiglie colpite”. Anche la presidente della Confederazione Elvetica, Viola Amherd, ha espresso il suo cordoglio: “Una tragedia che tocca tutti noi”.
Cosa succede adesso
Le indagini vanno avanti su due fronti: da un lato la verifica della sicurezza del locale e l’eventuale responsabilità dei titolari; dall’altro la ricerca dei dispersi e l’assistenza ai feriti negli ospedali di Sion e Losanna. Sarà solo nei prossimi giorni che si potrà ricostruire con precisione cosa è successo quella notte di Capodanno a Crans-Montana. Nel frattempo, la comunità aspetta risposte e un segno concreto di solidarietà per chi ha perso tutto in pochi minuti.










