Roma, 2 gennaio 2026 – Tragedia alla periferia sud di Roma nel tardo pomeriggio del 31 dicembre: un uomo di 63 anni, Ion Botnari, è morto dopo l’esplosione di un petardo che stava maneggiando in via Cortemaggiore, nel quartiere Malafede. L’incidente è avvenuto poco dopo le 17.30, segnando un inizio di festa drammatico per la Capitale, nonostante i divieti e i sequestri messi in atto dal Comune nelle ore precedenti per limitare l’uso di materiale pirotecnico illegale.
Un’esplosione improvvisa, soccorsi inutili
Dalle prime ricostruzioni dei carabinieri intervenuti, Botnari era da solo in strada quando il petardo, probabilmente artigianale, è esploso all’improvviso. L’uomo è stato colpito soprattutto al torace e alle mani, riportando ferite gravissime e una forte emorragia. I soccorritori del 118, arrivati poco dopo la chiamata, hanno provato a rianimarlo a lungo. “Abbiamo fatto tutto il possibile, ma le lesioni erano troppo gravi”, ha detto uno di loro. Per il 63enne, moldavo di origine e residente da anni nella zona, non c’è stato niente da fare.
Petardo artigianale, indagini in corso
Gli investigatori puntano su un ordigno fatto in casa, acquistato da canali illegali. A rafforzare questa ipotesi c’è il ritrovamento in casa della vittima di una batteria di fuochi d’artificio, probabilmente appartenente al figlio. Gli inquirenti stanno cercando di capire da dove arrivasse e di che tipo fosse il materiale esplosivo. “Non escludiamo che si tratti di prodotti artigianali venduti illegalmente”, ha spiegato una fonte. Malafede, come altre periferie romane, è spesso al centro di sequestri di pirotecnica non a norma.
Blitz e sequestri in tutto il Lazio
La morte di Botnari arriva in una giornata già segnata da molti controlli e sequestri di fuochi d’artificio illegali nel Lazio. A Frosinone, nel pomeriggio del 31 dicembre, la Guardia di finanza ha scoperto un laboratorio clandestino dentro una casa privata, dove viveva un’intera famiglia. Sono stati trovati oltre 7.500 pezzi di pirotecnica artigianale, insieme a polveri da sparo e sostanze chimiche usate per fabbricare gli ordigni.
Anche nel Viterbese sono stati effettuati sequestri: qui i finanzieri hanno tolto più di 3.200 articoli pirotecnici, conservati in quantità ben oltre i limiti di legge. Il materiale, con un peso totale di quasi tre quintali, era tenuto in un locale non autorizzato. “Un pericolo reale per la sicurezza pubblica”, ha sottolineato uno degli agenti.
Vendite vietate anche ai minorenni
Durante i controlli non sono mancati episodi di vendita abusiva. In provincia di Viterbo, un commerciante è stato sorpreso a vendere fuochi d’artificio a ragazzi di meno di 14 anni, nonostante le norme vietino la vendita ai minori. Un segnale che il mercato nero dei fuochi illegali resta attivo, nonostante i divieti e le campagne di sensibilizzazione.
Capodanno sotto scacco dei petardi
L’incidente di Malafede riporta in primo piano i rischi legati all’uso di petardi e fuochi d’artificio non certificati. Ogni anno, tra fine dicembre e inizio gennaio, ospedali e pronto soccorso della Capitale vedono decine di feriti per esplosioni. “Serve più attenzione ai pericoli”, ha commentato un medico del Policlinico Umberto I. Solo così si potrà evitare che la festa si trasformi in tragedia.
Le indagini sull’incidente vanno avanti: i carabinieri stanno raccogliendo testimonianze e analizzando i resti dell’ordigno per risalire alla rete di vendita illegale. Nel frattempo, la comunità moldava della zona si è stretta intorno alla famiglia Botnari, ancora sotto choc per quanto successo poche ore prima del nuovo anno.










