Lecce, 2 gennaio 2026 – Una coppia di Racale, piccolo centro in provincia di Lecce, ha sporto denuncia dopo la tragica morte della figlia, Anna Maria, avvenuta pochi giorni prima del cesareo programmato. La vicenda risale a maggio scorso e si è consumata tra l’ospedale Vito Fazzi di Lecce e quello di Tricase, dove la madre era stata ricoverata d’urgenza per forti dolori addominali. I genitori, entrambi 42enni, ora chiedono chiarezza sulle cause del decesso e sulle modalità con cui sono stati seguiti gli ultimi controlli durante la gravidanza.
Ecografia tesa e silenzi pesanti
Secondo la denuncia, il 14 maggio la donna si era recata al reparto di ginecologia del Vito Fazzi per un’ecografia. La gravidanza, arrivata alla 36esima settimana e già considerata “ad alto rischio”, richiedeva controlli costanti. Quella mattina la futura mamma aveva riferito dolori forti alla pancia. Il marito era con lei in ambulatorio. “Stai zitta, adesso facciamo l’esame”, avrebbe detto l’ecografista, secondo quanto raccontano i genitori. Un tono freddo, poco professionale, accompagnato da uno sguardo che, sempre secondo loro, tradiva preoccupazione.
Durante l’esame, la coppia ha notato delle macchie rosse sul monitor. Alla loro richiesta di spiegazioni, il medico avrebbe chiesto il silenzio e minacciato di far uscire il marito dalla stanza se avesse fatto altre domande. “Non ci hanno detto nulla”, ha raccontato la madre agli inquirenti. Fuori dalla stanza, la tensione cresceva, ma nessuna informazione chiara è stata data sullo stato della bambina.
Il peggioramento improvviso e il ricovero d’urgenza
Il cesareo era fissato per il 3 giugno, ma il 19 maggio, appena cinque giorni dopo l’ecografia, la donna ha cominciato ad avvertire dolori fortissimi al ventre e al petto. Era presto la mattina quando la coppia ha chiamato il 118. L’ambulanza è arrivata a Racale poco dopo le 7. Trasferita subito all’ospedale di Tricase, la donna è stata sottoposta a nuovi esami. Poi la notizia che nessun genitore vorrebbe mai sentire: la piccola Anna Maria non respirava più.
Sempre secondo la denuncia, la madre ha rischiato la vita a causa di un’emorragia interna dopo il cesareo d’urgenza. “Sono stata operata due giorni dopo, ho temuto di morire”, ha confidato agli investigatori. Solo dopo l’intervento le sue condizioni sono migliorate.
Indagine interna aperta, i genitori vogliono risposte
La direzione sanitaria dell’ospedale di Tricase ha aperto un’indagine interna per capire se ci siano state responsabilità o errori nei protocolli seguiti durante il ricovero e l’intervento. Al momento non risultano provvedimenti contro il personale coinvolto. “Vogliamo solo capire se nostra figlia poteva essere salvata”, dicono i genitori ai carabinieri di Casarano, che stanno raccogliendo testimonianze e documenti medici.
Le prime ricostruzioni parlano di una gravidanza seguita da settimane per alcuni parametri a rischio. Restano però da chiarire sia come è stato gestito l’ultimo controllo ecografico sia la rapidità con cui sono stati presi provvedimenti dopo i primi segnali di malessere.
Racale sotto choc per la tragedia
A Racale, la morte di Anna Maria ha scosso tutta la comunità. Molti conoscono bene la coppia: lui lavora in una ditta locale, lei insegna in una scuola primaria della zona. “Una cosa così non si può accettare”, commenta una vicina, incontrata davanti al portone del loro condominio.
La procura di Lecce nelle prossime settimane deciderà se servono altri accertamenti o una consulenza medico-legale esterna. Intanto, i genitori aspettano risposte: “Non cerchiamo colpevoli a tutti i costi – hanno ribadito – vogliamo solo sapere cosa è davvero successo”.










