Torino, 2 gennaio 2026 – Sono finite a Torino, dopo un mese di riprese cominciate il 19 novembre, le lavorazioni del primo film diretto da Dade (Davide Pavanello), musicista e produttore torinese. A fianco di Dade c’è lo sceneggiatore e regista Roan Johnson. Il progetto, ancora senza un titolo ufficiale, intreccia musica e cinema, muovendosi tra le strade della città e le sonorità del rap e pop italiano.
Torino fa da sfondo a una storia milanese
Anche se la storia è ambientata a Milano, il film è stato girato tutto a Torino. Dietro questa scelta, spiegano i produttori, c’è la possibilità di sfruttare la varietà dei quartieri torinesi per ricreare atmosfere diverse: dalle periferie metropolitane ai quartieri più centrali e residenziali. Tra le location principali spiccano via Pietro Cossa e corso Grosseto, legate al complesso dell’ATC – Agenzia Territoriale per la Casa del Piemonte Centrale, ma anche vie del centro come via Roma e via Bruno Buozzi. “Volevamo raccontare una Milano fatta di contrasti, usando Torino come sfondo”, ha detto uno dei responsabili della produzione.
Un cast che unisce musica e recitazione
Al centro della storia c’è Sami, un giovane rider interpretato da Lorenzo Aloi, che nella notte di Capodanno incontra Nia (Kaze). La narrazione alterna dialoghi a versi cantati, oscillando tra recitazione e musica. Nel cast ci sono anche volti noti della scena musicale italiana: Levante, Margherita Vicario, Kyshan Wilson e Rosa Chemical (che interpreta se stesso), oltre all’attore Claudio Santamaria. “Il set è stato pieno di energia”, ha raccontato uno degli attori durante una pausa. Un tratto distintivo del film sono i brani inediti scritti apposta per la pellicola.
Immagini e suoni che si inseguono
Il progetto punta a mescolare racconto e musica originale. Gli attori passano dalle battute recitate ai versi cantati, seguendo un ritmo che ricorda i videoclip, ma con una trama da cinema. “Abbiamo cercato un modo nuovo di raccontare, mettendo la musica davvero al centro”, ha spiegato Dade, soddisfatto al termine delle riprese. La sceneggiatura, firmata insieme a Roan Johnson, gioca con i generi e le aspettative, offrendo una narrazione fluida e moderna.
Una troupe quasi tutta piemontese
Sul set hanno lavorato soprattutto professionisti locali: il 95% della troupe è piemontese. Tra i nomi citati dalla produzione ci sono l’organizzatore Andrea Tavani, il direttore di produzione Danilo Goglio, la coordinatrice di produzione Alessandra Lofino, la scenografa Lonie Heys Cerchio, la costumista Francesca Cibischino e il location manager Davine Spina. “C’è stata una bella atmosfera di collaborazione”, ha sottolineato uno dei tecnici. Il film ha ricevuto il contributo del Pr Fesr Piemonte 2021-2027 – bando Piemonte Film Tv Fund e il supporto della Film Commission Torino Piemonte.
Tra periferie e ville storiche: le location
Le riprese hanno toccato diversi quartieri: dalle case popolari di via Pietro Cossa alle zone centrali come via Roma, passando per l’ASL di via della Consolata, trasformata in commissariato, abitazioni private in via Legnano e una villa in corso Massimo D’Azeglio. Ogni luogo è stato scelto per restituire l’immagine di una Milano fatta di contrasti: la Crocetta per evocare Brera, le periferie per raccontare la vita dei rider.
Titolo e uscita: l’attesa cresce
Il titolo del film non è ancora stato annunciato. La produzione non ha svelato la data d’uscita, ma alcune voci parlano di una possibile distribuzione in sala entro fine 2026. “Siamo nella fase di post-produzione – ha spiegato un portavoce – e puntiamo a presentarlo ai principali festival italiani”. L’attesa è alta tra chi lavora al progetto e i fan degli artisti, curiosi di vedere come si tradurrà sullo schermo questo esperimento tra immagini e musica.










