Roma, 2 gennaio 2026 – La proroga dei bonus per giovani under 35, donne, la Zes del Meridione e gli incentivi per l’autoimpiego non figura nel decreto Milleproroghe pubblicato ieri in Gazzetta Ufficiale. Ma, secondo fonti ministeriali, sarà recuperata con un emendamento durante la conversione parlamentare. Dietro questa scelta, spiegano dal Ministero dello Sviluppo Economico, ci sono motivi tecnici: bisogna prima attendere l’ok definitivo alla legge di bilancio per poter estendere davvero le agevolazioni.
Bonus per giovani e donne: perché non ci sono nel Milleproroghe
Negli ultimi giorni molte associazioni di categoria e sindacati hanno puntato i riflettori proprio sulla proroga degli incentivi per under 35 e donne. Si tratta di misure chiave per sostenere l’occupazione e dare una spinta all’autoimprenditorialità. L’assenza nel testo del Milleproroghe ha fatto scattare qualche preoccupazione tra chi ne avrebbe diritto. “Ci aspettavamo una conferma immediata”, ha detto ieri pomeriggio Giulia Rinaldi, presidente di una cooperativa giovanile romana. “Ma ci hanno garantito che la proroga arriverà in Parlamento”.
Dal Ministero spiegano che il problema è stato di tempi. “Solo dopo il via libera definitivo alla legge di bilancio – dicono – potremo sapere con certezza le risorse a disposizione e intervenire con un emendamento specifico”. Il tempo però è poco: la conversione del Milleproroghe deve chiudersi entro sessanta giorni dalla pubblicazione.
Zes del Sud e incentivi all’autoimpiego: si attende il nuovo via libera
Un altro punto ancora aperto riguarda la Zona Economica Speciale (Zes) del Mezzogiorno, che negli ultimi anni ha goduto di agevolazioni fiscali e procedure più snelle per attrarre investimenti. Anche qui la proroga non è stata inserita nel decreto. “Stiamo aspettando di capire cosa deciderà il governo”, ha detto ieri sera Antonio Russo, imprenditore di Bari. “Molte aziende stanno programmando investimenti proprio in base agli incentivi della Zes”.
Anche gli incentivi per l’autoimpiego, pensati soprattutto per chi apre nuove attività in aree svantaggiate, sono in sospeso. Fonti vicine al Ministero del Lavoro fanno sapere che l’esecutivo vuole confermare tutto, ma solo dopo aver verificato che la manovra finanziaria abbia i fondi necessari.
Reazioni tra attesa e prudenza
Ieri pomeriggio diversi parlamentari del Sud hanno chiesto spiegazioni al governo. “Non possiamo permetterci vuoti normativi che bloccano investimenti e assunzioni”, ha avvertito il deputato Vincenzo De Luca (PD), sottolineando che la proroga è “attesa da migliaia di giovani e imprenditrici”. Anche Confindustria Sud si è detta preoccupata: “Serve chiarezza per poter programmare”, ha detto il presidente Domenico Ferrara in una nota.
Dal governo però arrivano segnali rassicuranti. “La volontà politica c’è”, dicono fonti del Ministero dell’Economia. “L’emendamento sarà presentato nei tempi giusti”. Solo allora si conosceranno i dettagli e eventuali modifiche rispetto alle versioni precedenti dei bonus.
Che cosa succede adesso: tempi e passaggi
La conversione del decreto Milleproroghe partirà a breve alla Camera. Gli emendamenti si potranno presentare fino a metà gennaio; poi il testo andrà al Senato per l’approvazione definitiva entro fine febbraio. Intanto chi ha già iniziato le pratiche per gli incentivi dovrà aspettare indicazioni ufficiali.
Le prime stime degli uffici tecnici parlano di oltre 200mila persone potenzialmente coinvolte nella proroga: giovani imprenditori, donne e aziende del Sud. È un dato che fa capire quanto siano importanti queste misure. “Speriamo non ci siano intoppi”, ha detto ieri sera una giovane startupper calabrese. “Ogni giorno perso conta”.
Il governo, almeno a parole, vuole non lasciare indietro nessuno. Ma la partita vera si giocherà nelle prossime settimane, tra commissioni parlamentari e tavoli tecnici. Solo allora si vedrà se la proroga dei bonus diventerà realtà o resterà solo una promessa.










