Siena, 2 gennaio 2026 – Nicola Maione, presidente del consiglio di amministrazione di Banca Monte dei Paschi di Siena, ha fissato per il 4 febbraio, in unica convocazione, l’assemblea straordinaria dell’istituto. L’appuntamento è nella storica sede di Rocca Salimbeni e mette in campo alcune modifiche importanti allo statuto sociale della banca, in un momento delicato per il futuro della più antica banca italiana.
Statuto e governance: cosa cambierà davvero
Tra i temi più caldi che i soci dovranno votare c’è la proposta di dare al consiglio di amministrazione uscente la possibilità di presentare una lista propria di candidati per il rinnovo del board. Una novità che, secondo fonti interne, serve a garantire continuità e a gestire meglio il passaggio ai nuovi vertici. Finora, le liste venivano presentate solo da azionisti o gruppi di azionisti. Se la modifica passerà, sarà un modo per rafforzare il ruolo del consiglio attuale in questa fase.
Non finisce qui. I soci saranno chiamati anche a decidere sulla rieleggibilità degli amministratori e sull’abolizione dell’articolo 20, comma 3, dello statuto. Questo articolo, fino a oggi, esentava l’amministratore delegato dal limite massimo di mandati previsto dall’articolo 15, comma 1. Se l’abrogazione verrà approvata, tutti i membri del consiglio dovranno rispettare le stesse regole sui mandati, senza eccezioni.
Utili e riserve: nuove regole in arrivo
Un altro punto sul tavolo riguarda la gestione degli utili. La proposta prevede di ridurre alla quota minima di legge la parte degli utili da mettere a riserva legale e di eliminare la riserva statutaria. Secondo alcuni analisti sentiti da alanews.it, questa scelta potrebbe liberare risorse da destinare ad altre esigenze della banca o, eventualmente, a distribuire dividendi agli azionisti. Resta però da vedere cosa ne penseranno le autorità di vigilanza.
La banca ha chiarito in una nota che le modifiche entreranno in vigore solo se i soci le approveranno e se riceveranno il via libera della Banca Centrale Europea. “È un passaggio obbligato – ha detto un dirigente vicino al dossier – perché ogni cambiamento nella governance o nella gestione delle riserve deve rispettare i criteri di stabilità richiesti dalla BCE”.
Un momento decisivo per Mps
La convocazione dell’assemblea arriva in un momento cruciale per Mps, che ha alle spalle anni di ristrutturazioni e interventi pubblici. Il 2025 si è chiuso con qualche segnale positivo, ma tra i soci si respira ancora prudenza. “Sappiamo quanto siano importanti le decisioni che dobbiamo prendere”, ha detto un piccolo azionista storico, incontrato davanti alla sede senese dopo l’annuncio. “Ogni modifica allo statuto va valutata con molta attenzione”.
Fonti vicine al consiglio confermano che l’obiettivo è rafforzare la governance e rendere più agile la gestione delle risorse. Ma non mancano le critiche. Alcuni rappresentanti dei dipendenti hanno espresso dubbi sulla possibile riduzione delle riserve obbligatorie, temendo che questo possa mettere a rischio la solidità della banca in caso di nuove turbolenze sui mercati.
La parola alla Banca Centrale Europea
La partita, però, non si giocherà solo a Siena. Come sottolineato dalla banca nella nota ufficiale, ogni modifica dovrà ottenere il via libera della Banca Centrale Europea. Un passaggio che potrebbe richiedere tempo. “La BCE esaminerà ogni dettaglio con cura – spiega un esperto di diritto bancario – soprattutto per le nuove regole su riserve e governance”.
L’appuntamento del 4 febbraio sarà quindi decisivo per il futuro dell’istituto. I soci dovranno dire sì o no a cambiamenti che potrebbero segnare la strada per i prossimi anni. Solo dopo il doppio via libera – assemblea e BCE – le modifiche diventeranno operative. Nel frattempo, nei corridoi di Rocca Salimbeni si respira un clima di attesa e prudenza.










