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Dl milleproroghe: addio ai bonus per giovani e donne, cosa succede ora?

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Dl milleproroghe: addio ai bonus per giovani e donne, cosa succede ora?
Dl milleproroghe: addio ai bonus per giovani e donne, cosa succede ora?
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Roma, 2 gennaio 2026 – Nel testo finale del decreto Milleproroghe, uscito ieri in Gazzetta Ufficiale, non c’è traccia della proroga di un anno per i bonus assunzioni per giovani under 35 e per il bonus donne. Una scelta che, di fatto, chiude la porta alle imprese che puntavano a questi incentivi per l’occupazione giovanile e femminile in condizioni agevolate. La misura era presente in una delle prime bozze, ma è stata tolta nella versione definitiva.

Incentivi cancellati, imprese e sindacati chiedono risposte

La mancata proroga riguarda due strumenti che negli ultimi anni avevano dato una mano concreta all’inserimento lavorativo di giovani e donne, soprattutto nel Sud. Il bonus under 35 garantiva sgravi contributivi a chi assumeva giovani con contratto a tempo indeterminato. Il bonus donne invece era pensato per lavoratrici in difficoltà. “Siamo rimasti sorpresi dall’esclusione – ha detto ieri sera il presidente di Confapi, Cristian Camisa –. Questi incentivi erano un vero supporto per le piccole e medie imprese”. Anche la segretaria della Cgil, Elly Schlein, ha chiesto al governo “un ripensamento urgente”, sottolineando che “il lavoro stabile per giovani e donne resta ancora troppo fragile”.

Stop anche agli incentivi per il Sud e l’autoimpiego

Oltre ai bonus per giovani e donne, il Milleproroghe non rinnova nemmeno il bonus sviluppo occupazionale per la Zes (Zona economica speciale) nel Mezzogiorno. Questa misura aveva aiutato a creare posti di lavoro in regioni come Campania, Calabria, Puglia e Sicilia. Saltano anche gli incentivi per l’autoimpiego nei settori strategici, pensati per favorire la nascita di nuove imprese legate alla transizione digitale ed ecologica. Fonti del Ministero del Lavoro parlano di una scelta legata a “vincoli di bilancio”, ma non si esclude che in Parlamento si possano inserire modifiche durante la conversione del decreto.

Le reazioni: “Un’occasione persa per il lavoro”

La notizia ha scatenato reazioni immediate tra associazioni datoriali e sindacati. “Così si rischia di frenare la ripresa dell’occupazione giovanile”, ha detto Maurizio Stirpe, vicepresidente di Confindustria. D’accordo anche Confesercenti, che ha parlato di “occasione persa per rilanciare il lavoro femminile”. Secondo i dati Istat aggiornati a novembre 2025, il tasso di disoccupazione tra i giovani under 35 resta sopra il 20%, mentre quello femminile supera il 10% nelle regioni del Sud. Numeri che, a detta degli esperti, rendono urgente un intervento strutturale.

Cosa cambia per imprese e lavoratori

Senza la proroga, le imprese che contavano su questi incentivi per nuove assunzioni dovranno rivedere i loro piani. “Avevamo in programma di inserire tre giovani tecnici – racconta Marco De Santis, titolare di una piccola azienda a Bari – ma senza sgravi i costi diventano troppo alti”. Anche molte donne in cerca di lavoro rischiano di perdere opportunità. “Per noi era una speranza concreta”, confida Anna Russo, 29 anni, laureata in economia e disoccupata da più di un anno.

Prossimi passi: emendamenti in arrivo in Parlamento

Ora il decreto Milleproroghe passerà all’esame delle Camere. Alcuni parlamentari della maggioranza hanno già annunciato emendamenti per ripristinare almeno una parte degli incentivi. “Non possiamo permetterci passi indietro sull’occupazione”, ha detto il senatore Antonio Misiani (Pd). Dal governo, però, per ora nessun segnale di apertura: “Le risorse sono poche – ha spiegato una fonte del Ministero dell’Economia – ogni scelta comporta sacrifici”.

Il quadro generale: vincoli di bilancio e scelte difficili

La decisione di non prorogare i bonus arriva in un momento di finanza pubblica sotto pressione. Il governo Meloni ha deciso di puntare le risorse su altri settori, come la sanità e la sicurezza. Ma molti osservatori mettono in guardia: così si rischia di rallentare una crescita dell’occupazione già fragile. Nei prossimi giorni si attendono nuovi chiarimenti dall’esecutivo e non si escludono modifiche durante l’iter parlamentare. Intanto, tra imprese e lavoratori, resta l’incertezza.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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