Roma, 2 gennaio 2026 – Un uomo di 63 anni, moldavo, ha perso la vita nella notte di Capodanno a Roma a causa dell’esplosione di un petardo. Il bilancio diffuso dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza parla anche di 283 feriti in tutta Italia, di cui 54 ricoverati. Rispetto allo scorso anno, quando i feriti erano stati 309, si registra una lieve diminuzione. Ma resta comunque una notte segnata da incidenti e preoccupazione.
Capodanno tragico a Roma: un morto per l’esplosione di un petardo
La tragedia è avvenuta poco dopo la mezzanotte in una zona periferica della capitale. Secondo la Questura di Roma, l’uomo stava maneggiando un petardo quando è stato colpito dall’esplosione. I soccorsi sono arrivati in fretta, ma non c’è stato nulla da fare. “Abbiamo fatto tutto il possibile, ma le ferite erano troppo gravi”, ha detto uno dei medici del 118 intervenuti. La vittima viveva da anni a Tor Bella Monaca, dove – raccontano i vicini – era una persona riservata.
Bilancio nazionale: meno feriti, ma l’allarme resta acceso
Il report del Dipartimento della Pubblica Sicurezza mostra un leggero miglioramento rispetto all’anno scorso. I feriti sono stati 283, contro i 309 del 2025. Di questi, 245 hanno riportato ferite che guariscono in meno di 40 giorni. Più serie le condizioni di 50 persone, con prognosi oltre i 40 giorni. “Il numero resta comunque preoccupante”, ammette un funzionario del Viminale, “soprattutto considerando i tanti minori coinvolti”.
Minori e armi da fuoco: dati che preoccupano
Tra i feriti ci sono 68 minori, un dato in calo rispetto ai 90 dell’anno scorso, ma che continua a far suonare un campanello d’allarme. “Serve più consapevolezza da parte delle famiglie”, dice un rappresentante della Polizia di Stato. Non solo petardi: nella notte si sono registrati anche 12 ferimenti da colpi d’arma da fuoco, soprattutto nelle grandi città del Sud, secondo le prime ricostruzioni delle forze dell’ordine.
Ricoveri e interventi: la mappa dei danni
Dei 54 ricoverati, la maggior parte si trova negli ospedali di Roma, Napoli e Palermo. Molti sono stati operati per lesioni a mani e volto. In diversi casi si tratta di ustioni gravi o traumi agli occhi. “Ogni anno vediamo le stesse scene”, racconta un medico del pronto soccorso del Cardarelli di Napoli, “ragazzi giovani con ferite che si potrebbero evitare”. La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio resta una delle più impegnative per gli ospedali.
Le autorità: serve più prevenzione e cultura sulla sicurezza
Il Ministero dell’Interno ha ribadito l’urgenza di intensificare le campagne di sensibilizzazione sull’uso dei fuochi d’artificio. “Non basta vietare i botti illegali”, spiega un portavoce del Viminale, “serve un cambio di mentalità”. In molte città, come Milano e Torino, erano già in vigore ordinanze restrittive, ma i dati mostrano che il problema resta difficile da contenere.
Un Capodanno ancora difficile: la sfida della sicurezza resta aperta
Nonostante controlli e appelli, la notte di San Silvestro continua a portare incidenti e feriti. Il bilancio di quest’anno – un morto e centinaia di persone coinvolte – riapre il dibattito sulla sicurezza durante le feste. “Ogni ferito è una sconfitta”, ammette un dirigente della Polizia, “dobbiamo fare di più per prevenire”. Solo così, forse, la notte di Capodanno potrà tornare a essere una vera festa.










