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Capodanno a Napoli: un aumento preoccupante di feriti e 7 minorenni in pronto soccorso

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Capodanno a Napoli: un aumento preoccupante di feriti e 7 minorenni in pronto soccorso
Capodanno a Napoli: un aumento preoccupante di feriti e 7 minorenni in pronto soccorso
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Napoli, 2 gennaio 2026 – Il Capodanno a Napoli e nell’area metropolitana si è chiuso con un bilancio più pesante rispetto allo scorso anno: 57 feriti a causa dei botti, secondo i dati della Questura partenopea, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio. Un numero che supera di gran lunga i 36 casi registrati dodici mesi fa. Tra i feriti ci sono anche sette minorenni, tutti già dimessi dagli ospedali cittadini.

Feriti in crescita: la conta dagli ospedali di Napoli

Alle prime ore del mattino, i dati raccolti negli ospedali di Napoli raccontano una notte di festeggiamenti segnata da incidenti. Sono 42 i feriti solo in città, compresi i sette minorenni, mentre nell’hinterland si registrano altri quindici casi, di cui quattro under 18. La maggior parte dei pazienti – 41 su 57 – è già tornata a casa. Sedici persone restano ancora in osservazione, ma nessuno è in pericolo di vita. “Abbiamo visto soprattutto ustioni alle mani e al volto, qualche trauma agli occhi, ma per fortuna nessun caso grave”, ha spiegato un medico del Cardarelli poco dopo le 9.

Voci dalla notte: tra paure e imprudenze

Tra i corridoi degli ospedali, i racconti si assomigliano: petardi raccolti da terra, fuochi accesi senza precauzioni, qualche sconsideratezza di troppo. “Pensavo fosse spento”, ha detto un ragazzo di diciassette anni arrivato al Vecchio Pellegrini con una ferita alla mano destra. I genitori, preoccupati ma sollevati, hanno confessato: “Ogni anno speriamo che vada meglio, ma la tentazione dei botti è forte tra i giovani”.

Il paragone con gli anni scorsi

Il dato di quest’anno segna una svolta dopo il lieve calo registrato nel 2024. Secondo la Questura, l’aumento dei feriti è legato anche alla diffusione di fuochi illegali e all’uso sbagliato di petardi artigianali. “Nonostante le campagne di sensibilizzazione e i controlli, è difficile tenere sotto controllo il fenomeno”, ha ammesso un funzionario della polizia municipale. La mattina del 1° gennaio, le strade di quartieri come Ponticelli e Secondigliano erano ancora piene di residui pirotecnici.

Il quadro nazionale: meno interventi dei Vigili del Fuoco

A livello nazionale, però, la situazione sembra meno critica. I Vigili del Fuoco hanno risposto a 770 chiamate per incendi legati ai festeggiamenti, come riportato dall’Ansa. Sono 112 interventi in meno rispetto alle 882 uscite dello scorso Capodanno. In testa alla classifica c’è l’Emilia Romagna con 114 operazioni, seguita da Lombardia (113), Veneto e Trentino Alto Adige (77), Campania e Toscana (69 ciascuna). In Sardegna e Molise, invece, non si registrano interventi.

Milano: notte movimentata ma senza gravi problemi

A Milano e provincia, la notte di San Silvestro ha visto diversi interventi del 118, ma nessuna emergenza seria. Le chiamate di soccorso hanno riguardato soprattutto aggressioni e ferite da petardi, tutte codici verdi. “Abbiamo lavorato parecchio, ma niente di preoccupante”, ha riferito un operatore dell’Ospedale Niguarda. Anche i vigili urbani hanno confermato che la notte è stata “abbastanza tranquilla”, nonostante qualche piccolo incidente.

Il lavoro instancabile dei soccorritori

Dalle 19 del 31 dicembre alle 7 del mattino, i Vigili del Fuoco hanno spento incendi causati dai botti e da altri episodi legati ai festeggiamenti. In alcune zone della periferia milanese sono stati dati alle fiamme cassonetti e piccoli roghi nei cortili condominiali. “Ogni anno ci prepariamo a una notte impegnativa – ha detto un caposquadra dei pompieri – ma il numero degli interventi è in calo”.

Prevenzione: una sfida ancora aperta

Nonostante le campagne informative delle istituzioni e delle forze dell’ordine, l’uso sbagliato dei botti resta uno dei problemi più difficili da risolvere a Capodanno. “Serve più consapevolezza tra i giovani e le famiglie”, ha sottolineato un dirigente scolastico di Napoli. Solo così, forse, il bilancio potrà davvero migliorare. Per ora resta la conta dei feriti e la speranza che il prossimo anno porti più prudenza nelle piazze d’Italia.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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