Home Soldi & Risparmi Wall Street in calo: Dj perde lo 0,15%, Nasdaq scivola dello 0,80%
Soldi & Risparmi

Wall Street in calo: Dj perde lo 0,15%, Nasdaq scivola dello 0,80%

Share
Wall Street in calo: Dj perde lo 0,15%, Nasdaq scivola dello 0,80%
Wall Street in calo: Dj perde lo 0,15%, Nasdaq scivola dello 0,80%
Share

New York, 30 dicembre 2025 – Wall Street ha aperto la giornata con il segno meno, trascinata da un avvio in calo dei principali indici. Alle 15.30 ora italiana, il Dow Jones scivolava dello 0,15%, fermandosi a 48.664,33 punti. Peggio ha fatto il Nasdaq, che ha lasciato sul terreno lo 0,80%, portandosi a 23.404,54 punti. Anche lo S&P 500 ha iniziato le contrattazioni in rosso, perdendo lo 0,41% e chiudendo a 6.901,45 punti. A pesare è l’incertezza degli investitori in questa ultima settimana dell’anno, tra dati economici contrastanti e i dubbi sulle prossime mosse della Federal Reserve.

Indici in calo: la prudenza domina il mercato

Quella di oggi è una giornata segnata dalla tipica volatilità di fine dicembre, con volumi bassi e molti che preferiscono incassare i profitti. Gli operatori sentiti da alanews.it raccontano di un clima di cautela, spinto dalle incertezze sulle politiche della Fed e dai dati sull’inflazione negli Stati Uniti. La banca centrale ha fatto capire che aspetterà i prossimi numeri economici prima di decidere se e quando tagliare i tassi nel 2026.

Gli occhi degli investitori sono puntati soprattutto sui dati recenti sull’occupazione e sulle vendite al dettaglio. “C’è chi teme un rallentamento della crescita”, ha detto un analista di JP Morgan a New York, “e questo si riflette subito sui titoli tecnologici, quelli più sensibili alle mosse sui tassi”.

Tecnologici in difficoltà

Il Nasdaq ha pagato il prezzo più alto, perdendo quasi un punto percentuale nelle prime ore di contrattazioni. I titoli tech, sempre più esposti alle variazioni dei tassi d’interesse, hanno visto vendite diffuse. Tra i più colpiti ci sono Apple e Nvidia: entrambi hanno perso oltre l’1% subito dopo l’apertura.

Dietro questa flessione c’è anche una presa di profitto dopo il rally delle settimane passate. “Molti fondi stanno chiudendo le posizioni per mettere al sicuro i guadagni dell’anno”, ha raccontato un trader di Wall Street poco dopo l’avvio delle contrattazioni.

Dow Jones e S&P 500: energia e finanza sotto pressione

Anche il Dow Jones e lo S&P 500 hanno risentito del clima di prudenza. In particolare, i settori dell’energia e della finanza hanno mostrato debolezza. ExxonMobil e JPMorgan Chase hanno aperto in calo rispettivamente dello 0,4% e dello 0,3%. A influire è il calo del prezzo del petrolio: il Brent è sceso sotto i 77 dollari al barile, spingendo verso il basso le azioni delle compagnie petrolifere.

Sul fronte bancario, le banche americane restano nel mirino dopo le ultime parole della Fed. “Il mercato teme che una politica monetaria più dura possa frenare la domanda di credito”, ha spiegato un gestore di fondi intervistato da alanews.it.

Aspettando i dati e la fine dell’anno

Il clima resta prudente anche per l’avvicinarsi della chiusura dell’anno. Gli investitori sono in attesa degli ultimi dati economici della settimana, tra cui l’indice dei prezzi alla produzione e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. Questi numeri potrebbero dare qualche indicazione in più sulle prospettive dell’economia americana per il 2026.

“Molti preferiscono tenersi alla larga in questi giorni”, ha ammesso un broker della Fifth Avenue. “La liquidità è bassa e basta poco per far muovere i prezzi”. Solo quando riprenderanno i volumi normali, con l’arrivo del nuovo anno, si capirà se questa correzione è solo una pausa o l’inizio di una fase più complicata per Wall Street.

Nel frattempo, tutti gli occhi restano puntati su Washington. Ogni parola della Fed o del Tesoro viene analizzata con grande attenzione. Eppure, tra le sale operative di Manhattan e i tavolini dei caffè finanziari, si respira un’aria di attesa. Tutti vogliono capire quale sarà il prossimo passo della banca centrale e quale strada prenderà davvero l’economia americana nel 2026.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

Smettere di Lavorare è un magazine che esplora stili di vita alternativi e indipendenza finanziaria con sezioni su News, Spettacolo & TV, Soldi & Risparmi, Ambiente, Trasferirsi all’estero e Lavorare all’estero.

Info & Comunicati

Per info e comunicati stampa inviare email a: info@smetteredilavorare.it

© 2025 proprietà Influencer Srls - Via Luca Bati 57 - Roma - P.IVA 14920521003

Questo blog non è una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001.