Portafogli svuotati dalle feste, caro-vita e concorrenza dell’online: i saldi partono a inizio gennaio ma per molti negozi il “rilancio” rischia di restare una promessa
I saldi invernali 2026 iniziano nei primi giorni di gennaio in quasi tutta Italia, ma l’atmosfera non è quella delle grandi occasioni. Il Codacons – come riferito anche da alanews.it – avverte che l’avvio “a ridosso” di Natale e Capodanno arriva quando molte famiglie hanno già prosciugato il budget tra regali, pranzi e spese obbligate, e che l’effetto Black Friday tende ad anticipare una parte degli acquisti, lasciando meno margine ai ribassi di gennaio.
Il punto, per chi compra, è semplice: gli sconti esistono, ma la capacità di spesa è più fragile. E per chi vende (soprattutto nei negozi fisici), la sfida è doppia: convincere il cliente a tornare in store e farlo in un mercato in cui le promozioni online sono “sempre accese”, spesso con prezzi aggressivi e consegna rapida.
Quando partono i saldi: le date da segnare (e le eccezioni)
Il calendario resta comunque un riferimento: nella maggior parte delle regioni la partenza è fissata per sabato 3 gennaio 2026, con alcune eccezioni territoriali.
Occhio, quindi, a non dare per scontato che “inizi tutto lo stesso giorno”: tra autonomie locali e regole regionali cambiano sia l’avvio sia la durata effettiva del periodo di sconti. Per chi vuole fare acquisti mirati, il consiglio è verificare la data della propria regione e non farsi prendere dalla FOMO: spesso le occasioni migliori arrivano dopo la prima ondata, quando taglie e colori iniziano a “muoversi” davvero e i ribassi aumentano.
Prezzi, sconti e trasparenza: cosa controllare per non farsi fregare
Negli ultimi anni, una delle richieste più forti dei consumatori è stata la chiarezza sui prezzi. La regola pratica è questa: prima di entusiasmarti per il “-50%”, guarda bene il prezzo di partenza e come viene comunicato lo sconto. Su molte comunicazioni promozionali è ormai centrale il riferimento al prezzo più basso applicato nei 30 giorni precedenti, utile per evitare sconti “gonfiati” da rincari dell’ultima settimana.
Poi c’è la parte che salva davvero il portafoglio: la garanzia. Se un prodotto è difettoso, non è che “in saldo non si cambia”: i diritti del consumatore restano, con riparazione/sostituzione o rimborso a seconda dei casi. Anche la prova dei capi può fare la differenza, ma qui conta la politica del negozio: meglio chiedere subito, senza imbarazzo, prima di passare in cassa.
La strategia che conviene nel 2026: compra meno, compra meglio
Se il clima è quello di saldi “soft”, la mossa intelligente è trasformare gli sconti in un acquisto ragionato. Parti da una lista breve (una o due cose che ti servono davvero), dai un tetto massimo di spesa e confronta almeno due alternative, anche tra fisico e online. Il Codacons insiste sul fatto che la vera partita si gioca sui bilanci familiari già sotto pressione: l’errore più comune è buttarsi su acquisti d’impulso perché “tanto è scontato”, per poi ritrovarsi con roba inutile e budget bruciato.
Morale: saldi sì, ma con la testa. Nel 2026 il “colpo” non lo fa chi compra di più: lo fa chi compra meglio.










