Milano, 30 dicembre 2025 – Il mercato italiano del risparmio gestito ha chiuso novembre con un patrimonio complessivo di 2.621 miliardi di euro e una raccolta netta negativa di 4,5 miliardi di euro, secondo l’ultimo report mensile di Assogestioni. Un passo indietro nel breve termine, ma che non cancella il saldo positivo da inizio anno: la raccolta netta da gennaio supera infatti i 28,8 miliardi di euro.
Raccolta a novembre in rosso, pesa il calo nei fondi aperti
A novembre i fondi aperti hanno registrato deflussi per circa 2,2 miliardi di euro. Il dato è soprattutto legato ai fondi monetari, che hanno perso 1,5 miliardi di euro. “L’incertezza sui mercati e le attese sulle mosse delle banche centrali hanno spinto molti risparmiatori a ridurre l’esposizione su questi strumenti”, spiega un analista del settore contattato da alanews.it.
Obbligazionari in leggero recupero, ma la situazione resta fragile
L’unico settore in crescita, seppur contenuta, è quello dei prodotti obbligazionari. A novembre la raccolta netta si è fermata a +291 milioni di euro, segno che alcuni investitori vedono ancora nei titoli a reddito fisso un punto di stabilità. “Con i tassi ancora alti, la ricerca di rendimento favorisce gli obbligazionari”, commenta un gestore milanese. Tuttavia, questo piccolo segno più non basta a compensare le uscite in altri comparti.
Gestione di portafoglio: deflussi sia tra i retail che tra gli istituzionali
I dati provvisori di Assogestioni mostrano deflussi sia nelle gestioni di portafoglio retail (-1,3 miliardi di euro) sia in quelle istituzionali (-1,4 miliardi). Un segnale chiaro che coinvolge sia i piccoli risparmiatori sia gli investitori professionali. “Il rallentamento riflette una fase di attesa e prudenza diffusa”, osserva un consulente finanziario tra Torino e Milano.
Saldo annuale ancora solido, ma la volatilità non dà tregua
Nonostante il calo di novembre, il bilancio da inizio anno resta positivo: la raccolta netta supera i 28,8 miliardi di euro. Un segno della tenuta del settore in un periodo segnato da forti oscillazioni e incertezza sull’economia globale. “Il 2025 è stato un anno di grandi alti e bassi, con una crescente attenzione alla gestione del rischio”, ricorda un portavoce di Assogestioni.
2026: prudenza e occhi puntati sulle decisioni delle banche centrali
Per i prossimi mesi, gli operatori si aspettano che la prudenza continui a guidare le scelte degli investitori. Le decisioni sui tassi d’interesse e l’andamento dell’inflazione saranno determinanti. “Solo quando ci sarà più chiarezza sulle politiche monetarie potremo vedere una ripresa vera della raccolta”, confida un gestore romano.
Italia solida in Europa, ma con segnali simili al resto del continente
A confronto con gli altri grandi mercati europei, l’Italia resta solida sul patrimonio gestito, ma con dinamiche simili sul fronte della raccolta. “Anche in Francia e Germania si sono visti rallentamenti negli ultimi mesi”, spiega un analista internazionale. La prudenza sembra essere la parola d’ordine in tutta Europa.
La risposta degli operatori: “Un momento normale dopo un periodo di crescita”
Tra gli addetti ai lavori prevale l’idea che il calo di novembre sia una fase normale dopo mesi di crescita sostenuta. “Non parlerei di inversione di rotta – spiega un dirigente di una grande società di gestione – ma di una pausa legata alle condizioni di mercato”. Il settore resta sotto osservazione, in attesa dei primi dati del nuovo anno.
In sintesi, il risparmio gestito italiano chiude novembre con qualche segnale di rallentamento, ma conserva un saldo annuale robusto. Tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse delle banche centrali e sull’evoluzione dello scenario economico globale.










