Kiev, 27 dicembre 2025 – Questa mattina, una nuova ondata di raid aerei russi ha lasciato al buio oltre un milione di abitazioni a Kiev e nelle zone vicine. A confermare il blackout è stata la compagnia energetica Dtek, che ha aggiornato la situazione tramite il proprio canale Telegram nelle prime ore del giorno.
Blackout totale: la città e i sobborghi senza luce
Secondo Dtek, il primo attacco ha fatto saltare la corrente a più di 700.000 utenti solo nella capitale. Poco dopo, altre 400.000 persone nella regione circostante si sono trovate nella stessa situazione. Il blackout è scattato intorno alle 7 del mattino, proprio mentre la città si animava: scuole aperte, traffico in aumento, negozi che cominciavano a riaprire. “Stiamo lavorando senza sosta per far tornare la luce”, ha scritto l’azienda, chiedendo ai cittadini di mantenere la calma e, se possibile, di ridurre i consumi.
Kiev sotto assedio: disagi e reazioni
Il colpo arriva in un momento difficile per chi vive in città, già provato da settimane di allarmi e interruzioni intermittenti. Le autorità assicurano che ospedali e infrastrutture vitali sono alimentati da generatori di emergenza, ma disagi si sono fatti sentire nei trasporti e in molti servizi essenziali. “Abbiamo attivato tutte le procedure di emergenza”, ha detto un portavoce del Comune, spiegando che la priorità resta la sicurezza e il rapido ritorno dell’elettricità.
Per le strade si respira una tensione controllata. Olena, 42 anni, impiegata in un supermercato del quartiere Obolon, racconta di aver udito “un forte boato, poi è calato il buio”. Lunghe file si sono formate ai distributori di acqua e alle farmacie, mentre i tram sono rimasti bloccati per più di un’ora.
Infrastrutture colpite, tempi incerti per il ritorno alla normalità
Le prime verifiche di Dtek parlano di danni a diverse linee ad alta tensione e sottostazioni chiave. I tecnici sono intervenuti già all’alba, ma il ripristino completo potrebbe richiedere ore, forse giorni in periferia. “La situazione è complicata”, spiega un tecnico contattato telefonicamente. “Stiamo valutando i danni, ma dobbiamo lavorare in sicurezza per il nostro personale”.
Le autorità hanno invitato tutti a non usare gli ascensori e a tenere i cellulari carichi. In alcune zone del centro storico, le persone hanno acceso candele alle finestre. Nei quartieri più moderni, invece, si sono registrati brevi blackout anche nelle connessioni internet.
L’inverno sotto minaccia: attacchi che non si fermano
L’attacco arriva in un momento di crescente pressione militare su Kiev. Negli ultimi mesi, spiegano fonti ufficiali ucraine, gli attacchi alle infrastrutture energetiche si sono fatti più frequenti, con l’obiettivo di mettere in difficoltà la popolazione durante i mesi freddi. Il sindaco Vitaliy Klitschko ha ribadito che “la città non si arrenderà”, ma ha chiesto più aiuti internazionali per rafforzare le difese aeree.
Secondo il Ministero dell’Energia ucraino, dall’inizio dell’inverno almeno 15 impianti tra centrali e sottostazioni sono stati colpiti solo nella regione di Kiev. L’allarme è alto: nuovi blackout potrebbero mettere a rischio ospedali, scuole e centri di accoglienza.
Emergenza in corso: lavoro senza sosta nei quartieri colpiti
Nel pomeriggio, le squadre di tecnici erano ancora al lavoro nei quartieri più danneggiati: Podil, Darnytskyi e Solomianskyi. Alcuni abitanti raccontano di aver visto camion della protezione civile distribuire coperte e acqua. “Non molliamo”, dice un volontario impegnato nei soccorsi. La compagnia Dtek promette aggiornamenti continui e invita a segnalare problemi solo attraverso i canali ufficiali.
La giornata si è chiusa con una ripresa parziale della corrente in alcune zone centrali, ma l’allerta resta alta per possibili nuovi attacchi. In una Kiev che prova a resistere anche nel buio, la domanda è sempre la stessa: quando tornerà la normalità?










