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Giorgetti: il futuro del Paese dipende dai risultati, non dalle dimissioni

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Giorgetti: il futuro del Paese dipende dai risultati, non dalle dimissioni
Giorgetti: il futuro del Paese dipende dai risultati, non dalle dimissioni
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Roma, 21 dicembre 2025 – Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha risposto oggi con una punta d’ironia alle domande sulle tensioni che hanno segnato l’iter della legge di bilancio. Lo ha fatto a margine dei lavori parlamentari, in un clima teso, fra discussioni accese e qualche malumore tra le forze politiche. “È la ventinovesima legge di bilancio che seguo e so bene come funziona”, ha detto Giorgetti, lasciando capire di essere ormai abituato alle pressioni di queste settimane.

Giorgetti: esperienza e pragmatismo dietro la manovra

Il ministro, al timone del Ministero dell’Economia dal 2022, ha messo in luce la complessità del percorso della manovra. “C’è un Parlamento, una commissione e poi ci sono le proposte del governo”, ha spiegato ai giornalisti in via XX Settembre. E sulle voci che parlano di possibili dimissioni ha risposto con una battuta: “Ci penso tutte le mattine, sarebbe la cosa più bella da fare, per me…”. Una frase che ha strappato qualche sorriso, ma che non cancella il peso delle responsabilità in questo momento.

Manovra in bilico: il Parlamento sotto pressione

Negli ultimi giorni la discussione sulla manovra finanziaria si è fatta più accesa. In commissione Bilancio, a Montecitorio, il clima è stato rovente: emendamenti, richieste di modifiche, pressioni dalle opposizioni e anche da qualche alleato di governo. “A me interessa il prodotto finale”, ha ribadito Giorgetti, riferendosi al testo che dovrà essere approvato entro fine anno per evitare l’esercizio provvisorio. Fonti parlamentari raccontano di una notte, tra il 20 e il 21 dicembre, segnata da trattative serrate su temi caldi: pensioni, taglio del cuneo fiscale e fondi per la sanità.

Le priorità del governo Meloni: lavoro e sanità al centro

Il ministro ha rivendicato i risultati raggiunti dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Crediamo di aver fatto delle cose giuste, di lavorare nell’interesse degli italiani”, ha detto. Tra le misure più discusse ci sono la proroga del taglio al cuneo fiscale per i redditi medio-bassi e l’aumento dei fondi destinati alla sanità pubblica. Secondo i dati del Ministero dell’Economia, la manovra vale circa 28 miliardi di euro, finanziata anche da nuove entrate fiscali e da una revisione di alcune agevolazioni.

Reazioni politiche: critiche e cautela in Parlamento

Durante la giornata non sono mancati i commenti dai gruppi parlamentari. Il Partito Democratico ha criticato la gestione dei fondi per scuola e welfare. “Questa manovra non risponde ai bisogni veri del Paese”, ha detto la capogruppo Chiara Braga. Più cauti i centristi, che hanno chiesto più attenzione alle imprese e al lavoro autonomo. Nel Transatlantico, alcuni deputati di maggioranza hanno ammesso: “Le tensioni ci sono state, ma alla fine si troverà un’intesa”. Un clima che Giorgetti conosce bene: “So come funzionano le cose”, ha ripetuto.

La corsa contro il tempo verso l’approvazione

La tabella di marcia è stretta. Il testo della legge di bilancio deve essere approvato entro il 31 dicembre. Altrimenti scatterà l’esercizio provvisorio, uno scenario che il governo vuole evitare a tutti i costi. Fonti di Palazzo Chigi annunciano incontri tecnici nelle prossime ore per limare gli ultimi dettagli. La premier Meloni ha chiesto ai suoi ministri “massima compattezza” fino al voto finale.

Giorgetti tra esperienza e responsabilità

Con ventinove manovre alle spalle, Giorgetti mostra consapevolezza delle difficoltà ma anche la determinazione a chiudere il lavoro. “Sarebbe la cosa più bella da fare, per me…”, ha scherzato sulle dimissioni. Poi, più serio: “Ma so come funzionano le cose”. Un mix di disincanto personale e senso delle istituzioni che, in queste ore decisive, sembra definire il suo modo di affrontare la legge di bilancio.

Ora in Parlamento si attende il voto finale. Il Paese guarda a questa manovra come a un passaggio obbligato – forse non risolutivo – ma necessario per mantenere i conti pubblici in equilibrio nel 2026.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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