Asti, 20 dicembre 2025 – Matilde Baldi, vent’anni, studentessa di Economia e barista ad Asti, è morta dopo cinque giorni di coma a seguito di un incidente avvenuto giovedì scorso sull’autostrada Asti-Cuneo. La giovane viaggiava con la madre, Elvia Pia, quando la loro Fiat 500 è stata travolta da una Porsche 911 GT3 che correva a oltre 200 chilometri orari. Dalle prime indagini della polizia stradale, sembra che dietro ci fosse una gara tra due Porsche, entrambe intestate a piccoli imprenditori locali.
Scontro in autostrada: cosa è successo davvero
Erano circa le 20.30 quando la Fiat 500, con a bordo Matilde e la madre, stava tornando verso Montegrosso d’Asti. In quel momento, due Porsche con targhe tedesche sfrecciavano affiancate sull’autostrada. Gli investigatori parlano di una vera sfida: i conducenti si sarebbero guardati, accelerando per vedere chi era il più veloce. È stato allora che la 911 GT3 ha perso il controllo e si è schiantata contro la piccola utilitaria.
Elvia Pia, ancora ricoverata all’ospedale di Alessandria, ha raccontato di un lampo improvviso: “Ci hanno colpite all’improvviso, siamo volate in aria”, ha detto ai medici. La donna dovrà sottoporsi a diversi interventi maxillofacciali, ma non è in pericolo di vita. Per Matilde, invece, non c’è stato nulla da fare: il trauma cranico le è stato fatale.
Chi paga per questa tragedia?
Gli inquirenti hanno iscritto nel registro degli indagati il conducente della Porsche GT3 con l’accusa di omicidio stradale. L’altro automobilista, invece, dovrà rispondere di cooperazione colposa. Entrambi sono accusati anche di aver partecipato a una gara di velocità, violando il codice della strada. Le auto appartengono a due imprenditori astigiani, nonostante le targhe siano tedesche.
Un particolare che ha colpito gli investigatori riguarda il comportamento del secondo conducente: si è presentato spontaneamente in questura, raccontando la scena come un semplice testimone. Solo dopo è emerso che anche lui aveva preso parte alla corsa. La procura di Asti, guidata dalla pm Sara Paterno, ha disposto una consulenza tecnica per ricostruire con precisione la dinamica dell’incidente.
Il dolore della famiglia e il ricordo del fidanzato
In queste ore di lutto, la comunità di Asti si è stretta attorno alla famiglia Baldi. Matilde era conosciuta per il suo impegno tra università e lavoro al centro commerciale “Il Borgo”. Il fidanzato, Francesco Tozaj, 25 anni, ha detto a Repubblica: “Ha donato i suoi organi, salvando dieci persone. Una gara dietro la sua morte? Non me ne importa, nulla me la restituirà”. Poi ha aggiunto: “Dovrei vendicarmi? Mi toglierei il verme che ho dentro, ma sarebbe ancora peggio”.
Il gesto della donazione ha commosso amici e conoscenti. Molti ricordano Matilde come una ragazza solare e generosa. “Era sempre pronta ad aiutare gli altri”, ha raccontato una collega del bar dove lavorava.
Cosa succederà adesso
La consulenza tecnica ordinata dalla procura sarà fondamentale per chiarire ogni dettaglio dell’incidente. Gli investigatori stanno analizzando i dati delle centraline delle auto e le immagini delle telecamere lungo l’autostrada. Solo dopo questi accertamenti si potranno stabilire con certezza le responsabilità dei due conducenti.
Intanto, la tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza stradale e sulle corse clandestine in autostrada. “Non si può morire così”, ha commentato un amico di famiglia fuori dall’ospedale di Alessandria. La comunità attende risposte dalla giustizia, mentre il ricordo di Matilde resta vivo tra chi l’ha conosciuta.










