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Tre siciliani in mostra: un viaggio nell’arte a Palazzo Riso di Palermo

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Tre siciliani in mostra: un viaggio nell'arte a Palazzo Riso di Palermo
Tre siciliani in mostra: un viaggio nell'arte a Palazzo Riso di Palermo
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Palermo, 30 novembre 2025 – Ieri pomeriggio, alle 17, il Museo regionale d’arte moderna e contemporanea di Palermo ha aperto le porte a una mostra che promette di stupire anche chi conosce già bene l’arte locale. Si chiama “Il segno dei tre” ed è curata da Nara Bernardi, Evelina De Castro e Salvatore D’Onofrio. Qui si incontrano le opere meno conosciute di Renato Guttuso, Ignazio Buttitta e Nino Maggio. Un progetto che, come ha detto l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato, “non è solo un invito a visitare il museo, ma un’occasione per entrare in un dialogo tra pittura, letteratura e scultura che racconta la ricchezza della nostra cultura”.

Tre linguaggi diversi, un unico racconto

La mostra, sostenuta dal Dipartimento regionale dei Beni culturali e dell’identità siciliana, si inserisce nel filone di iniziative che il museo di Palazzo Belmonte Riso porta avanti da tempo. L’idea è semplice: mettere in luce il contemporaneo anche attraverso opere meno note, non solo i pezzi più famosi. Solo l’anno scorso, la rassegna “Oltre Quasimodo” aveva svelato il lato pittorico di Salvatore Quasimodo, il poeta. Ora con “Il segno dei tre” si riparte da qui.

Evelina De Castro, la responsabile del museo, racconta che il percorso parte “dallo studio dei primi anni di formazione di Renato Guttuso”, quando il giovane artista di Bagheria era ancora un liceale. In mostra ci sono per la prima volta i suoi quaderni giovanili – donati a Flora Buttitta, figlia maggiore di Ignazio – pieni di schizzi e appunti. Accanto ai quaderni, un video accompagna i visitatori tra le pagine e i disegni, restituendo l’atmosfera di quegli anni.

Guttuso, Buttitta e Maggio: tre occhi sulla Sicilia

Non c’è solo Guttuso. Il percorso si snoda anche attraverso le prime poesie di Ignazio Buttitta, poco note al grande pubblico. In alcune pagine si vedono cancellature, correzioni, note a margine: segni di un lavoro intenso e continuo che ha sempre caratterizzato il poeta di Bagheria. Accanto ai testi, alcune foto d’epoca mostrano il volto privato e pubblico di Buttitta.

La scultura entra in scena con una selezione di pezzi in legno di Nino Maggio, artista nato a Sambuca di Sicilia e formato all’Accademia di Brera a Milano. Alcune delle sue sculture esposte non erano mai state viste prima. Maggio, scomparso nel 2001 a Bagheria, viene così riscoperto attraverso opere che parlano del suo legame con la materia e la tradizione siciliana.

Opere inedite e nuovi sguardi

Tra i pezzi più interessanti della mostra spicca la “Natura morta” del 1929 di Guttuso e l’opera grafica “Girasole”, entrata da poco nella collezione del museo e presentata qui per la prima volta nel contesto del rapporto tra parola e immagine. Un tema centrale della mostra, come sottolinea De Castro: “Il dialogo tra parola e immagine è una delle chiavi migliori per capire questi artisti”.

Il pubblico avrà così modo di vedere materiali mai esposti prima: dai quaderni del liceo ai bozzetti, dalle prime versioni delle poesie alle sculture in legno. Un’occasione – ha ribadito l’assessore Scarpinato – “per scoprire non solo le opere, ma anche il processo creativo che sta dietro a questi nomi, ormai parte della storia dell’arte e della letteratura siciliana”.

Un invito a scoprire

La mostra resta aperta a Palazzo Belmonte Riso per diverse settimane (la data di chiusura non è stata ancora resa nota). L’ingresso segue gli orari abituali del museo. Già nelle prime ore dall’apertura si sono visti gruppi di studenti e appassionati aggirarsi tra le sale, qualcuno con il taccuino in mano per annotare dettagli e impressioni.

“Non capita spesso – ha detto Giulia, insegnante di Palermo – di vedere insieme lavori così diversi ma legati da una radice siciliana comune”. Un commento che sembra cogliere il cuore dell’iniziativa: offrire un nuovo sguardo su tre grandi nomi attraverso le loro opere meno note, intrecciando storie personali e collettive che parlano ancora a chi guarda oggi.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento. Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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