Roma, 30 novembre 2025 – Il vicepremier Matteo Salvini ha lanciato oggi, dal palco dell’assemblea nazionale di Noi moderati a Roma, l’idea di una proposta di legge per mettere fine al caos delle pratiche di condono edilizio ancora aperte nei Comuni italiani. L’annuncio, arrivato nel primo pomeriggio davanti a una platea di amministratori locali e parlamentari centristi, ha riacceso un dibattito che da anni fa litigare la politica e blocca la macchina burocratica.
Salvini: “Mettiamo una scadenza e poi vale il silenzio-assenso”
“Sto pensando a una legge che dia una scadenza, tipo sei mesi dopo la manovra, e poi diciamo: entro 30 giorni i Comuni, che hanno milioni di pratiche arretrate, devono dire sì o no. Se non rispondono, vale il silenzio-assenso”, ha spiegato Salvini, scandendo bene le parole e guardando verso il fondo della sala. Il riferimento è alle pratiche di condono edilizio che, secondo il Ministero delle Infrastrutture, superano i due milioni in tutta Italia. Un arretrato che pesa soprattutto nelle grandi città come Roma, Napoli e Palermo, dove le richieste si sono accumulate nel tempo, spesso senza che arrivasse alcuna risposta.
I numeri che pesano sui Comuni
Secondo i dati dell’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), solo a Roma ci sarebbero più di 600mila domande ancora in sospeso. A Napoli si parla di circa 350mila, a Palermo oltre 200mila. “Non possiamo più andare avanti così – spiega un funzionario del Comune di Roma, che ha chiesto di restare anonimo –. La gente aspetta da anni, spesso per piccoli abusi o sanatorie di poco conto”. La proposta di Salvini vuole fissare un termine chiaro: dopo sei mesi dall’approvazione della legge, i Comuni avranno 30 giorni per decidere su ogni pratica. Se non si pronunciano, scatterà il silenzio-assenso.
Botta e risposta sul palco
Durante il suo discorso, Salvini non ha perso l’occasione per una battuta contro gli avversari politici: “Immagino quanto possa sostenere questa battaglia di libertà Fratoianni e compagnia”, ha detto con ironia, riferendosi al leader di Sinistra Italiana e ai suoi che da sempre sono contro i condoni. Qualche sorriso in sala e un applauso sparso. Dall’altra parte, però, la risposta non si è fatta attendere: “Il condono non è la strada giusta per risolvere i problemi dell’edilizia”, ha detto nel pomeriggio Nicola Fratoianni, contattato telefonicamente. “Serve chiarezza e rispetto delle regole, niente scorciatoie”.
Il passato dei condoni e i rischi della proposta
Il tema del condono edilizio torna spesso nel dibattito politico italiano. L’ultimo condono risale al 2003, sotto il secondo governo Berlusconi. Da allora le pratiche inevase sono cresciute, anche per colpa dei cambi normativi e della mancanza di personale negli uffici tecnici comunali. “Il rischio – spiegano fonti del Ministero delle Infrastrutture – è che il silenzio-assenso possa favorire abusi o irregolarità che non si possono sanare”. Però la pressione per sbloccare l’arretrato è forte: secondo la Cgia di Mestre, solo a Roma il valore degli immobili coinvolti supera i 4 miliardi di euro.
I prossimi passi e i tempi della legge
La proposta di Salvini dovrebbe diventare ufficiale nelle prossime settimane. L’iter in Parlamento potrebbe partire già a gennaio 2026, subito dopo la legge di bilancio. “Vogliamo dare certezze ai cittadini e togliere un peso dai Comuni”, ha ribadito il vicepremier ai giornalisti in sala. Resta da vedere come si muoveranno alleati di governo e opposizioni. Intanto, nei corridoi della Camera si respira già aria di scontro: “Non accetteremo sanatorie generalizzate”, avverte un deputato del Partito Democratico.
Un tema che tocca milioni di italiani
Il dossier sulle pratiche di condono coinvolge milioni di famiglie e migliaia di imprese. Spesso si tratta di piccoli abusi o ampliamenti fatti senza permesso negli anni Ottanta e Novanta. Altri casi sono più complicati, con ricorsi e contenziosi aperti da tempo. “Serve una soluzione definitiva – confida un tecnico comunale – ma bisogna evitare il messaggio che tutto può essere sanato”. Il dibattito è appena cominciato e nei prossimi mesi promette di restare al centro della politica nazionale.