Roma, 30 novembre 2025 – Dal palco dell’assemblea nazionale di Noi Moderati, il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha rilanciato con forza l’urgenza di un confronto continuo tra imprese, lavoratori e istituzioni sulla manovra economica. “Abbiamo fatto un passo avanti con il sindacato: abbiamo presentato un documento con richieste condivise, cose che non succedevano da anni”, ha detto Orsini, mettendo in luce come il dialogo tra le parti sociali sia tornato al centro dopo un lungo periodo di distacco.
Manovra economica: il dialogo torna al centro
Orsini ha puntato tutto sul valore del dialogo: “Lo dico da sempre: imprese e lavoratori sono la stessa cosa”. Un messaggio che ha ripetuto più volte negli ultimi mesi, soprattutto parlando della legge di bilancio in discussione. Per il numero uno di Confindustria, “proteggere le imprese in Italia significa proteggere i lavoratori italiani”. Parole rivolte sia al governo sia ai politici presenti, tra cui Maurizio Lupi e altri membri della maggioranza.
Competitività: serve uno sguardo lungo
Il presidente ha richiamato l’attenzione sulla necessità di una strategia che guardi oltre l’immediato. “Da luglio ripetiamo una cosa semplice: la competitività è la priorità”, ha ricordato. “Quello che chiediamo è una visione di almeno tre anni, un piano industriale per il Paese e per l’Europa, se vogliamo restare competitivi”. Secondo fonti vicine a Confindustria, questa richiesta è stata già avanzata più volte ai ministeri, ma finora i testi della manovra non l’hanno ancora recepita pienamente.
Le misure che piacciono: iperammortamento e Zes unica
Sulle singole misure, Orsini ha mostrato apprezzamento per l’iperammortamento, definendolo “una misura automatica che aiuta le imprese a crescere”. Il provvedimento, inserito nella bozza della manovra, prevede incentivi fiscali per chi investe in beni strumentali innovativi. “Bene anche la Zes unica”, ha aggiunto, parlando della Zona Economica Speciale allargata a tutto il Mezzogiorno. “Non eravamo in tanti a sostenerla”, ha ammesso, ricordando le resistenze emerse nei mesi scorsi da alcune categorie e amministrazioni locali.
Zes: possibile estensione ma con i conti in ordine
Sul futuro della Zes, Orsini ha aperto a un allargamento del modello: “Un passo in più si può fare, estendendo il metodo Zes a tutta Italia”. Una proposta che, secondo alcuni presenti all’assemblea, potrebbe riaccendere il dibattito sulle politiche di coesione territoriale e sugli incentivi per le imprese nelle zone più svantaggiate. Ma il presidente di Confindustria ha anche sottolineato l’importanza di non perdere di vista la sostenibilità finanziaria: “Dobbiamo tenere i conti pubblici sotto controllo”, ha detto, facendo riferimento ai limiti imposti dal debito e dalle regole europee.
Sindacati e imprese: un fronte nuovo
Il documento presentato insieme da Confindustria e sindacati è un segnale di apertura dopo anni di rapporti difficili. Fonti sindacali presenti all’evento hanno confermato che il testo contiene richieste condivise su formazione, investimenti e sostegno all’occupazione. “È un primo passo, ma serve continuità nel confronto”, ha detto un delegato della Cisl. Orsini ha riconosciuto che “discussione e dialogo” sono la strada obbligata per affrontare le sfide dei prossimi tre anni.
Un quadro economico difficile
La discussione sulla manovra arriva in un momento di crescita debole e inflazione ancora sopra il 3%. Il governo Meloni punta a chiudere l’iter parlamentare entro metà dicembre, ma le pressioni delle parti sociali restano forti. “Il compito è chiaro: dobbiamo far crescere le nostre imprese in modo deciso”, ha concluso Orsini, facendo capire che il confronto con l’esecutivo continuerà nelle prossime settimane.
In sala, tra i delegati e gli imprenditori arrivati da tutta Italia, si respirava una prudente fiducia. Nessuno si aspetta colpi di scena. Ma il ritorno al dialogo fra sindacati e Confindustria – dopo anni di gelo – è visto come un segnale concreto. Forse l’inizio di una nuova stagione per le relazioni industriali italiane.