Torino, 30 novembre 2025 – Vincent Lindon, uno degli attori francesi più famosi del panorama europeo, ha ricevuto oggi la Stella della Mole durante la giornata finale del Torino Film Festival. Il premio, consegnato dal Museo Nazionale del Cinema, arriva in un momento in cui Lindon non ha esitato a lanciare un messaggio chiaro alla politica: “Se si taglia il budget per la cultura, si toglie bellezza, curiosità e sogno. Si riduce il cervello umano. È un crimine”. Le sue parole, pronunciate davanti a una sala gremita poco prima della cerimonia, hanno fatto breccia.
Lindon: la cultura è ciò che ci rende umani
Il discorso di Lindon ha toccato temi profondi, specialmente oggi, quando in Italia si parla molto dei tagli ai fondi per la cultura. “I politici dovrebbero capire che la cultura non è solo intrattenimento. È ciò che ci rende umani”, ha detto con passione. Ha poi parlato dell’impatto che queste scelte hanno sui giovani: “Mi stanno a cuore i ragazzi. Parlo spesso con loro, di tutte le età. Li trovo intelligenti, veloci, pieni di idee. Molto più di quanto lo fossimo noi alla loro età”. Per Lindon, chi sceglie il cinema è “straordinario”, ma deve trovare il coraggio di non farsi schiacciare dalle idee dominanti.
Un primo incontro con Torino tra sorrisi e riflessioni
Quella di Lindon è stata la prima visita a Torino. Con tono leggero ha raccontato un episodio in hotel: “Non riuscivo ad aprire la finestra della mia stanza al settimo piano e ho pensato che fosse come negli Stati Uniti, dove le bloccano per evitare suicidi. Poi si è aperta e ho pensato: qui gli italiani sono meno paranoici, siamo liberi. Chi vuole farla finita, può farlo”. La battuta ha strappato qualche sorriso, ma Lindon l’ha usata anche per sottolineare la sua ammirazione per l’Italia: “C’è leggerezza qui, una libertà che altrove manca”.
Un cinema che racconta il lavoro e le sue lotte
Al festival Lindon ha presentato En guerre, il film di Stéphane Brizé che racconta le battaglie dei lavoratori di una fabbrica francese. “È un film che amo molto, uno dei più belli a cui ho preso parte”, ha detto. La pellicola parla di precarietà e di un tema che – secondo Lindon – resta sempre attuale. “Ho la sensazione che siamo su una nave che prende acqua e cerchiamo di svuotarla con un bicchierino”, ha aggiunto. Una metafora amara, che mette in luce la difficoltà di affrontare problemi radicati.
Il cinema come arma di cambiamento
Lindon non nasconde la sua idea sul ruolo del cinema: “Faccio film per cercare, anche solo un po’, di cambiare le cose”. Il suo desiderio più grande è che un giorno i suoi figli possano dire che ha fatto qualcosa di buono. Parole semplici, ma dense di significato, che hanno acceso un applauso spontaneo in sala.
Un festival tra memoria e futuro
La consegna della Stella della Mole a Lindon chiude un’edizione del Torino Film Festival molto attenta ai temi sociali e al valore della cultura oggi. Enzo Ghigo, direttore del Museo del Cinema, ha ricordato che “il cinema è lo specchio dei tempi e un motore di cambiamento”. Tra il pubblico, molti studenti di cinema e appassionati hanno seguito con interesse le parole dell’attore francese.
La serata si è chiusa con Lindon che ha lasciato il festival tra strette di mano e richieste di selfie. Una visita breve a Torino, ma – come lui stesso ha detto – “di quelle che lasciano il segno”.