Roma, 30 novembre 2025 – L’Italia si conferma tra i campioni europei del riciclo dei materiali, conquistando il terzo posto nella classifica dell’Unione Europea, secondo i dati diffusi oggi da Eurostat. Nel 2024, il 21,6% dei materiali usati nel nostro Paese è stato ottenuto dal riciclo, un risultato che piazza l’Italia subito dietro a Paesi Bassi e Belgio. Un segnale chiaro di crescita costante, che racconta l’impegno italiano verso un’economia più circolare e sostenibile.
Italia sul podio del riciclo: Eurostat conferma il trend
Secondo il rapporto di Eurostat, nel 2024 il cosiddetto “tasso di utilizzo circolare dei materiali” – cioè la percentuale di materiali riciclati rispetto al totale – ha toccato in Europa il 12,2%, in leggero aumento rispetto al 12,1% del 2023. “È il valore più alto mai registrato”, si legge nella nota dell’istituto europeo. Rispetto al 2015, la crescita è di un punto percentuale.
In cima alla classifica ci sono i Paesi Bassi con il 32,7%, seguiti dal Belgio al 22,7% e dall’Italia con il 21,6%. Più distanti altre grandi economie: la Germania si ferma al 12,6%, la Francia all’11,2%. In fondo alla graduatoria ci sono la Romania (1,3%), la Finlandia e l’Irlanda (entrambe al 2%), e il Portogallo (3%).
Perché i numeri cambiano da Paese a Paese
Le differenze tra i vari Stati, spiega Eurostat, dipendono da diversi fattori. In primo luogo, conta il rapporto tra nuove risorse estratte – come minerali o materie prime vergini – e quelle che vengono reintrodotte grazie al riciclo. Nei Paesi con industrie pesanti basate sull’estrazione o l’importazione di materie prime, la quota di materiali riciclati tende a essere più bassa.
“L’Italia ha puntato molto su filiere efficienti per recuperare carta, vetro, plastica e metalli”, dice un funzionario del Ministero dell’Ambiente. “Questo risultato è frutto di una collaborazione stretta tra enti locali, imprese e cittadini”. La percentuale italiana supera di quasi dieci punti la media europea.
Riciclo: un vantaggio per l’ambiente e l’economia
Aumentare la circolarità dei materiali non è solo una questione di numeri. Il riciclo aiuta a ridurre la dipendenza dall’estero per le materie prime e abbassa l’impatto ambientale delle produzioni. Nel 2024, secondo Ispra, l’Italia ha recuperato oltre 20 milioni di tonnellate di rifiuti urbani e industriali. Un risultato che si traduce in meno emissioni di CO2 e in un risparmio di energia stimato intorno ai 10 terawattora.
“Il riciclo è diventato un pilastro dell’economia circolare italiana”, sottolinea Giorgio Quagliuolo, presidente di Corepla. “Ma servono investimenti continui, sia in innovazione che negli impianti”. Anche le associazioni ambientaliste guardano con favore a questi dati. “Siamo sulla strada giusta – commenta Stefano Ciafani di Legambiente – ma bisogna accelerare sulla raccolta differenziata e ridurre i rifiuti”.
Le sfide che restano e gli obiettivi per il futuro
Nonostante i passi avanti, alcune criticità rimangono. In molte zone del Sud Italia la raccolta differenziata non decolla come dovrebbe. E la qualità dei materiali raccolti non sempre permette un riciclo efficace. “Ora la sfida è migliorare tutta la filiera e ridurre gli scarti”, ammette un tecnico del Consorzio Nazionale Imballaggi.
A livello europeo, la Commissione punta a portare il tasso medio di circolarità oltre il 20% entro il 2030. Un traguardo ambizioso, che richiederà politiche più forti e una maggiore sensibilità da parte dei cittadini. Per l’Italia, il terzo posto è uno stimolo a fare ancora meglio. E la dimostrazione che la transizione verso una vera economia circolare non è solo uno slogan, ma una strada concreta già in corso.