Firenze, 29 novembre 2025 – Il gruppo Prada ha svelato oggi, durante un incontro nello stabilimento di Scandicci, un piano di investimenti industriali per il 2025 che raggiunge i 60 milioni di euro. L’occasione è stata il venticinquesimo anniversario della Prada Group Academy, momento giusto per fare il punto sulle strategie future e sull’impegno nella formazione dei giovani artigiani, un tema che resta al centro della maison guidata da Patrizio Bertelli e Miuccia Prada.
Nuovi stabilimenti e ampliamenti: dove vanno i soldi
Nel dettaglio, il piano prevede la costruzione di un nuovo stabilimento a Piancastagnaio, in provincia di Siena, e l’ampliamento del sito storico di Foiano, nell’Aretino. Ma non si tratta solo di Toscana: tra i progetti più importanti c’è anche il potenziamento dello stabilimento Church’s a Northampton, in Inghilterra, marchio inglese entrato nel gruppo nel 1999. A completare il quadro, la nascita di un nuovo polo per la maglieria a Gubbio, in provincia di Perugia.
I vertici aziendali hanno spiegato che questi investimenti servono a rafforzare la produzione interna e a sostenere la domanda crescente sui mercati esteri. “La nostra forza è l’artigianalità, ma dobbiamo anche innovare e crescere”, ha detto un dirigente presente all’evento. I lavori nei vari siti partiranno già nelle prossime settimane, con l’obiettivo di finire le nuove strutture entro la fine del 2025.
Formazione e lavoro: i numeri della Prada Group Academy
L’incontro si è tenuto proprio nella sede della Prada Group Academy, la scuola interna che insegna i mestieri della moda. Dal 2021 al 2024 sono stati organizzati 29 corsi con un totale di 571 allievi formati. Quest’anno, secondo i dati dell’azienda, sono partiti 7 nuovi corsi che hanno registrato l’iscrizione di 152 studenti: un aumento del 28% rispetto all’anno scorso.
Un dato che colpisce riguarda l’occupazione: circa il 70% dei ragazzi formati trova poi lavoro negli stabilimenti del gruppo. “Non è solo una questione di numeri – ha raccontato una docente – ma di trasmettere un sapere artigiano che qui resta fondamentale”. I corsi durano in media qualche mese e prevedono sia lezioni teoriche sia attività pratiche, a stretto contatto con i maestri artigiani.
L’artigianalità: il cuore di Prada
Durante l’incontro è stato ribadito più volte come la componente artigianale sia ancora oggi il cuore della produzione Prada. “Non possiamo fare a meno delle mani esperte dei nostri lavoratori”, ha sottolineato un responsabile delle risorse umane. Nei laboratori di Scandicci, ogni giorno si alternano giovani apprendisti e professionisti con decenni di esperienza alle spalle.
La scelta di investire in nuovi poli produttivi e nella formazione interna è anche una risposta alla concorrenza internazionale e alla crescente domanda di prodotti di alta qualità. “Il mercato vuole autenticità e cura dei dettagli”, ha spiegato un manager della produzione. Solo così, secondo il gruppo, tradizione e innovazione possono convivere senza perdere l’identità.
Il 2025 tra crescita e radici sul territorio
Guardando al futuro, Prada punta a rafforzare la sua presenza nei territori storici della manifattura italiana – Toscana e Umbria in testa – ma anche a consolidare l’attività all’estero, come dimostra il progetto di Northampton. Gli investimenti previsti per il 2025, secondo le stime interne, dovrebbero portare a un aumento dell’occupazione locale e a nuove opportunità per i giovani formati dalla Academy.
“Vogliamo continuare a crescere senza dimenticare le nostre radici”, ha detto uno dei relatori a chiusura dell’evento. Tra gli applausi degli studenti, è emersa la consapevolezza che il futuro del lusso italiano passa ancora dalle mani degli artigiani e dalla capacità delle aziende di puntare sul capitale umano.