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Garlasco: le impronte svelano la verità su Marco Poggi e il mistero di Chiara

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Garlasco: le impronte svelano la verità su Marco Poggi e il mistero di Chiara
Garlasco: le impronte svelano la verità su Marco Poggi e il mistero di Chiara
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Garlasco, 13 novembre 2025 – Le impronte digitali trovate sulla porta del garage della villetta di via Pascoli, dove il 13 agosto 2007 fu uccisa Chiara Poggi, appartengono al fratello Marco Poggi. A dirlo sono le nuove analisi disposte dal gip di Pavia, Daniela Garlaschelli, nell’ambito dell’incidente probatorio che punta a fare chiarezza su uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi vent’anni. Sulla porta d’ingresso, invece, sono state trovate tracce che appartengono a un carabiniere intervenuto nelle fasi iniziali delle indagini. Secondo la relazione del perito Giovanni Di Censo, nessuna delle impronte repertate può essere collegata ad Andrea Sempio, il 37enne finito sotto i riflettori negli ultimi mesi.

Impronte al setaccio: cosa dicono le nuove analisi

Il riesame delle impronte è stato affidato a Giovanni Di Censo, esperto dattiloscopico nominato dal tribunale. Il compito era chiaro: rivedere tutte le tracce digitali raccolte nel 2007 dai carabinieri, conservate su fogli di acetato. Questi materiali sono stati custoditi per anni, poi in parte distrutti durante un tentativo fallito di estrarre materiale genetico. In totale, sono state analizzate una cinquantina di impronte, ma solo otto si sono rivelate leggibili e utili: due all’esterno della villetta e sei all’interno.

Dalla relazione depositata in procura emerge che le due impronte esterne – una sulla porta del garage e una sulla porta d’ingresso – sono rispettivamente di Marco Poggi e di un carabiniere. Le sei impronte trovate all’interno, invece, appartengono tutte a Chiara Poggi: quattro su una confezione di cereali e due su un sacchetto della spazzatura in cucina.

Andrea Sempio fuori dai guai?

La posizione di Andrea Sempio, amico della vittima e per mesi al centro delle indagini per la presunta presenza del suo DNA sotto le unghie di Chiara, sembra ora meno compromessa. “Come non ci siamo fatti prendere dal coro delle indiscrezioni più varie, così non cantiamo vittoria oggi”, hanno detto i suoi avvocati in una nota diffusa nel pomeriggio. “Questa volta però si tratta di un atto processuale vero, non di semplici ipotesi”.

La difesa di Sempio ha sempre sostenuto la sua estraneità ai fatti. La presenza del suo profilo genetico tra i reperti aveva riacceso l’attenzione su di lui, sia in tribunale che sui media. Ora, con questa nuova perizia sulle impronte che esclude la sua presenza sulla scena del delitto, la situazione si fa ancora più complessa.

Un’indagine ancora senza risposta

Nonostante le nuove prove, l’inchiesta sulla morte di Chiara Poggi resta senza un colpevole certo. Il caso era stato riaperto proprio per rivedere la posizione di Sempio, dopo che nel 2023 erano emersi nuovi elementi genetici. La famiglia Poggi, assistita dall’avvocato Gian Luigi Tizzoni, ha sempre chiesto che ogni dettaglio venisse chiarito.

Fonti vicine agli investigatori spiegano che la relazione del perito Di Censo sarà ora valutata insieme a tutti gli altri elementi raccolti negli anni: testimonianze, rilievi scientifici e tabulati telefonici. Solo allora si potrà capire se ci sono margini per ulteriori indagini o se il fascicolo resterà ancora aperto.

Garlasco tra speranze e attese

A Garlasco, piccolo centro della Lomellina segnato da anni da questa vicenda, la notizia delle nuove analisi è stata accolta con prudenza. “Non ci aspettavamo grandi sorprese”, ha detto un vicino della famiglia Poggi, incontrato davanti alla villetta. “Qui, tutti sperano solo in una verità definitiva”.

L’atmosfera resta tesa. Le indagini continuano tra mille difficoltà: reperti deteriorati dal tempo, versioni spesso contrastanti, e una comunità che da diciotto anni aspetta risposte. Per ora, le impronte parlano solo di presenze già note: la vittima, il fratello e un carabiniere. Nessun elemento nuovo che possa cambiare il corso dell’inchiesta o aprire una svolta.

Il caso Garlasco rimane così uno dei misteri più intricati della cronaca italiana recente. E la ricerca della verità – tra atti processuali e attese silenziose – va avanti ancora oggi.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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