Asti, 10 novembre 2025 – L’arte contemporanea prende di nuovo il centro della scena in Italia. Questa settimana, una serie di mostre spazia da nord a sud, coinvolgendo nomi di primo piano come Paolo Conte, Emilio Isgrò, Mimmo Paladino e Michelangelo Pistoletto. Da Asti a Monza, passando per Perugia, Roma e Brescia, le esposizioni appena aperte offrono uno sguardo ampio sulle diverse forme della creatività italiana e internazionale: pittura, installazioni, contaminazioni letterarie.
Paolo Conte pittore: ad Asti la mostra “Original”
Nel cuore di Asti, a Palazzo Mazzetti, dal 5 novembre fino al 1 marzo, si scopre un aspetto meno conosciuto di Paolo Conte. La mostra “Paolo Conte. Original”, curata da Manuela Furnari, raccoglie 143 lavori su carta realizzati in settant’anni di attività. Tra queste opere, spicca “Higginbotham” del 1957 – un omaggio a uno dei pionieri del jazz – esposta per la prima volta. “Ho sempre disegnato, anche mentre scrivevo canzoni”, ha raccontato Conte all’inaugurazione. Un’altra parte importante dell’esposizione è dedicata alle tavole di “Razmataz”, opera scritta, musicata e illustrata dallo stesso cantautore astigiano. Le sale di Palazzo Mazzetti, illuminate da una luce calda nel pomeriggio, restituiscono l’intimità e la versatilità di un artista che ha sempre mescolato musica e immagini.
Mimmo Paladino: cinquant’anni di arte tra Perugia, Spoleto e Gubbio
Dall’8 novembre al 18 gennaio, la Galleria Nazionale dell’Umbria a Perugia, la Rocca Albornoz di Spoleto e il Palazzo Ducale di Gubbio ospitano una grande mostra dedicata a Mimmo Paladino. Curata da Costantino D’Orazio e Aurora Roscini Vitali, l’antologica presenta più di 40 opere provenienti da musei italiani e stranieri, oltre che da collezioni private. Il percorso segue le tappe più importanti della carriera dell’artista campano: dalle sperimentazioni fotografiche degli anni Settanta, al ritorno alla figurazione negli anni Ottanta, fino ai lavori di grande formato che occupano gli spazi espositivi. “Paladino ha sempre cercato un dialogo tra materia e segno”, ha detto D’Orazio alla presentazione stampa. Le opere si susseguono tra sale luminose e ambienti più raccolti, offrendo una panoramica sulle tematiche principali affrontate dall’artista negli ultimi cinquant’anni.
Emilio Isgrò: parole cancellate in mostra a Roma
A Roma, nella sede di Tornabuoni Arte in via della Lungara, Emilio Isgrò torna sotto i riflettori con la mostra “Rosso Shakespeare”, aperta dal 5 novembre al 14 febbraio. L’esposizione punta l’attenzione sulla produzione letteraria e poetica dell’artista siciliano, prima ancora che sulla sua attività visiva. In mostra ci sono testi teatrali, raccolte di poesie, romanzi e le famose “cancellature”, la tecnica che ha reso noto Isgrò nel mondo. Le ultime due sale sono dedicate a William Shakespeare: qui si possono ammirare “Romeo e Giulietta” (2022) e “Othello” (2019), realizzate con la caratteristica Cancellatura rossa su decine di volumi. “La parola è sempre stata il mio vero materiale”, ha spiegato Isgrò durante un incontro con il pubblico romano.
Brescia racconta Palestina e Mediterraneo attraverso l’arte
Al Museo di Santa Giulia di Brescia, dall’8 novembre al 22 febbraio, prende vita il progetto “Material for an Exhibition. Storie, memorie e lotte dalla Palestina e dal Mediterraneo”, curato da Sara Alberani. La mostra riunisce opere di artisti provenienti da zone di conflitto – Gaza, Cisgiordania, Libano – che hanno vissuto in prima persona guerra ed esilio. Tra loro, i palestinesi Mohammed Al-Hawajri, Dina Mattar ed Emily Jacir (Leone d’Oro a Venezia nel 2007), insieme al libanese Haig Aivazian. Installazioni, video, fotografie e disegni raccontano storie personali e collettive, in un percorso che attraversa memoria e ferite del Mediterraneo di oggi.
Michelangelo Pistoletto: arte e spiritualità a Monza
Infine, a Monza, la Villa Reale ospita fino al 31 ottobre 2026 la mostra “UR-RA – Unity of Religions – Responsibility of Art” di Michelangelo Pistoletto. Promossa dal Consorzio Villa Reale e Parco di Monza insieme a Cittadellarte Fondazione Pistoletto, l’esposizione – curata da Francesco Monico – invita a riflettere sul ruolo dell’arte come linguaggio universale capace di avvicinare culture e religioni diverse. “L’arte può essere uno strumento per costruire armonia”, ha detto Pistoletto durante la conferenza stampa. Il percorso si snoda tra le sale storiche della Villa Reale, mettendo in dialogo opere recenti e installazioni pensate appositamente per gli spazi di Monza.
In queste settimane d’autunno, le città italiane diventano così il palcoscenico di un confronto vivo tra linguaggi artistici diversi: dalla pittura alla parola scritta, dalla memoria collettiva alla spiritualità. Un viaggio attraverso storie personali e universali, che restituisce al pubblico la complessità del presente vista dagli occhi degli artisti.










