La 80ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ha visto la presenza di una figura di spicco del cinema marocchino contemporaneo, Maryam Touzani. La regista, nota per il suo film acclamato “Adam”, ha utilizzato il suo momento sul red carpet per lanciare un messaggio potente e provocatorio: una borsa nera con la scritta “Stop Genocide in Gaza”. Questo gesto ha attirato l’attenzione dei media e del pubblico, evidenziando l’importanza di utilizzare la piattaforma del cinema per affrontare questioni di giustizia sociale e diritti umani.
l’impatto di touzani nel cinema e nella società
Touzani ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali per il suo lavoro, e il suo film “Adam”, presentato nel 2020 come candidato marocchino agli Oscar, affronta temi cruciali come la condizione femminile in Marocco. La sua narrativa si concentra su:
- Maternità
- Stigma sociale
- Resilienza
Questi elementi rendono il suo stile distintivo e incisivo, capace di raccontare storie intime e universali.
Insieme a lei, sul red carpet, c’era il marito, Nabil Ayouch, anch’egli un talentuoso sceneggiatore e produttore. Insieme, formano una coppia dinamica nel panorama cinematografico marocchino, impegnata a portare avanti narrazioni che sfidano le norme culturali e sociali. Il cast del film “Calle Malaga”, che include l’attrice spagnola Carmen Maura e altri talenti, ha contribuito a rendere l’evento un grande successo.
calle malaga: una storia di conflitto generazionale
“Calle Malaga”, selezionato nella sezione Venice Spotlight, racconta la storia di Maria, una settantanovenne che vive a Tangeri. La trama si sviluppa attorno al conflitto tra la sua vita tranquilla e l’arrivo della figlia da Madrid, che intende vendere l’appartamento in cui Maria ha sempre vissuto. Questo scontro generazionale mette in discussione le dinamiche familiari e esplora temi di identità e legame con il passato. Maria, determinata a rimanere nella sua casa, riscopre l’amore e la sensualità, elementi che sembravano perduti.
un gesto politico significativo
La scelta di Touzani di utilizzare un evento di tale importanza per lanciare un messaggio politico non è casuale. La crisi umanitaria in Gaza ha attirato l’attenzione internazionale, e molte figure pubbliche si sono espresse contro la violenza subita dal popolo palestinese. La regista marocchina si unisce a una lunga lista di artisti e intellettuali che cercano di sensibilizzare l’opinione pubblica su queste problematiche.
Il gesto di Touzani ha suscitato dibattiti su quanto il mondo del cinema debba essere coinvolto nelle questioni politiche. Il festival di Venezia, da sempre un palcoscenico per il cinema di qualità, è anche un luogo in cui le questioni sociali e i diritti umani possono trovare voce. La presenza di artisti come Touzani dimostra che il cinema è uno strumento potente per il cambiamento sociale, non solo intrattenimento.
In un contesto in cui l’arte è spesso strumentalizzata, la posizione di Touzani rappresenta una forma di resistenza e affermazione dei valori umani fondamentali. Il suo messaggio invita alla riflessione e all’azione, sollecitando il pubblico a considerare le conseguenze delle proprie scelte e a non rimanere indifferenti di fronte alle ingiustizie.
La presenza di Touzani al Lido è quindi un momento di celebrazione del cinema e un’opportunità per riflettere su questioni più ampie che affliggono la società contemporanea. La sua scelta di portare un messaggio di pace e giustizia in un contesto prestigioso è un richiamo potente a prendere posizione e a non dimenticare le lotte di chi è meno fortunato.
Il festival di Venezia continua a dimostrarsi un punto di riferimento non solo per il cinema, ma anche per le istanze sociali e politiche del nostro tempo. La speranza è che, attraverso l’arte e la cultura, si possano costruire ponti di comprensione e solidarietà in un mondo sempre più diviso.