La documentarista Laura Poitras torna alla Mostra del Cinema di Venezia con il suo nuovo film “Cover-up”, un’opera che si propone di esplorare la vita e il lavoro di Seymour M. Hersh, uno dei più rinomati giornalisti d’inchiesta americani. Questo progetto non solo si inserisce nel contesto della crisi del giornalismo, ma mette in evidenza anche il fallimento della stampa mainstream nel raccontare eventi cruciali, come quelli che stanno avvenendo a Gaza. La proiezione del film, che si svolge fuori concorso, ha già suscitato grande interesse, grazie alla presenza dei due autori.
il contesto della crisi del giornalismo
L’idea di realizzare un documentario su Hersh risale al 2005, un periodo segnato dalla guerra in Iraq e dal fallimento del giornalismo mainstream nel raccontare la verità. Poitras afferma: “Il lavoro di Sy era una delle rare eccezioni che contrastava la narrazione prevalente sulla guerra”. Oggi, con il conflitto a Gaza che continua a intensificarsi, Poitras esprime nuovamente le sue preoccupazioni riguardo alla mancanza di un racconto esaustivo da parte dei media.
il contributo di seymour hersh
Seymour Hersh, nato nel 1937, ha una carriera costellata di inchieste che hanno rivelato crimini e coperture da parte delle forze militari e dei servizi segreti. Tra i suoi lavori più noti ci sono le inchieste sulla guerra del Vietnam e gli eventi di Abu Ghraib. Hersh, riconosciuto con numerosi premi tra cui il Pulitzer, ha sempre mantenuto un contatto con le fonti, affermando: “Ci sono persone fedeli al loro giuramento alla democrazia che cercano di rivelare la verità”. Tuttavia, egli riconosce anche che la stampa sta attraversando una crisi profonda.
un appello alla responsabilità del giornalismo
“Cover-up” non si limita a raccontare la vita di Hersh, ma rappresenta anche una critica alla situazione attuale del giornalismo e della libertà di stampa. In un’epoca in cui le notizie vengono spesso filtrate e manipolate, Hersh emerge come simbolo di un giornalismo coraggioso. Poitras invita il pubblico a riflettere sulla responsabilità della stampa nel fornire un’informazione accurata e contestualizzata, fondamentale per una società democratica.
In conclusione, “Cover-up” si propone come un tributo al lavoro di Hersh e un appello alla necessità di un giornalismo autentico e impegnato. La Mostra del Cinema di Venezia diventa così un palcoscenico per una riflessione profonda sullo stato dell’informazione e sulla sua vitalità per la democrazia.