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La crisi degli operai specializzati: il 40% dei colloqui va deserto e le professioni più richieste

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La crisi degli operai specializzati: il 40% dei colloqui va deserto e le professioni più richieste
La crisi degli operai specializzati: il 40% dei colloqui va deserto e le professioni più richieste
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Nel panorama del mercato del lavoro italiano, il 2024 si presenta con un quadro preoccupante per la ricerca di operai specializzati. Secondo un’analisi della Cgia, su un totale di 5,5 milioni di nuovi ingressi previsti, ben 840.000, ovvero il 15% del totale, riguarderanno queste figure professionali. Tuttavia, la ricerca di operai specializzati si rivela estremamente difficile: il 63,8% degli imprenditori ha segnalato notevoli difficoltà nel reclutamento, e il tempo medio per completare il processo di selezione è stato di quasi 5 mesi. Un dato allarmante è che in 4 colloqui su 10 le aziende non riescono a trovare candidati, a causa della loro assenza. Questo trend è confermato da Unioncamere e dal Ministero del Lavoro, attraverso il Sistema Informativo Excelsior per il 2024 e per il trimestre agosto-ottobre 2025.

Le figure professionali più richieste

La mancanza di candidati non può essere attribuita solo a un deficit di interesse; molti di loro non possiedono le competenze tecniche e professionali richieste, soprattutto nel settore manifatturiero, dove esiste un divario tra il livello di apprendimento acquisito durante il percorso scolastico e le esigenze del sistema produttivo. Le figure professionali più ricercate includono:

  1. Edilizia: carpentieri, ponteggiatori, cartongessisti, pavimentatori/piastrellisti, palchettisti, stuccatori, gruisti/escavatoristi.
  2. Legno: verniciatori, restauratori di mobili antichi, filettatori attrezzisti.
  3. Tessile-abbigliamento: modellisti, confezionisti, stampatori.
  4. Calzaturiero: tagliatori, orlatori, rifinitori, cucitori.
  5. Metalmeccanico: tornitori, fresatori, saldatori certificati, operatori di macchine a controllo numerico computerizzato.

Cambiamenti nelle aspettative lavorative

È interessante notare come, rispetto al periodo pre-Covid, i giovani stiano cambiando le loro aspettative lavorative. Sempre più spesso, essi cercano occupazioni che garantiscano maggiore flessibilità, autonomia e un adeguato equilibrio tra vita professionale e privata. Questa nuova mentalità si traduce in una minore propensione ad accettare lavori con orari prolungati, specialmente durante i fine settimana.

Le differenze regionali nel reperimento di operai specializzati

La situazione è particolarmente critica nel Nordest, dove le difficoltà di reperimento delle figure professionali hanno raggiunto livelli allarmanti. Le regioni con le maggiori difficoltà includono:

  • Trentino-Alto Adige: tasso di reperimento del 56,5%.
  • Friuli Venezia Giulia: 55,3%.
  • Umbria: 55%.
  • Valle d’Aosta: 54,5%.
  • Veneto: 51,5%.

Al contrario, il Mezzogiorno sembra avere una situazione leggermente migliore, con tassi di difficoltà inferiori, come nel caso della Sicilia (42%), Puglia (41,9%) e Campania (41%).

Le proiezioni per il periodo tra agosto e ottobre 2025 indicano che le imprese prevedono di effettuare 1,4 milioni di nuove assunzioni. Le città più attive in termini di assunzioni includono:

  1. Milano: 115.280 nuovi ingressi.
  2. Roma: 114.200.
  3. Napoli: 60.290.
  4. Torino: 42.530.
  5. Bari: 42.060.
  6. Brescia: 31.930.

Questi dati evidenziano non solo la necessità di operai specializzati nel mercato del lavoro, ma anche l’urgenza di affrontare le problematiche legate alla formazione e all’adeguamento delle competenze. È fondamentale che il sistema produttivo possa rispondere alle sfide del presente e del futuro. L’analisi della situazione attuale del mercato del lavoro non può prescindere da una riflessione più ampia sulle politiche attive per l’occupazione e sull’importanza della formazione professionale.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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