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Il cinema festeggia, ma il lavoro resta un miraggio

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Il cinema festeggia, ma il lavoro resta un miraggio
Il cinema festeggia, ma il lavoro resta un miraggio
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Mentre la Mostra del Cinema di Venezia si prepara a illuminarsi con le stelle del grande schermo, sullo sfondo si staglia un dramma silente, quello di migliaia di lavoratrici e lavoratori del settore cinematografico e audiovisivo. Questi professionisti, che da quasi due anni si trovano in una situazione di stallo, senza reddito e senza prospettive, si sentono trascurati in un momento che dovrebbe essere di celebrazione. Il movimento #siamoaititolidicoda emerge come voce di protesta, portando alla luce una crisi produttiva e occupazionale di proporzioni allarmanti.

la denuncia del comitato

Il comitato, che rappresenta le maestranze del settore, denuncia un’emorragia economica e un gravissimo disagio sociale che colpisce innumerevoli famiglie. Mentre i riflettori si concentrano sull’arte e sul talento, la realtà è ben diversa per chi lavora dietro le quinte. “Il cinema italiano non è solo il tappeto rosso di Venezia, ma è soprattutto il lavoro, la professionalità e il sacrificio di chi opera dietro le quinte,” afferma il comitato, sottolineando l’importanza di non dimenticare chi contribuisce in modo fondamentale alla realizzazione di un film.

Le cifre parlano chiaro: da giugno ad agosto 2023, sono state solo 12 le produzioni attive su tutto il territorio nazionale, la maggior parte delle quali erano serie già avviate nei mesi precedenti. Questo numero esiguo rappresenta una condanna alla disoccupazione di fatto per l’intero comparto, evidenziando l’urgente necessità di interventi che possano rilanciare il settore e garantire la sopravvivenza di professionisti che si dedicano con passione e impegno al loro lavoro.

una crisi profonda

La Mostra di Venezia, storicamente un palcoscenico di eccellenza per il cinema, si trasforma quindi in un’occasione di riflessione su quanto sia fragile l’equilibrio di un’industria che, pur attirando l’attenzione del pubblico e della critica, si trova in una crisi profonda. La manifestazione, infatti, non è solo un’opportunità per celebrare le opere cinematografiche, ma anche un momento per mettere in discussione le politiche di sostegno al settore e la visione complessiva che si ha del cinema italiano.

Il movimento #siamoaititolidicoda non si limita a protestare, ma chiede un dialogo aperto con le istituzioni, affinché possano essere messe in atto misure concrete per sostenere il settore. La crisi del cinema non è solo un problema di produttività, ma riguarda anche il riconoscimento di diritti e garanzie per chi lavora in un ambiente sempre più precario. Le richieste variano da:

  1. Un adeguato sostegno economico.
  2. Politiche che favoriscano la formazione.
  3. Iniziative per migliorare l’occupazione.

Questi interventi sono essenziali per creare un futuro più stabile e dignitoso per tutti gli operatori del settore.

l’impatto della pandemia

La situazione è aggravata dalla pandemia, che ha colpito duramente il mondo dello spettacolo. Molti progetti sono stati bloccati o cancellati, e la ripartenza è stata lenta e faticosa. Le misure di distanziamento sociale e le restrizioni imposte per contenere il contagio hanno reso difficile non solo le riprese, ma anche la stessa promozione dei film. In questo contesto, le maestranze si sono ritrovate a fare i conti con una realtà in cui il lavoro è diventato un miraggio, mentre le celebrazioni di Venezia sembrano distanti anni luce.

Il movimento ha guadagnato una crescente visibilità, grazie anche alla solidarietà di artisti e professionisti del settore, che hanno deciso di unirsi alla causa per dare voce a chi spesso rimane nell’ombra. La speranza è che, attraverso questa mobilitazione, si possa finalmente aprire un dibattito serio sul futuro del cinema italiano e sui diritti dei lavoratori.

In questo clima di incertezze, il messaggio del comitato è chiaro: “Noi siamo ai titoli di coda: noi facciamo il film, non dimenticatelo.” Questo richiamo alla responsabilità collettiva serve a ricordare che il successo di un’opera cinematografica non è il frutto solo di grandi nomi, ma di una rete complessa di professionisti, tecnici e artisti che, ogni giorno, contribuiscono con il loro lavoro e la loro passione.

Il futuro del cinema italiano dipende dalla capacità di affrontare e risolvere le problematiche che attanagliano il settore. Le istituzioni e gli operatori del settore devono unirsi per costruire un ambiente più sostenibile e inclusivo. Solo così si potrà celebrare un cinema che non solo brilli sul tappeto rosso di Venezia, ma che rappresenti anche la dignità e il valore di chi lavora dietro le quinte, dando vita a storie che ci emozionano e ci uniscono.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento. Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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