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Battistelli difende la libertà di espressione: no alle censure a Venezia e nella cultura

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Battistelli difende la libertà di espressione: no alle censure a Venezia e nella cultura
Battistelli difende la libertà di espressione: no alle censure a Venezia e nella cultura
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Il festival MiTo Settembre Musica si appresta a inaugurare la sua diciannovesima edizione, presentando un programma ricco di eventi che promette di avviare una vera e propria rivoluzione culturale. La manifestazione, che prenderà il via il 3 settembre con un concerto della Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung presso il Lingotto di Torino, proseguirà il giorno successivo con l’esibizione della prestigiosa London Symphony Orchestra, guidata dal noto direttore d’orchestra sir Antonio Pappano alla Scala di Milano. Il tema di quest’anno, “Rivoluzioni”, riflette l’intento di Giorgio Battistelli, il compositore e direttore artistico del festival, di esplorare la pluralità della cultura, piuttosto che considerarla un monolite.

il pensiero di battistelli sulla cultura

Giorgio Battistelli, riconosciuto per il suo contributo alla musica contemporanea e insignito del leone alla carriera alla Biennale Musica di Venezia, ha un approccio chiaro: la cultura deve essere vista come una risorsa, non come un nemico. In un periodo in cui il dibattito culturale sembra essere in crisi, il compositore sottolinea l’importanza di rompere il silenzio imposto da una certa omologazione. “Oggi l’intellettuale ha il bavaglio. Non parla perché è terrorizzato”, afferma in una recente intervista, evocando figure storiche come Italo Calvino e Alberto Moravia, che si opposero all’ingiustizia sociale e culturale.

eventi recenti e il futuro della cultura

Battistelli rivolge la sua attenzione anche agli eventi recenti, come lo sgombero del Leoncavallo, il celebre centro sociale di Milano avvenuto il 21 agosto. “Ho trovato lo sgombero una violenza”, dichiara, esprimendo il suo disappunto per la chiusura di uno spazio che ha rappresentato un punto di riferimento culturale e sociale per decenni. “Perché la politica non fa il suo?”, si chiede, evidenziando l’importanza di preservare luoghi che custodiscono la memoria collettiva. Il 6 settembre, giorno in cui si svolgerà una manifestazione nazionale contro lo sgombero, Battistelli lancia un appello suggestivo: “Faccio un appello alla Scala, che potrebbe fare un concerto fuori dal Leoncavallo”.

la diversità e la pluralità nella musica

In un panorama culturale che tende a uniformarsi, Battistelli denuncia l’assenza di dissonanza e diversità. “Oggi c’è una omologazione dei festival e dell’ascolto”, sostiene, sottolineando come ciò che non siamo abituati a sentire venga spesso percepito come una minaccia. Il festival MiTo, invece, si propone di “far riflettere e turbare l’ascolto”. Quest’edizione accosterà opere di compositori storici come Johann Sebastian Bach a quelle di musicisti contemporanei come John Cage, esplorando il confine tra tradizione e innovazione.

Un’importante novità di quest’edizione è la dedica a Julius Eastman, compositore afroamericano le cui opere sono state spesso trascurate. Il festival presenterà “Without Blood There Is No Cause – The Body of Julius Eastman”, uno spettacolo che mescola le sue musiche con la regia di Fabio Cherstich e i video di Francesco Sileo, in programma il 16 settembre presso le Officine Caos di Torino. Inoltre, il canadese Sam Moussa dirigerà brani della Sinfonica di Milano e dell’orchestra della Rai, mostrando come il festival cerchi di integrare diverse voci e culture.

Battistelli punta il dito anche contro le censure nel mondo della musica e della cultura. “È inaccettabile che tutto sia nemicizzato o reso pop”, dichiara, criticando la tendenza a escludere artisti in base alla loro nazionalità. “A non poter invitare un direttore russo solo perché è russo o israeliano io non ci sto”, afferma, rivendicando il diritto alla pluralità e alla diversità culturale.

Un esempio significativo di questa apertura è l’anteprima della prossima edizione del festival, in programma il 21 febbraio al Lingotto, dove si esibirà Zubin Mehta sul podio della West-Eastern Divan Orchestra, un ensemble fondato da Daniel Barenboim che riunisce giovani musicisti israeliani, palestinesi e del Medio Oriente. Questo evento sottolinea l’importanza del dialogo culturale e della cooperazione tra diverse nazionalità, promuovendo un messaggio di pace e comprensione reciproca.

In un momento storico in cui la cultura italiana sembra attraversata da una crisi di identità, Battistelli invita a riflettere sulla necessità di una “tensione etica”. La sua visione è chiara: è tempo di dire basta all’omologazione e di abbracciare la diversità, in tutte le sue forme. La cultura deve tornare a essere un terreno di confronto e di arricchimento, un luogo in cui le differenze possono coesistere e stimolare la creatività. La rivoluzione proposta da Battistelli non è solo musicale, ma culturale e sociale, un invito a ripensare il nostro approccio alla cultura e alla diversità.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento. Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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