In un momento di grande tensione e incertezza, Daniela Sempio, madre di Andrea Sempio, ha deciso di rompere il silenzio riguardo all’indagine sul presunto omicidio di Chiara Poggi. Questo caso, che ha scosso profondamente la comunità di Garlasco, è tornato alla ribalta grazie alle recenti dichiarazioni della madre, che ha difeso con forza l’innocenza del figlio. Durante un’intervista a Morning News su Canale 5, Daniela ha espresso la sua esasperazione per le notizie false e le insinuazioni che circolano da anni, affermando: «Mio figlio non può aver lasciato impronte di sangue nella casa dei Poggi perché non è andato lì ad ammazzare Chiara».
L’omicidio di Chiara Poggi e il caso di Garlasco
Il brutale omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007, ha attirato l’attenzione dei media nazionali, trasformandosi in un caso emblematico di cronaca nera italiana. Chiara, una giovane donna di 26 anni, fu trovata morta nel giardino della sua abitazione. Le indagini iniziali portarono all’arresto di Alberto Stasi, ex fidanzato di Chiara, condannato nel 2014 a 16 anni di carcere. Tuttavia, la recente riapertura del caso ha riacceso i riflettori su Andrea Sempio, un amico di Chiara, che ora è indagato a seguito di nuove consulenze legali.
Elementi chiave dell’inchiesta
Durante l’intervista, Daniela ha menzionato un elemento cruciale per l’alibi di Andrea: uno scontrino del parcheggio trovato dal marito. Questo documento potrebbe dimostrare la presenza di Andrea a Vigevano il giorno dell’omicidio. Daniela ha affermato: «Ho deciso di tenerlo perché, avendo lavorato in un carcere di massima sicurezza, ho imparato a proteggere le prove».
Inoltre, l’impronta 33 rinvenuta nella casa dei Poggi è diventata un punto centrale dell’inchiesta. Daniela ha chiarito che non è possibile stabilire se l’impronta contenga sudore o sangue, ma ha sottolineato che è evidente che Andrea non era presente in quella casa con l’intento di uccidere Chiara. «L’impronta è stata trovata solo in un punto specifico e non ci sono altre tracce. Questo è un dato che dovrebbe far riflettere», ha dichiarato.
La lotta della famiglia Sempio
Andrea Sempio, all’epoca del delitto un ragazzo di appena 19 anni, è stato inizialmente escluso dalle indagini. Tuttavia, il suo nome è riemerso nel 2017, portando alla riapertura del caso da parte della Procura di Pavia. La madre ha descritto il tormento che la sua famiglia sta vivendo, evidenziando come la loro vita sia stata stravolta dalla continua esposizione mediatica. «Non ci sentiamo al sicuro. Siamo nell’occhio del ciclone e siamo stufi di vedere la faccia di mio figlio in tv ogni giorno, mentre lo etichettano come un assassino», ha affermato con emozione.
La lotta della famiglia Sempio si concentra sulla ricerca della verità e sulla giustizia. Daniela ha concluso: «Noi non stiamo mentendo. Vogliamo solo che emerga la verità», sottolineando la necessità di un’inchiesta imparziale e approfondita.
Il caso di Garlasco rimane uno dei più controversi della cronaca italiana, sollevando interrogativi sulla giustizia e sulle sue imperfezioni. Con il proseguimento delle indagini, la famiglia Sempio continua a fronteggiare la dura realtà di un’accusa che, secondo loro, non ha fondamento. La loro storia rappresenta un dramma umano che si intreccia con il più ampio tema della giustizia, in un contesto in cui molte vite sono state stravolte da un delitto che continua a far discutere.