Il 27 luglio 2023, un episodio di violenza e intolleranza ha scosso l’area di servizio di Lainate, lungo l’autostrada A8 in direzione Milano. Un uomo di religione ebraica, in visita da Parigi con il suo figlio di sei anni, è stato aggredito verbalmente e fisicamente da un gruppo di circa venti persone. La vittima, visibilmente turbata, ha raccontato come il suo weekend a Milano si sia trasformato in un incubo di paura e violenza.
L’uomo, che indossava la kippà, è stato subito bersaglio di insulti e minacce, tra cui frasi come «Free Palestine», «Assassini» e «Qui non è Gaza, andate a casa vostra». L’episodio è stato ripreso con il cellulare dalla stessa vittima, e il video, diventato virale, ha attirato l’attenzione dei media e delle autorità, con la Digos che ha avviato un’indagine sull’accaduto.
la testimonianza della vittima
La vittima ha raccontato: «Siamo venuti a Milano per visitare mia figlia. Quando siamo scesi per andare in bagno, ho sentito un ragazzo con la barba che urlava “Free Palestine”. È stato lui a dare il via al caos». La situazione è rapidamente degenerata, con il gruppo di aggressori che si è scatenato contro di lui. «Ero arrabbiato e ho cercato di difendermi», ha proseguito l’uomo, «ma mi sono ritrovato a terra, mentre loro si scagliavano su di me come animali». Fortunatamente, suo figlio è stato messo in sicurezza da una donna presente sul posto.
la reazione della comunità
Un aspetto inquietante di questo evento è la percezione di un clima di odio crescente contro la comunità ebraica in Europa. L’uomo ha sottolineato: «Quello che è successo non ha nulla a che vedere con me. Sono francese, non israeliano. È sconcertante pensare che ci siano persone che giustificano la violenza in questo modo». Ha inoltre evidenziato come simili episodi di intolleranza siano in aumento e ha espresso la sua speranza che venga fatta giustizia.
La reazione della comunità ebraica è stata immediata e forte. Walker Meghnagi, presidente della Comunità Ebraica di Milano, ha descritto l’episodio come «sconcertante» e ha parlato di un «pericoloso rigurgito di antisemitismo». Ha esortato la politica a intervenire per fermare questa spirale di odio, sottolineando l’importanza di proteggere i diritti e la sicurezza dei cittadini, indipendentemente dalla loro religione. Anche Davide Romano, direttore del Museo della Brigata Ebraica, ha chiesto un’azione rapida da parte della magistratura per perseguire ogni reato d’odio. «Milano è una città di accoglienza e non merita questa macchia», ha affermato.
riflessioni sul clima sociale
L’episodio solleva interrogativi importanti sul clima sociale e politico attuale in Italia e in Europa, dove il dibattito sul conflitto israelo-palestinese ha spesso visto l’emergere di sentimenti antisemiti. Le tensioni geopolitiche si riflettono nelle strade e nei luoghi pubblici, generando conflitti e aggressioni che colpiscono innocenti. La comunità ebraica, storicamente vulnerabile a simili atti di violenza e discriminazione, si trova ora a dover affrontare un periodo di crescente ansia e insicurezza.
Il video dell’aggressione, che ha fatto il giro dei social media, ha suscitato reazioni contrastanti. Mentre molti hanno espresso solidarietà alla vittima, ci sono stati anche commenti che minimizzano l’accaduto o cercano di giustificare le azioni degli aggressori, dimostrando come il clima di divisione e conflitto sia radicato nella società contemporanea.
Le istituzioni e le organizzazioni della società civile sono ora chiamate a prendere posizione e a lavorare insieme per promuovere un messaggio di tolleranza e rispetto reciproco. È fondamentale che vengano adottate misure concrete per prevenire episodi di violenza e discriminazione basati su motivazioni religiose o etniche.
In questo contesto, è cruciale che la comunità intera si unisca contro l’antisemitismo e qualsiasi forma di odio. Non si tratta solo di difendere i diritti di una specifica comunità, ma di garantire un futuro di pace e rispetto per tutti. La lotta contro l’odio, in tutte le sue forme, è una responsabilità collettiva che non può essere ignorata.










