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Colloqui a istanbul fra russia e ucraina ripartono tra tensioni e ostacoli politici

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La terza serie di negoziati diretti tra russia e ucraina si apre questa sera a Istanbul, con le delegazioni arrivate nella città turca per tentare di spingere la trattativa verso risultati concreti. L’incontro segue due precedenti appuntamenti, tenutisi il 16 maggio e il 2 giugno, che non sono riusciti a superare i nodi principali del conflitto iniziato nel febbraio 2022. Zelensky ha ribadito la volontà di trovare un’intesa, mentre Mosca avverte di non aspettarsi svolte improvvise e annuncia nuove misure contro chi sostiene l’ucraina in Europa.

La terza tornata di negoziati a istanbul: chi incontra chi e cosa si attende

Oggi pomeriggio le delegazioni russa e ucraina si sono incontrate a Istanbul per la terza volta dopo maggio e giugno. La città turca si conferma come sede preferita per i dialoghi tra le due parti. L’incontro odierno segna un momento delicato, con la guerra che ha già superato i 15 mesi e continua a provocare migliaia di vittime. A rappresentare Mosca c’è una delegazione che ha raggiunto la città sotto la supervisione delle autorità turche; quella ucraina ribadisce l’impegno a lavorare per una pace duratura.

Dichiarazioni di volodymyr zelensky e dmitry peskov

Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha dichiarato di voler perseguire un’azione produttiva e di voler esplorare ogni possibilità per porre fine al conflitto. “Vogliamo trovare una soluzione concreta”, ha affermato. Mosca, dal canto suo, cerca di ridimensionare le aspettative. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha spiegato che le trattative servono soprattutto a mettere a punto i “memoranda” preparatori per un eventuale incontro diretto tra Putin e Zelensky, non ancora fissato ufficialmente. Secondo Peskov, sono necessari passaggi complessi per arrivare a un confronto diretto tra i leader.

Al momento i colloqui si concentrano su questioni tecniche e preliminari, richieste reciproche, e condizionamenti legati alle posizioni geopolitiche. La cautela è palpabile su entrambi i fronti, con l’ombra delle misure restrittive europee verso la russia che continua a complicare il terreno diplomatico.

Le contromisure di mosca contro l’europa e l’impatto sulle trattative

Poco prima dei colloqui, Mosca ha annunciato nuove controsanzioni contro rappresentanti di istituzioni e stati membri dell’Unione europea. La decisione segue la recente adozione di ulteriori pacchetti sanzionatori che mirano a isolare ulteriormente il governo russo e a pesare sull’economia del paese. Queste misure punitive si inseriscono in una strategia di pressione mirata a scoraggiare il sostegno occidentale a Kiev, ma rischiano di alzare la tensione anche sul piano diplomatico.

Il Cremlino usa questo strumento di rappresaglia per affermare la propria forza e la capacità di reagire davanti a misure che giudica ingiuste o eccessive. Le sanzioni colpiscono individui legati a Bruxelles e ai governi europei, incrementando così la lista di personalità sotto restrizione da parte russa.

Effetti sul clima dei colloqui

Questo sviluppo pesa sui colloqui perché crea diffidenza e ostacola il clima di fiducia necessario per negoziare. Le delegazioni impegnate all’incontro di Istanbul devono quindi navigare tra le richieste di disarmo e cessate il fuoco, da una parte, e le politiche di pressione e ritorsione, dall’altra. Queste dinamiche si riflettono necessariamente nel ritmo e negli esiti del dialogo.

Il bilancio delle perdite militari russe aggiornato al 2025 secondo l’esercito ucraino

Mentre a Istanbul si riaprono i negoziati, il comando delle forze armate ucraine ha pubblicato un nuovo rapporto sui costi umani e materiali della guerra sostenuta da Mosca. Secondo le informazioni riportate dal Kiev Independent, le forze russe hanno perso un numero considerevole di personale e mezzi dal febbraio 2022, quando è incominciata l’invasione su larga scala.

Il conteggio preciso indica oltre 1.045.220 soldati russi deceduti o dispersi, con 970 vittime solo nelle ultime 24 ore. Si tratta di numeri notevoli che riflettono l’intensità dei combattimenti e la difficoltà della campagna militare. Oltre agli uomini, il rapporto segnala danni ingenti alle attrezzature di guerra: più di 11.000 carri armati distrutti, 23.000 veicoli corazzati e decine di migliaia di veicoli di supporto, artiglieria pesante, sistemi missilistici e aerei persi.

Perdite navali e tecnologiche

Il documento include anche la perdita di numerosi droni, unità navali e un sottomarino, un chiaro segnale delle difficoltà incontrate da Mosca nella gestione delle risorse belliche. Questi dati hanno rilevanza diretta anche per la diplomazia, poiché mostrano il peso crescente del conflitto e le sfide che qualsiasi accordo di pace dovrà affrontare per essere sostenibile.

I colloqui a Istanbul rimettono in gioco il destino delle trattative tra russia e ucraina, in un contesto segnato da sfide militari, politiche e diplomatiche. La complessità della situazione richiede un dialogo costante, anche se le divisioni restano ampie e le tensioni attuali indicano che ci sarà ancora molta strada da fare.

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