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Venezia sotto attacco: oltre 1.300 borseggi in un anno, ma solo 4 ladri in carcere

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Venezia sotto attacco: oltre 1.300 borseggi in un anno, ma solo 4 ladri in carcere
Venezia sotto attacco: oltre 1.300 borseggi in un anno, ma solo 4 ladri in carcere
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La situazione a Venezia si fa sempre più preoccupante con un numero crescente di furti e borseggi. Da inizio anno, oltre 1.300 portafogli svuotati sono stati registrati, un dato che mette in luce la vulnerabilità dei turisti e la crescente audacia dei ladri. I residenti, stanchi di vedere la loro città trasformata in un palcoscenico di crimine, non possono fare a meno di esprimere il loro disappunto. La commissaria della polizia, Lorenza Mariutti, ha evidenziato che le forze dell’ordine hanno già raccolto quindici sacchi pieni di portafogli rubati, dimostrando l’ampiezza del problema.

Un’eterna battaglia tra guardie e ladri

La lotta tra la polizia e i borseggiatori è incessante. Gli agenti di polizia e i carabinieri conoscono bene le tecniche utilizzate dai ladri, che spesso si mescolano tra i turisti per colpire. Dall’inizio dell’anno, 240 borseggiatori sono stati arrestati in flagranza di reato, ma solo 4 di loro sono finiti in carcere. Questo mette in evidenza le difficoltà del sistema giudiziario italiano nel perseguire i colpevoli. La natura del borseggio rende il reato procedibile solo a querela di parte, e molti turisti, dopo aver subito un furto, non hanno né il tempo né la voglia di intraprendere un processo.

Le vittime non sono solo turisti comuni, ma anche persone di alto profilo economico. Tra di loro, uno sceicco degli Emirati Arabi ha subito il furto di migliaia di euro mentre passeggiava nella zona di Rialto. Anche un console del Brasile e la stessa commissaria della polizia sono stati derubati, dimostrando che nessuno è al sicuro.

L’inarrestabile flusso di borseggiatori

A Venezia, i borseggiatori sono spesso uomini e donne rom che si spostano da altre città italiane per “lavorare” durante brevi soggiorni. Tuttavia, la situazione è cambiata: ora anche bambini e adolescenti tra i 12 e i 14 anni sono coinvolti in questi furti. Marco Agostini, comandante di 400 agenti locali, ha spiegato che l’introduzione di leggi più severe ha portato all’emergere di giovani ladri, che riescono a eludere le forze dell’ordine. Spesso, dopo essere stati arrestati, vengono portati in comunità temporanee, ma la loro permanenza è breve e riescono a fuggire rapidamente.

Il ciclo di furti e arresti continua, alimentando la frustrazione di residenti e turisti. Le forze dell’ordine stanno cercando di intensificare i pattugliamenti nelle aree più colpite, ma il problema richiede un approccio complesso che combini misure di sicurezza e interventi sociali.

Un’esperienza da turisti a vittime

Il fenomeno del borseggio non colpisce solo i turisti di lusso, ma anche chi visita Venezia per la prima volta. Molti di loro, dopo aver subito un furto, si sentono frustrati e impotenti. Le conseguenze di questi furti non ricadono solo sulle vittime immediate, ma anche sull’immagine di Venezia, che rischia di essere percepita come una città pericolosa.

La lotta contro i borseggiatori è cruciale per le autorità locali, che devono trovare un equilibrio tra la protezione dei turisti e la salvaguardia dei diritti dei residenti. Venezia, con la sua storia millenaria e la sua bellezza unica, merita di essere vissuta senza il timore di diventare una vittima di furti.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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