Il decreto che aggiorna il sistema dei Certificati Bianchi per il periodo 2025-2030 ha ricevuto il via libera delle Regioni in Conferenza Unificata il 10 luglio 2025. Questo aggiornamento mira a modificare le regole per il riconoscimento del risparmio energetico e ridefinire le soglie di intervento. Il provvedimento, elaborato dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica , introduce diverse novità per snellire le procedure e ampliare la platea degli interventi incentivati.
Obiettivi quantitativi di risparmio energetico dal 2025 al 2030
Il decreto definisce gli obiettivi numerici annuali da raggiungere in termini di risparmio energetico per energia elettrica e gas naturale, con valori crescenti lungo il periodo 2025-2030. Per l’elettricità il target parte da circa 855 mila certificati bianchi nel 2025 e arriva quasi a 1,8 milioni per il 2030. Per il gas naturale si parte da 524 mila certificati e si arriva a oltre un milione nel 2030. Questi numeri sono stati allineati con quanto previsto dal Piano nazionale integrato energia e clima aggiornato al 2024 .
Soglie percentuali degli obblighi
Il decreto stabilisce anche le soglie percentuali dell’obbligo minimo annuale che i distributori e i soggetti obbligati dovranno rispettare. Il 2025 vede un obbligo al 40% della quota minima, che salirà progressivamente fino all’80% nel 2029. Questo graduale innalzamento serve a facilitare la transizione verso gli obiettivi più ambiziosi, offrendo tempi adeguati per adeguarsi alle nuove disposizioni.
Ampliamento e revisione degli interventi ammissibili
Il testo rivede la lista delle azioni considerate idonee per ottenere i Titoli di Efficienza Energetica e inserisce alcune novità rilevanti. Tra queste figurano l’inclusione degli impianti solari termici e la riqualificazione profonda delle serre. Si considerano ammissibili anche i componenti per il recupero di calore, con indicazioni precise sulla fattibilità preliminare.
Un aspetto importante riguarda l’allungamento della vita utile riconosciuta agli impianti: la sostituzione ora è equiparata alla nuova installazione, garantendo così una maggiore valorizzazione dei risparmi ottenuti. Interventi come quelli su motori elettrici, reti idriche e sistemi di free-cooling vedono anch’essi un’estensione della durata riconosciuta.
Misure comportamentali e esclusioni
Tra le misure comportamentali compaiono modifiche al processo produttivo per prodotti finiti o semilavorati analoghi, l’uso di risorse a minor impatto energetico e l’elettrificazione dei consumi tramite energia da fonti rinnovabili. Gli interventi esclusi sono quelli mirati al semplice adeguamento a vincoli normativi, a meno che non generino risparmi energetici ulteriori.
Semplificazioni e aggregazione dei progetti
Il nuovo decreto concede la possibilità di presentare progetti costituiti da più interventi appartenenti a titolari diversi, purché riconducibili alla stessa tipologia e nel rispetto di un limite massimo di risparmio annuale addizionale fissato a 50 Tep . In questi casi, il contratto tra partecipanti prevede che i certificati vadano al soggetto proponente e la responsabilità sia condivisa.
Viene inoltre istituita una modalità semplificata per il riconoscimento dei risparmi in progetti che coinvolgono una sola azione. Se nelle prime tre richieste di verifica il risparmio non varia in modo significativo e non supera 250 Tep annui, il soggetto può chiedere il calcolo basato sulla media dei risparmi riconosciuti, evitando lunghe procedure di misurazione.
Supporto ai proponenti
Per facilitare i proponenti, il Gestore dei Servizi Energetici offrirà un servizio di supporto tecnico e amministrativo. Previsti strumenti per la simulazione preventiva dei progetti e la diffusione di best practice. Verrà creata infine una banca dati con i progetti approvati, in modo da facilitare il confronto e ridurre gli errori comuni.
Revisione del meccanismo dei tee virtuali e obblighi dei distributori
Il decreto interviene anche sulla disciplina dei TEE virtuali, strumento introdotto in passato ma ora soggetto a modifiche. Si stabilisce un valore unitario fisso a 10 euro per certificato, eliminando la variabilità attuale. Il numero di certificati che ogni distributore deve detenere rispetto al proprio obbligo minimo crescerà gradualmente dal 20% attuale al 80% entro il 2029. Questo mira a ridurre la dipendenza dai TEE virtuali e riorientare il mercato verso certificati legati a interventi concreti.
Categorie di soggetti ammessi
Sono indicate inoltre le categorie di soggetti ammessi a presentare i progetti: i soggetti obbligati come i distributori di energia elettrica e gas, compresi quelli che non rientrano tra i soggetti obbligati, e i soggetti pubblici o privati che possono dimostrare specifiche certificazioni tecniche o la nomina di un esperto in gestione energetica. Tali soggetti potranno anche aggregare azioni in progetti congiunti, rispettando i criteri di risparmio indicati.
L’introduzione di un sistema di incentivi basato su procedure d’asta
Per la prima volta, il provvedimento propone un nuovo schema di incentivazione che si affianca al sistema tradizionale dei TEE. Saranno istituite aste al ribasso per l’assegnazione degli incentivi finalizzati al raggiungimento dei target energetici del PNIEC.
Le gare terranno conto del prezzo dei certificati sul mercato, delle caratteristiche tecnologiche dei progetti e delle esternalità ambientali positive che generano. I costi di questa nuova modalità saranno coperti dal prelievo sulle tariffe dell’energia elettrica e del gas naturale. L’obiettivo è contenere i costi per la collettività, garantendo risparmi energetici concreti e misurabili.
Ruolo del gse nella valutazione e certificazione dei risparmi energetici
Il GSE mantiene il ruolo centrale nella verifica dei progetti e nella certificazione dei risparmi effettivamente conseguiti. Adotta due metodologie precise di valutazione: quella a consuntivo, basata sulla misurazione diretta delle grandezze prima e dopo l’intervento, e quella standardizzata, utile per interventi ripetitivi su diversi impianti o edifici dove la misurazione diretta sarebbe onerosa o complessa.
Questi meccanismi assicurano un controllo rigoroso per evitare riconoscimenti impropri e garantire la trasparenza delle operazioni. La scelta tra le due modalità dipende dalle caratteristiche specifiche del progetto e dalla sua entità.
Il nuovo decreto dei Certificati Bianchi rappresenta un passo concreto verso una gestione più precisa e flessibile degli incentivi per il risparmio energetico, bilanciando la necessità di rigore con strumenti più agili per i proponenti. L’attuazione delle norme nei prossimi mesi determinerà la reale efficacia di queste innovazioni nel promuovere interventi in grado di ridurre i consumi e sostenere la transizione ecologica del paese.