Roma, 20 febbraio 2026 – A dicembre 2025, secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, la produzione nelle costruzioni in Italia è cresciuta dello 0,5% rispetto a novembre. Un aumento modesto, ma che conferma la tendenza positiva vista negli ultimi mesi, in un settore ancora centrale per l’economia del Paese.
Edilizia in ripresa: segnali chiari
L’indice destagionalizzato – che elimina le variazioni stagionali tipiche di ogni periodo – mostra un miglioramento rispetto al mese precedente. Ma è il confronto su base annua a offrire un quadro più chiaro: l’indice grezzo della produzione nelle costruzioni segna a dicembre un +5,3% rispetto a dicembre 2024. Considerando gli effetti di calendario, con 20 giorni lavorativi sia nel 2025 che nel 2024, la crescita arriva al 5,4%.
“Il settore delle costruzioni continua a dare segnali di vitalità, nonostante le difficoltà macroeconomiche”, ha spiegato un analista dell’Istat. Gli operatori sottolineano che il risultato deriva sia dalla ripresa di cantieri pubblici, sia dalla spinta degli interventi privati, soprattutto nelle grandi città come Milano, Roma e Napoli.
Il quarto trimestre conferma la crescita
Nel quarto trimestre 2025, la produzione nelle costruzioni è salita dell’1,5% rispetto ai tre mesi precedenti. Un trend in linea con quello di settembre-novembre. “La crescita è sostenuta soprattutto dagli investimenti in infrastrutture e dalla domanda di ristrutturazioni”, commenta un rappresentante dell’Associazione Nazionale Costruttori Edili (ANCE).
Su base annua, l’andamento è altrettanto positivo: l’indice grezzo segna un +3,9% rispetto al 2024, che diventa +4,8% tenendo conto degli effetti di calendario. Numeri che, per gli esperti, indicano una ripresa più robusta di quanto si aspettasse all’inizio dell’anno.
Cosa ha spinto il settore nel 2025
Tra i fattori chiave del 2025, gli operatori citano il prolungamento di alcuni incentivi fiscali per la riqualificazione energetica e la sicurezza degli edifici. “Molte famiglie hanno colto l’occasione per avviare lavori rimandati da tempo”, racconta un imprenditore romano specializzato in ristrutturazioni.
Non sono però mancati gli ostacoli: l’aumento dei costi delle materie prime e la difficoltà a trovare manodopera qualificata hanno rallentato alcuni cantieri, soprattutto nelle zone periferiche e nei piccoli centri. Nonostante questo, il saldo resta positivo. “Il settore delle costruzioni è uno dei motori della ripresa economica italiana”, ha ribadito il presidente dell’ANCE durante un convegno a Bologna.
Reazioni e scenari per il 2026
I dati Istat sono stati accolti con un cauto ottimismo dagli addetti ai lavori. “Siamo soddisfatti dei risultati del 2025, ma restiamo prudenti sulle prospettive per il 2026”, ammette un dirigente di una grande impresa edile milanese. Le prime stime indicano una crescita più contenuta per il nuovo anno, anche a causa del progressivo esaurimento degli incentivi e delle incertezze sul fronte internazionale.
I sindacati chiedono al governo interventi mirati per sostenere il settore, puntando su formazione e sicurezza nei cantieri. “Serve un piano nazionale per garantire lavoro stabile e qualità”, ha detto un rappresentante della Fillea-Cgil durante una manifestazione a Firenze.
Il mattone italiano tra sfide e speranze
In sintesi, i dati Istat confermano che la produzione nelle costruzioni ha chiuso il 2025 con risultati positivi, sia mese su mese sia su base annua. Resta da vedere se questo trend potrà continuare nei prossimi mesi. Gli operatori seguono con attenzione le mosse del governo e l’evoluzione dei mercati internazionali. Per ora, il settore delle costruzioni regge, tra nuove sfide e qualche certezza in più rispetto al passato.










