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L’oro raggiunge un nuovo massimo storico: 4.323 dollari l’oncia

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L'oro raggiunge un nuovo massimo storico: 4.323 dollari l'oncia
L'oro raggiunge un nuovo massimo storico: 4.323 dollari l'oncia
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Milano, 12 dicembre 2025 – L’oro ha toccato oggi un nuovo record storico, superando quota 4.323 dollari l’oncia con un balzo del 2,5% rispetto alla seduta precedente. Anche l’argento non è stato da meno, segnando un nuovo picco a 64,18 dollari l’oncia, con un aumento del 2,9%. Una giornata intensa sui mercati delle materie prime, dominata dall’attesa per le prossime mosse della Federal Reserve, che ieri sera ha fornito le prime indicazioni sull’andamento dell’economia americana nel 2026.

Oro e argento volano: cosa spinge i metalli preziosi

Il rally di oro e argento non ha dato tregua nemmeno stamattina. Gli operatori hanno reagito subito alle parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che ha lasciato intendere un possibile cambio di rotta nella politica monetaria nei prossimi mesi. “Stiamo tenendo d’occhio con attenzione l’inflazione e la crescita – ha detto Powell durante la conferenza stampa a Washington –. Le decisioni sui tassi dipenderanno dai dati”. Un messaggio che il mercato ha letto come un segnale di incertezza, spingendo molti a cercare rifugio nei metalli preziosi.

Secondo gli esperti di Goldman Sachs, la domanda di oro fisico resta forte anche grazie agli acquisti delle banche centrali asiatiche, in particolare della Cina. “Il trend è solido – ha commentato stamattina l’economista Mei Lin –. La corsa all’oro riflette sia i timori geopolitici sia la voglia di investimenti sicuri”. A Piazza Affari, intanto, il titolo Heraeus – società tedesca specializzata nella raffinazione dei metalli – ha chiuso in rialzo del 3,1%.

Dietro il rally: inflazione alta e tensioni internazionali

Dietro il nuovo record dell’oro ci sono diversi fattori che si intrecciano. Da un lato, le previsioni di un’inflazione ancora alta negli Stati Uniti e in Europa. Dall’altro, le tensioni internazionali che pesano sulle scelte degli investitori. “Non si tratta solo di tassi – ha spiegato a Bloomberg il gestore di fondi Marco Bianchi –. In questo momento c’è una domanda strutturale di oro come bene rifugio”.

Anche l’argento, spesso visto come il “fratello minore” dell’oro, ha guadagnato terreno grazie alla corsa agli acquisti. Il prezzo spot ha raggiunto i 64,18 dollari l’oncia alle 10:45 ora italiana, secondo i dati del London Bullion Market Association. Un livello mai visto prima, che per alcuni potrebbe essere solo l’inizio di una fase di grande volatilità.

2026: incertezze e attese sull’economia americana

Le indicazioni della Federal Reserve sull’economia Usa del 2026 restano al centro dell’attenzione. Powell non ha escluso possibili tagli ai tassi nel corso del prossimo anno, ma ha ribadito la necessità di “prudenza” nelle scelte di politica monetaria. Nel frattempo, gli investitori continuano a cercare protezione contro possibili scossoni sui mercati.

Ieri il Fondo Monetario Internazionale ha pubblicato le stime sulla crescita globale, prevista in rallentamento all’1,8% nel 2026, con rischi legati sia alla guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina sia alle tensioni in Medio Oriente. “In questo scenario – ha aggiunto Bianchi – l’oro rimane una delle poche certezze”.

Mercati in fermento: cosa succede ora

A Wall Street, il settore dei metalli preziosi ha trainato i primi scambi della giornata. Il future sull’oro con consegna a febbraio è stato scambiato poco dopo l’apertura a 4.330 dollari l’oncia. In Europa, le borse di Francoforte e Londra hanno registrato rialzi nei titoli legati all’estrazione mineraria.

Gli operatori restano prudenti sulle prospettive a breve termine. “Molto dipenderà dalle prossime mosse delle banche centrali”, ha confidato un trader milanese che ha preferito restare anonimo. Nel frattempo, sia piccoli risparmiatori sia grandi fondi sovrani continuano ad aumentare le proprie posizioni su oro e argento.

Solo allora – forse – si capirà se questa corsa ai massimi è la nuova normalità o solo una fase passeggera. Per ora, la febbre dei metalli preziosi non accenna a fermarsi.

Written by
Luca Carlini

Sono un appassionato di economia e del mondo del lavoro, con un occhio attento alle dinamiche sociali e politiche che influenzano la nostra vita quotidiana. La mia carriera giornalistica mi ha portato a esplorare vari aspetti dell'attualità, dalla cronaca alle notizie politiche, sempre con l'intento di fornire un'analisi critica e ben informata. Collaboro con smetteredilavorare.it per offrire approfondimenti utili e stimolanti su come l'economia influisce sulle nostre scelte professionali e sul nostro benessere. Credo fermamente nel potere dell'informazione e nella sua capacità di generare cambiamento, e mi impegno a raccontare storie che possano ispirare e informare i lettori. Quando non scrivo, mi piace esplorare nuovi luoghi e immergermi in culture diverse, sempre in cerca di nuove prospettive.

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