Roma, 11 dicembre 2025 – A poche ore dallo sciopero generale previsto per domani, Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, ha spiegato in diretta su Sky Tg24 Economia perché si scende in piazza contro la manovra economica del governo, definita “ingiusta” dai sindacati. “Lo sciopero cade di venerdì perché così più persone possono partecipare alle manifestazioni, che spesso sono regionali o nazionali”, ha detto Landini, sottolineando che non si tratta di una scelta casuale, ma di una tradizione consolidata nel mondo sindacale.
Sciopero generale, un diritto da difendere
Per Landini, il governo sta cercando di mettere i bastoni tra le ruote al diritto di sciopero. “C’è la volontà di mettere in discussione questo diritto fondamentale”, ha affermato, riferendosi alle polemiche recenti sulle modalità e la frequenza delle astensioni dal lavoro. Il riferimento è alle circolari ministeriali che, nelle ultime settimane, hanno chiesto ai sindacati di limitare l’impatto delle proteste sui servizi pubblici essenziali, soprattutto trasporti e scuola.
Domani la protesta coinvolgerà molte città italiane. Sono previsti cortei a Milano, Roma, Napoli e in altri capoluoghi. Le manifestazioni, organizzate insieme dalle principali sigle sindacali, vogliono mettere in piazza lavoratori di vari settori: dalla pubblica amministrazione all’industria, passando per sanità e scuola. Secondo fonti sindacali, si attendono decine di migliaia di persone.
Perché si sciopera: salari, pensioni, sanità e tasse
Landini ha voluto chiarire che lo sciopero “non è una questione politica”, ma nasce da richieste concrete. “Le motivazioni sono molte: dai salari alle pensioni, dalla sanità al fisco”, ha spiegato il segretario Cgil. In particolare, i sindacati contestano la manovra perché non dà risposte all’erosione del potere d’acquisto di lavoratori e pensionati. “La vita delle persone è peggiorata”, ha aggiunto Landini, citando gli ultimi dati Istat sull’aumento del costo della vita e la stagnazione dei salari reali.
Al centro delle critiche anche i tagli alla sanità pubblica e le nuove misure fiscali, giudicate insufficienti a ridurre le disuguaglianze. “Nelle assemblee di questi giorni ho trovato grande consenso”, ha raccontato Landini, descrivendo il clima tra iscritti e delegati. Negli ultimi mesi, secondo la Cgil, sono aumentate le richieste di tutela soprattutto tra giovani e lavoratori precari.
Governo e opposizioni: le reazioni alla protesta
Il governo difende la manovra, definendola necessaria per mantenere i conti in ordine. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha spiegato che “le risorse sono limitate” e che si è dovuto fare scelte “difficili ma responsabili”. Sulla protesta, Palazzo Chigi ha ribadito il rispetto per il diritto costituzionale, ma ha invitato i sindacati a evitare blocchi prolungati dei servizi essenziali.
Intanto, le opposizioni hanno espresso solidarietà ai lavoratori in piazza. Elly Schlein (Pd) ha parlato di “una manovra che non aiuta le famiglie”, mentre Giuseppe Conte (M5S) ha definito lo sciopero “un segnale da non ignorare”. Più dura la posizione del centrodestra: Matteo Salvini (Lega) ha accusato i sindacati di “fare politica sulla pelle dei cittadini”.
Domani, cosa aspettarsi
Domani si prevedono disagi nei trasporti pubblici e nella scuola. Le principali aziende di trasporto – Atac a Roma, Atm a Milano – hanno avvertito di possibili interruzioni nelle ore centrali della giornata. La Questura di Roma ha disposto un rafforzamento dei controlli nelle zone dei cortei, con particolare attenzione a piazza San Giovanni e via dei Fori Imperiali.
“Penso che domani le piazze saranno piene”, ha detto Landini. Resta però da vedere quanti saranno davvero in strada. Solo nelle prossime ore si capirà se la protesta riuscirà a mettere pressione sul governo. Intanto, la tensione è alta e il confronto tra esecutivo e sindacati sembra destinato a non fermarsi con questa giornata di mobilitazione.










