Cortina d’Ampezzo, 12 dicembre 2025 – Questa mattina una casa privata in via del Parco è stata demolita a Cortina, proprio mentre il proprietario e il suo avvocato cercavano di fermare l’abbattimento in tribunale. Al centro della vicenda c’è Ernesto Curtolo, cittadino di Cortina, e la società pubblica Simico. Tutto ruota intorno alla nuova cabinovia di Socrepes, un’opera pensata per portare fino a 2.400 persone sulle piste delle gare di sci alpino femminile delle prossime Olimpiadi Milano-Cortina.
Ruspe al lavoro mentre si discuteva in aula
All’alba, gli operai di Simico sono arrivati davanti alla casa di Curtolo. La ruspa ha cominciato a buttare giù un angolo dell’edificio, anche se dentro c’erano ancora mobili e oggetti personali. Il proprietario, raggiunto al telefono, ha commentato amareggiato: «Avreste dovuto farlo la prossima settimana…». A quanto pare, la data era stata comunicata da Simico in una memoria depositata al Consiglio di Stato, ma l’intervento è partito prima del previsto.
Intanto, a Roma, l’avvocato Riccardo Tagliaferri – che difende Curtolo – partecipava all’udienza davanti alla quarta sezione del Consiglio di Stato. Cercava di bloccare i lavori, sostenendo che la procedura seguita da Simico fosse irregolare. Ma la discussione è stata bruscamente interrotta dall’annuncio del legale della società pubblica: «Volevo informare la Corte che questa mattina la demolizione è già iniziata», ha detto.
Causa chiusa: “Non c’è più motivo di fermare i lavori”
A quel punto, il presidente della sezione, Luca Lamberti, ha preso atto della situazione: «Avvocato Tagliaferri, a questo punto non c’è più motivo di mantenere la sospensiva». Con i lavori ormai avviati e una parte della casa già giù, la causa è stata archiviata. Tagliaferri ha rinunciato al ricorso, spiegando che non c’erano più le condizioni per andare avanti.
Curtolo, visibilmente scosso, ha affidato ai giornalisti parole dure: «Scriva quello che vuole, perché se parlo io rischio grosso, anche se forse qualcuno dovrebbe finirci in galera, viste le maniere che stanno usando». Frasi che mostrano tutta la tensione accumulata in queste settimane.
Un dettaglio che blocca tutto: la cabina Enel
La casa abbattuta – un edificio su due piani – ospitava anche una cabina di trasformazione dell’Enel. Questo particolare tecnico ha fermato, almeno per ora, la demolizione completa: la cabina non può essere rimossa finché non ne sarà pronta una nuova. Un intoppo che lascia in piedi una parte dell’edificio e complica ancora di più la situazione.
Fonti vicine al Comune di Cortina e alla Regione Veneto confermano che la cabinovia è considerata un’opera “strategica” per gestire il flusso di persone durante le gare olimpiche. Tuttavia, come hanno spiegato gli stessi promotori, la cabinovia servirà solo agli spettatori, non agli atleti.
Olimpiadi e tensioni in città
La costruzione della cabinovia di Socrepes fa parte degli interventi previsti per le Olimpiadi Milano-Cortina 2026. L’obiettivo è facilitare l’accesso alle piste e gestire al meglio l’afflusso di pubblico nelle giornate delle gare femminili di sci alpino. Ma il progetto ha suscitato critiche da parte di alcuni abitanti e ambientalisti, preoccupati per l’impatto sul territorio e per le modalità con cui sono state fatte le espropriazioni.
Simico, società pubblica incaricata dal Ministero delle Infrastrutture, ha sempre difeso la correttezza delle procedure. In aula, insieme all’Avvocatura dello Stato e ai rappresentanti locali, i legali hanno sottolineato la necessità di rispettare i tempi imposti dal calendario olimpico.
Polemiche e attese sul futuro
Dietro questa storia restano polemiche e domande. Da una parte, le istituzioni parlano di scelta “inevitabile” per garantire il successo delle Olimpiadi. Dall’altra, c’è chi si è visto strappare la propria casa in modo improvviso. La questione della cabina Enel resta aperta: solo quando sarà pronta quella nuova si potrà completare la demolizione.
Nel frattempo, a Cortina l’atmosfera è tesa. I lavori vanno avanti sotto lo sguardo attento di residenti e autorità. E mentre le ruspe spianano la strada al futuro olimpico della città, qualcuno guarda indietro con un nodo in gola.










