Arles, 12 dicembre 2025 – Quest’anno al 68° Salon International des Santonniers di Arles l’ospite d’onore è l’artigianato tradizionale valdostano. Un evento che, dal 1958, richiama appassionati e curiosi da tutta la Provenza e oltre. Qui si celebra l’arte antica dei presepi provenzali e dei famosi Santoun, le piccole statuine in argilla che animano le natività francesi. Per questa edizione, la Valle d’Aosta porta in mostra una selezione di opere che raccontano la montagna, firmate da venticinque maestri artigiani.
Valle d’Aosta in primo piano tra le statuine di Arles
Nel cuore di Arles, città legata da sempre alla tradizione del presepe, la presenza valdostana si divide in due spazi espositivi importanti. Alla Chapelle Saint-Anne, a due passi dalla Place de la République, si possono ammirare i presepi di artigiani come Giulio Vuillermoz, Luigi Meynet, Jean Brunodet, François Cerise, Gianfranco Anzola, Rino Collé, Dorino Ouvrier, Ornella Cretaz, Gino Daguin, Giuseppe Binel, Giovanni Thoux, Giangiuseppe Barmasse e Marco Joly. Le loro creazioni, in legno o argilla, raccontano la vita alpina con dettagli che richiamano le architetture e i costumi tipici della Valle d’Aosta.
Poco lontano, nell’Eglise des Trinitaires, un secondo allestimento ospita le opere di altri maestri: Guglielmo Pramotton, Siro Viérin, Enrico Massetto, Bruno Diémoz, Donato Savin, ancora Marco Joly e Dorino Ouvrier, insieme a Guido Diémoz, Ferdinando Casetta, Gianfranco Anzola, Giuseppe Binel, Silvano Ferretti, Giangiuseppe Barmasse e Peter Trojer. Tra luci soffuse e l’odore della cera, le statuine valdostane dialogano con quelle provenzali, in un confronto silenzioso tra due culture di montagna.
Un ponte tra Alpi e Provenza
La presenza valdostana al Salon non è casuale. Dietro c’è un lavoro di squadra che ha coinvolto l’Associazione Forte di Bard, impegnata a valorizzare il patrimonio culturale regionale, e l’Association des Santonniers d’Arles. Fondamentale anche il ruolo del Mav, Museo dell’Artigianato Valdostano di Tradizione, insieme all’Assessorato regionale allo Sviluppo economico, Formazione e Lavoro, Trasporti e Mobilità sostenibile.
“Abbiamo voluto portare in Francia non solo le nostre tecniche, ma anche il nostro modo di vivere la montagna”, spiega Dorino Ouvrier, uno degli artigiani in mostra ad Arles. “Ogni statuina racconta una storia: chi intaglia il pastore con la lanterna, chi la donna che fila la lana. Sono gesti antichi che fanno parte di noi”.
Le statuine valdostane anche a Notre-Dame di Parigi
Non solo Arles. Quest’anno alcune statuine valdostane sono state scelte per il grande presepe nella Cattedrale di Notre-Dame di Parigi. Un riconoscimento che premia la qualità dell’artigianato e sottolinea il legame tra le tradizioni alpine e quelle francesi. “Vedere una nostra figura accanto ai Santoun provenzali è un motivo di grande orgoglio”, confida Gianfranco Anzola, mentre sistema una delle sue sculture in legno sotto le volte gotiche della cattedrale.
Un artigianato che guarda avanti
Secondo i dati del Mav, oggi in Valle d’Aosta sono più di 150 gli artigiani attivi nella scultura tradizionale. Un numero che negli ultimi anni si è mantenuto stabile, nonostante le difficoltà legate ai costi delle materie prime e alla concorrenza dei prodotti industriali. Eppure, come sottolinea Luigi Meynet, “la passione per il presepe resta forte. I giovani si avvicinano con curiosità, imparano dai maestri e provano nuove strade”.
Il Salon International des Santonniers prosegue fino al 6 gennaio 2026. Nel frattempo, tra le navate delle chiese di Arles e le luci di Parigi, le piccole figure valdostane continuano a raccontare – silenziose ma tenaci – la storia di una montagna che non smette mai di stupire chi la guarda da vicino.










