Roma, 29 novembre 2025 – Il Pantheon di Roma, da sempre simbolo della città eterna e straordinario esempio di ingegneria antica, apre oggi ai visitatori nuovi spazi mai visti prima. Da lunedì 26 novembre, infatti, si può entrare nella Basilica di Nettuno e nel Campo Marzio, aree fino a oggi chiuse e quasi sconosciute, ora restituite alla città grazie a un restauro e a un allestimento curato da Luca Mercuri.
Storia e tecnologia si incontrano
Il nuovo percorso, chiamato “Oltre il Pantheon”, parte a sinistra dell’altare maggiore. Qui, le pareti che dividono la famosa Rotonda dai locali appena scoperti prendono vita con proiezioni digitali: un grande videomapping spiega l’uso originario di questi spazi, che per secoli hanno conservato reperti archeologici, decorazioni e monumenti celebrativi. “Abbiamo voluto dare voce e luce a luoghi rimasti nascosti nell’ombra”, ha detto Mercuri durante la presentazione. Si prosegue poi in una sala dedicata al Pantheon dell’epoca romana: un plastico molto dettagliato, affiancato da un tavolo multimediale interattivo, mostra come il monumento è cambiato nel tempo, tra trasformazioni architettoniche e mutamenti della città.
La Basilica di Nettuno e la vittoria di Azio
Uno degli spazi più importanti è la Basilica di Nettuno, legata alla storica vittoria navale di Azio nel 31 a.C., decisiva per l’ascesa di Augusto. Qui, una ricostruzione architettonica permette di capire le forme originali dell’edificio, mentre un video in 3D restituisce i colori e le decorazioni che un tempo lo impreziosivano. “Finalmente riusciamo a immaginare la bellezza e la grandiosità di questi ambienti”, ha detto una guida durante il primo tour stampa. L’esperienza si completa con una proiezione interattiva sul Campo Marzio: girando una manopola, si possono vedere le diverse fasi storiche della zona, accompagnate dai reperti esposti sulle pareti.
Dal paganesimo al cristianesimo
Il percorso prosegue raccontando la storia cristiana del Pantheon. Una sezione raccoglie opere e frammenti che testimoniano come l’edificio si è trasformato dopo la sua conversione a basilica nel VII secolo. Affreschi e decorazioni – alcuni visibili solo qui – mostrano come il monumento è stato adattato nel corso dei secoli alle esigenze della liturgia. Particolarmente suggestiva è la ricostruzione del ciborio altomedievale, con i suoi pavoni e motivi vegetali, simboli di vita eterna nella tradizione cristiana. Accanto, si trova l’edicola seicentesca che fino al 1960 custodiva l’icona della Madonna del Pantheon.
Tra memoria e futuro: un racconto multimediale
Non manca poi uno sguardo al Novecento: un video con materiali d’archivio Luce Cinecittà riporta agli anni Trenta, quando il monumento ha vissuto importanti restauri. “Abbiamo voluto mettere insieme passato e presente, offrendo ai visitatori strumenti chiari per capire la complessità di questo luogo”, ha spiegato Mercuri. Il risultato è un percorso che alterna oggetti antichi – colonne, mosaici, iscrizioni – a narrazioni digitali, creando un dialogo continuo tra memoria e innovazione.
Come visitare il nuovo percorso
Le visite sono aperte tutti i giorni, tranne la prima domenica del mese. L’ingresso è dal lato sinistro dell’altare maggiore; gli orari seguono quelli del Pantheon. “È un’occasione per scoprire non solo la Rotonda ma anche il tessuto urbano e religioso che l’ha circondata nei secoli”, ha spiegato una delle responsabili dell’accoglienza. I biglietti si possono comprare online o direttamente sul posto; per gruppi e scuole sono previste visite guidate su prenotazione.
Con questa nuova apertura, il Pantheon si conferma non solo come monumento simbolo di Roma, ma anche come laboratorio culturale, capace di raccontare con linguaggi nuovi la storia millenaria della città.