Milano, 29 novembre 2025 – Nel 2024 la Dop economy italiana ha fatto segnare una crescita importante in 14 regioni su 20. I dati più brillanti arrivano da Lombardia (+13,1%), Puglia (+12,2%) e Friuli Venezia Giulia (+8,1%). A fotografare questo scenario è il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita, presentato oggi a Roma. Un settore in buona salute, che cresce soprattutto grazie alle aree del Nord-Est e del Nord-Ovest.
Nord-Est, la locomotiva della Dop economy
Le quattro regioni del Nord-Est – Veneto, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige – restano il cuore pulsante della produzione Dop e Igp. Il valore complessivo supera i 11,24 miliardi di euro, con un aumento del 2,8% rispetto al 2023. Il Veneto sfiora i 5 miliardi, mentre l’Emilia-Romagna cresce del 3%. Il Friuli Venezia Giulia, con un balzo dell’8,1%, dà un’ulteriore spinta all’area. “Questi numeri confermano la forza del modello produttivo del Nord-Est”, ha commentato Cesare Mazzetti, presidente della Fondazione Qualivita.
Lombardia e Nord-Ovest, una crescita che non si ferma
Nel Nord-Ovest è la Lombardia a guidare la crescita, con un +13,1% per il quarto anno di fila. Il valore totale arriva a quota 2,9 miliardi di euro. L’intera area cresce del 7,1%. “La Lombardia resta la protagonista indiscussa della Dop economy nazionale”, ha sottolineato Mazzetti durante la presentazione. Piemonte e Liguria contribuiscono, ma è la regione di Milano che fa la differenza.
Sud e Isole in ripresa
Anche il Sud e le Isole mostrano segnali incoraggianti, con una crescita media annua del 3,4%. Spiccano la Puglia (+12,2%), la Sicilia (+4%) e la Campania (+3,1%). Bene anche Abruzzo (+4,1%) e Calabria (+8,2%). Il rapporto Ismea-Qualivita sottolinea come queste regioni stiano beneficiando di una maggiore attenzione verso le produzioni tipiche e di una domanda che cresce sia in Italia sia all’estero.
Centro Italia in affanno
Diverso il quadro nel Centro Italia, dove dopo il calo del 2023 si registra un’ulteriore contrazione dello 0,9%. Solo la Toscana (+0,5%) e l’Umbria (+3,4%) riescono a ribaltare la situazione. Le altre regioni centrali faticano a tenere il passo con Nord e Sud. “Serve una strategia più efficace per far emergere le eccellenze del Centro”, ha ammesso Mazzetti.
Serve una strategia nazionale chiara
Durante la presentazione, Cesare Mazzetti ha richiamato l’urgenza di “rivedere la strategia nazionale sulla promozione della qualità”, oggi troppo frammentata e spesso confusa da troppi riconoscimenti regionali sovrapposti. “Questa è un’occasione importante – ha spiegato – per mettere a punto un piano unico per i prodotti Dop e Igp, soprattutto in vista della candidatura della Cucina Italiana a patrimonio Unesco”.
Mazzetti ha poi evidenziato come il nuovo regolamento europeo sulle Indicazioni Geografiche per le bevande spiritose rappresenti “una strategia complessiva della qualità in cui l’Italia è leader”. Per lui, integrare i vari settori e puntare sulla sostenibilità sarà la chiave per dare un vero valore aggiunto al sistema.
Occupazione e futuro della Dop economy
Il rapporto stima in 864.441 gli occupati nel settore delle Indicazioni Geografiche nel 2024. Un numero che conferma quanto la Dop economy sia non solo un modello di sviluppo avanzato, ma anche un motore importante per l’occupazione nel comparto agroalimentare italiano. “Le Indicazioni Geografiche – ha concluso Mazzetti – sono una politica vincente per il nostro sistema produttivo. Il valore che creano si distribuisce lungo tutta la filiera”.
In definitiva, il XXIII Rapporto Ismea-Qualivita racconta un’Italia a più velocità: alcune regioni corrono e spingono in avanti la crescita della Dop economy, mentre altre restano indietro. Resta però aperta la sfida di una strategia nazionale più unita, capace di far emergere tutte le eccellenze del Paese.