Milano, 29 novembre 2025 – Le PMI italiane puntano forte sulla formazione manageriale per crescere e affrontare le sfide che il futuro mette sul loro cammino. Lo dicono i numeri dell’avviso 2/2025 “Metamorfosi imprenditoriali” di Fondirigenti, il fondo promosso da Confindustria e Federmanager. In poco più di due mesi, da settembre a novembre, sono arrivate 203 richieste di piani formativi per un totale di 17.836 ore di formazione e una domanda di finanziamento pari a 2,5 milioni di euro. Una cifra che supera di gran lunga i fondi messi a disposizione all’inizio.
Formazione manageriale: la sfida delle PMI
Fondirigenti ha coinvolto 312 dirigenti, con una media di quasi 57 ore di formazione ciascuno. La richiesta ha superato del 67% il budget previsto, un dato che, spiegano dal fondo, dimostra la “forte voglia di competenze manageriali per gestire i grandi cambiamenti aziendali”. Il direttore generale Massimo Sabatini non ha usato mezzi termini: “Questi numeri mostrano come le PMI abbiano capito che in momenti di svolta la formazione è strategica”. I temi più caldi? Passaggio generazionale, operazioni societarie e digitalizzazione.
Le piccole imprese entrano in gioco
A sorprendere è il ruolo crescente delle piccole imprese. Fino a ieri meno presenti, oggi superano il 15% dei partecipanti. Segno che anche chi ha meno risorse sente il bisogno di investire in competenze manageriali. L’avviso ha attirato anche nuove realtà: dodici aziende partecipano a Fondirigenti per la prima volta e un quarto dei piani arriva da imprese che in passato avevano usato poco questa opportunità. Sabatini sintetizza così: “Anche le imprese più piccole hanno capito che senza formazione non si governa il cambiamento”.
Nord in testa, ma il Sud avanza
Sul fronte geografico, il Veneto resta la regione più attiva con 48 piani presentati, seguito da Emilia-Romagna (41) e Lombardia (29). Ma il Sud non resta a guardare: con il 14% dei progetti, la Campania emerge con 14 piani. Solo tre regioni non hanno partecipato, a conferma di una copertura nazionale molto ampia. Un dirigente di una PMI di Napoli racconta: “Le trasformazioni aziendali non sono più roba solo dei grandi distretti industriali, ormai coinvolgono tutti”.
Digitalizzazione e passaggio generazionale al centro
Guardando ai temi, la trasformazione digitale è in cima alla lista, seguita dal passaggio generazionale. Le operazioni societarie – fusioni, acquisizioni, ristrutturazioni – riguardano soprattutto le medie imprese, dove questi cambiamenti sono più frequenti. Nei percorsi dedicati al passaggio generazionale, si punta sulla governance strategica e sulla leadership per assicurare continuità e valorizzare le competenze interne. Quando si parla di operazioni societarie, l’attenzione si concentra su finanza straordinaria e gestione del cambiamento.
Governance e innovazione: le nuove sfide
La parola che ricorre nei progetti è governance. La formazione è vista come uno strumento per rafforzare la leadership e la capacità di affrontare il cambiamento, trovando un equilibrio tra stabilità e innovazione. Nei corsi sulla digitalizzazione si lavora su Intelligenza Artificiale, integrazione dei processi e gestione dei dati, strumenti ormai indispensabili per restare competitivi in mercati sempre più incerti.
Investire nelle competenze per non restare indietro
In un mondo dove la digitalizzazione cambia i modelli di business e le operazioni straordinarie richiedono organizzazioni solide, la formazione resta la chiave per guidare il cambiamento. “La risposta delle PMI conferma quello che vediamo da tempo”, commenta il presidente Marco Bodini. “Superare i momenti difficili dipende da manager preparati, soprattutto quando l’innovazione digitale cambia tutto”.
Ora i piani formativi passeranno al vaglio di una commissione di esperti. La graduatoria finale è attesa entro fine gennaio 2026. Nel frattempo, tra le imprese cresce la consapevolezza: investire sulle competenze è l’unico modo per affrontare le grandi metamorfosi che aspettano il tessuto produttivo italiano nei prossimi anni.