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Falaschi: la scelta tra partire o restare nell’Italia dei paesi

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Falaschi: la scelta tra partire o restare nell'Italia dei paesi
Falaschi: la scelta tra partire o restare nell'Italia dei paesi
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Firenze, 12 novembre 2025 – Francesco Falaschi, regista toscano, torna a raccontare l’Italia dei piccoli centri con il suo nuovo film “C’è un posto nel mondo”, che uscirà nelle sale il 13 novembre, distribuito da Garden Film. Tre storie, tre paesi – Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano – dove si affrontano le scelte di chi vive lontano dalle grandi città: partire, restare o tornare. “L’Italia è fatta di paesi, non solo di metropoli”, ha detto Falaschi all’ANSA, ricordando che il 55% del territorio è considerato area interna, con circa un quarto della popolazione che ci vive. “Pensare di mettere una specie di ‘fine’ a questi luoghi, come qualcuno del governo ha detto, è un errore grave”, ha aggiunto il regista.

Partire, restare, tornare: tre scelte, tre volti dell’Italia vera

Il film si divide in tre episodi, ognuno con un protagonista davanti a una scelta importante. Nel primo, “Tutto da decidere”, Lorenzo (Luigi Fedele) è un giovane ricercatore che sta per lasciare la Toscana per un lavoro all’estero. Una storia che molti giovani conoscono bene: in Italia è difficile farsi strada nel mondo accademico. “Parliamo di quella fuga dei cervelli che nasce da difficoltà reali”, spiega Falaschi. Ma proprio quella voglia di andarsene può far nascere il desiderio di tornare.

Nel secondo episodio, “Stratagemma Schopenhauer”, Cesare (Daniele Parisi), professore di lettere e filosofia, sta per trasferirsi a Milano per un incarico più prestigioso. Ma quando si avvicina il momento, capisce quanto il suo lavoro con gli studenti del paese conti davvero. “Non è un film che vuole dare una lezione”, sottolinea Falaschi, “ma mostra quanto sia importante difendere queste realtà”. Qui si vedono bene le contraddizioni dei piccoli centri, dove tutti si conoscono e ogni cambiamento si sente subito.

Il terzo episodio, “Ci vuole un villaggio”, segue Anna (Cristiana dell’Anna), psicologa che torna nel suo paese per vendere la casa di famiglia. Lì ritrova l’amica di sempre (Fabrizia Sacchi) e si confronta con un dolore mai superato: la perdita del fratello. Il ritorno diventa così un momento per fare i conti con il passato e con le proprie radici.

Un cast solido per un racconto a più voci

Nel cast ci sono nomi noti come Cristiana dell’Anna, Luigi Fedele, Daniele Parisi, Alessandra Arcangeli, Fabrizia Sacchi, Valentina Martone, Alessia Barela, Cecilia Dazzi, Paolo Sassanelli e Jacopo Olmo Antinori. Le riprese si sono svolte tra le colline della Toscana meridionale, con Santa Fiora, Arcidosso e Castel del Piano che si sono trasformati in set naturali per storie che parlano di scelte personali ma anche di comunità.

Falaschi ha spiegato che i tre episodi non sono collegati tra loro ma si guardano da lontano, mostrando microcosmi diversi dove le contraddizioni vengono fuori con forza. “Sono tre storie diverse”, ha detto, “ma raccontano una realtà che spesso viene dimenticata nel dibattito pubblico”.

Aree interne, spopolamento e il nodo dei giovani

Il tema delle aree interne e dello spopolamento dei piccoli paesi è tornato al centro della politica negli ultimi mesi. Secondo dati Istat aggiornati al 2024, oltre 4 milioni di italiani vivono in comuni classificati come aree interne. Il problema non è solo la mancanza di servizi, ma anche la tenuta sociale ed economica di questi territori.

Falaschi ha criticato alcune dichiarazioni recenti del governo, che parlavano di “accompagnare” i piccoli centri verso una specie di fine programmata. “È una cosa grave”, ha detto senza mezzi termini. Il film invece vuole mostrare che proprio in questi paesi si possono scoprire energie e risorse inaspettate.

Il cinema che racconta le scelte di ogni giorno

“C’è un posto nel mondo” arriva in un momento in cui molti italiani si chiedono quale futuro abbiano i piccoli centri e se si può costruire una vita al di fuori delle grandi città. Le storie di Falaschi non danno risposte facili, ma spingono a riflettere sulle ragioni profonde che portano a partire o a restare. “A volte la voglia di andarsene è anche il primo passo per tornare”, confida il regista. Un invito a guardare con occhi nuovi quei luoghi spesso dati per scontati.

Written by
Sara Lucchetta

Sono una giornalista appassionata di Università, ricerca e tutto ciò che ruota attorno al mondo dello studio. La mia missione su smetteredilavorare.it è quella di esplorare e raccontare le sfide e le opportunità che gli studenti e i ricercatori affrontano ogni giorno. Credo fermamente nel potere della conoscenza e nel valore dell'istruzione come strumento di cambiamento.Oltre a dedicarmi alla mia passione per l'istruzione, mi piace anche tuffarmi nel mondo dello spettacolo e del cinema. Scrivere di film e eventi culturali mi permette di esprimere la mia creatività e di esplorare le diverse sfaccettature della vita. Quando non sono impegnata a scrivere, mi trovate spesso a cercare nuovi film da vedere o a discutere di tendenze culturali con amici e colleghi. La mia curiosità mi guida in ogni racconto e spero che le mie parole possano ispirare e informare chi legge.

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