Brasilia, 11 novembre 2025 – “Dobbiamo riportare le temperature a 1,5 gradi ogni volta che le superiamo“. Con queste parole il segretario dell’UNFCCC, Simon Stiell, ha dato il via oggi alla COP30 nella capitale brasiliana. Di fronte a centinaia di delegati riuniti per il vertice sul clima, Stiell ha ribadito che l’accordo di Parigi sta dando risultati, ma ha lanciato un appello a fare di più, con urgenza e concretezza, per affrontare la crisi climatica.
Un invito a rimboccarsi le maniche: la forza della citazione di Roosevelt
Nel suo discorso, Stiell ha scelto una frase di Franklin Delano Roosevelt per scuotere la platea: “Non conta chi critica, ma chi è nell’arena, con il volto segnato da polvere, sudore e sangue”. Una battuta che ha colpito molti, raccontano alcuni delegati europei. Poi il segretario ha chiarito: “Non siamo qui per combatterci tra noi, ma per unire le forze contro la crisi climatica”. Un appello a mettere da parte divisioni e rivalità.
I numeri che pesano: disastri climatici e soluzioni a portata di mano
Stiell non ha girato intorno al problema: “I disastri climatici uccidono milioni di persone, e quando abbiamo già le soluzioni, questo non sarà mai perdonato”. Parole dure, che mettono tutti davanti alle proprie responsabilità. I dati delle Nazioni Unite parlano chiaro: solo nel 2024, eventi estremi legati al clima hanno costretto oltre 1,2 milioni di persone in Asia e Africa a lasciare le loro case. Eppure, ha ricordato Stiell, “i vantaggi economici della transizione sono chiari, così come i costi di non agire”.
Energia pulita che avanza: il sorpasso sul carbone
Uno dei momenti più concreti del discorso ha riguardato i numeri della transizione energetica. “Solare ed eolico sono ormai le fonti più economiche nel 90% del mondo”, ha spiegato Stiell. Quest’anno, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, le rinnovabili hanno superato il carbone come fonte principale a livello globale. Un segnale forte di cambiamento: gli investimenti in energia pulita e infrastrutture sono destinati a battere ogni record nel 2025, con un rapporto di due a uno rispetto ai combustibili fossili.
Il futuro è qui: la trasformazione economica del secolo
“Questa è la vera storia della crescita nel XXI secolo: la trasformazione economica della nostra epoca”, ha detto Stiell rivolto ai leader presenti. Chi resta indietro o procede a piccoli passi “rischia la stagnazione e l’aumento dei prezzi”, mentre altri Paesi corrono. Un messaggio chiaro, soprattutto per chi ancora punta sui combustibili fossili.
Tra tensioni e consapevolezza: cosa si respira tra i delegati
Nei corridoi del centro congressi di Brasilia si avverte una certa tensione, ma anche la consapevolezza che il tempo per agire si sta esaurendo. “Non possiamo più permetterci ritardi”, ha confidato un rappresentante tedesco durante una pausa. Tra i delegati si parla già delle prossime sfide: fissare nuovi obiettivi vincolanti e trovare risorse per i Paesi più vulnerabili.
COP30: un banco di prova per il futuro del pianeta
La COP30 si apre sotto il segno dell’urgenza e della responsabilità condivisa. Tutti gli occhi sono puntati su Brasilia. Nelle prossime settimane si capirà se le parole di Stiell si tradurranno in fatti concreti. Per ora resta il suo monito: “Abbiamo le soluzioni. Sta a noi decidere se usarle davvero”.










