Kyiv, 11 novembre 2025 – Le forze russe hanno approfittato della fitta nebbia e delle condizioni meteo avverse per entrare a Pokrovsk, nella regione di Donetsk, nelle ultime ore, secondo il 7° Corpo d’assalto aviotrasportato ucraino. Fonti militari locali parlano di oltre 300 soldati russi presenti in città, in quella che è una delle offensive più decise degli ultimi mesi sul fronte orientale.
Pokrovsk sotto attacco: la nebbia apre la strada ai russi
Secondo Tbc Ukraina e il comando delle forze aeree d’assalto ucraine, l’attacco russo si è fatto più intenso negli ultimi giorni, proprio mentre la zona era immersa in una nebbia fitta che ha complicato la sorveglianza dall’alto. “La scarsa visibilità ci limita molto nelle ricognizioni e negli attacchi in campo aperto”, ha detto un portavoce militare ucraino ieri sera. I russi hanno sfruttato queste condizioni per muoversi con mezzi leggeri, evitando i droni e i sistemi di osservazione più avanzati.
Ucraini in allerta: la risposta sul terreno
All’alba, le sirene hanno suonato ripetutamente a Pokrovsk. Alcuni abitanti, contattati dai media locali, hanno raccontato di “movimenti strani” e di “rumori di mezzi militari” nelle vie secondarie della città. Le forze ucraine cercano di fermare l’incursione, ma la presenza di tanti soldati russi nel centro rende tutto più difficile. “Lavoriamo per respingere il nemico e mettere in sicurezza i civili”, ha detto un ufficiale del comando operativo orientale.
Veicoli leggeri e rapidità: la tattica dei russi
Il 7° Corpo d’assalto aviotrasportato ha ricostruito che i soldati russi hanno usato veicoli leggeri per muoversi rapidamente dalle periferie al centro città. Una mossa che punta sulla mobilità e sulla sorpresa, soprattutto quando la nebbia limita l’efficacia dei droni. “Non è la prima volta che vediamo manovre del genere, ma stavolta la nebbia ha fatto la differenza”, ha ammesso un esperto di sicurezza in un’intervista a una radio locale.
Popolazione in ansia: rifugi e paura per il futuro
A Pokrovsk vivono circa 60mila persone, molte già costrette a evacuare o a vivere sotto i bombardamenti negli ultimi mesi. Nelle ultime ore, secondo la protezione civile, alcune famiglie si sono rifugiate nei sotterranei delle scuole e nei rifugi pubblici. “Siamo preoccupati se i combattimenti dovessero intensificarsi”, ha raccontato una volontaria della Croce Rossa locale. Le autorità ucraine hanno chiesto ai cittadini di restare in casa, uscire solo se davvero necessario.
Donetsk, un fronte sempre più caldo
La regione di Donetsk resta uno dei punti più caldi del conflitto tra Russia e Ucraina. Negli ultimi mesi, secondo l’intelligence occidentale, le truppe russe hanno alzato la pressione su città strategiche come Avdiivka e Bakhmut. L’incursione a Pokrovsk è un altro tentativo di avanzare verso ovest, in un’area dove il controllo cambia spesso nel giro di poche ore. “La situazione è fluida e imprevedibile”, ha detto un analista militare britannico.
Cosa succederà ora? Attesa e rinforzi
Al momento non è chiaro se l’incursione russa a Pokrovsk diventerà un’occupazione stabile o resterà un’azione dimostrativa. Le autorità ucraine assicurano che i rinforzi sono in arrivo e che la priorità resta proteggere i civili. A livello internazionale cresce la preoccupazione per una possibile escalation nelle prossime settimane, mentre il maltempo continua a condizionare le mosse sul campo.









