Torino, 10 novembre 2025 – Attori e registi internazionali sospesi tra le nuvole, e non è un modo di dire. Da domani, alle Gallerie d’Italia di Piazza San Carlo, apre “Piano sequenza”, la mostra fotografica che trasforma la Mole Antonelliana in un set unico. Qui, volti noti del cinema si muovono tra architetture e cimeli, come in un lungo piano sequenza che mescola realtà e immaginazione. L’esposizione, curata da Domenico De Gaetano e organizzata insieme al Museo Nazionale del Cinema, resterà aperta fino al 1 marzo 2026, per festeggiare i 25 anni del museo torinese.
Cinema e architettura: scatti che lasciano il fiato sospeso
Niente effetti speciali, solo realtà – a volte quasi vertiginosa – catturata dall’obiettivo di Riccardo Ghilardi, fotografo romano nel team di ritrattisti dell’agenzia Contour by Getty Images di New York dal 2011. Le sue foto raccontano un set fuori dal comune: Kasia Smutniak e Domenico Procacci appesi a una corda in cima alla Mole, Greta Scarano che sembra Mary Poppins a 167 metri d’altezza, un timido Martin Scorsese davanti a una lettera originale di Méliès. E ancora, Malcom McDowell invecchiato, con il bastone, circondato dai suoi “Drudi” rimasti giovani.
“Mi sono ispirato a ‘Una notte al museo’ – ha detto Ghilardi –, immaginando questi grandi personaggi che prendono vita di notte”. Il fotografo ha lavorato tre anni a questo progetto. Gli attori e registi – da Monica Bellucci a Tim Burton, passando per Sharon Stone e Willem Dafoe – hanno vissuto gli spazi del museo, anche quelli solitamente chiusi al pubblico.
Un omaggio collettivo al tempio del cinema
Il percorso della mostra è come un racconto visivo: ogni foto è una scena, ogni volto una storia. Tra i protagonisti catturati da Ghilardi ci sono anche Mathieu Amalric, Bérénice Bejo, Barbara Bouchet, Damien Chazelle, Giancarlo Giannini, Peter Greenaway, Ron Howard, Pablo Larraín, Luca Marinelli, Giovanna Mezzogiorno, Kevin Spacey, Vince Vaughn e molti altri. In tutto, più di trenta nomi che hanno accettato la sfida, spesso lasciando i loro set internazionali per arrivare a Torino.
“La disponibilità dei talenti è stata incredibile – ha confidato Ghilardi –. Portare Dafoe a Torino mentre stava girando a Vienna per fargli interpretare Fredersen di ‘Metropolis’ non è stato facile. E vedere Scorsese emozionarsi come un ragazzino, o Sharon Stone indossare l’abito di Ingrid Bergman, è stato davvero toccante”.
Dietro le quinte: il documentario e il libro
A raccontare cosa è successo dietro le quinte c’è anche il documentario “Piano sequenza, La Mole”, firmato da Cristian Berna e Rocco Giurato. Il film, che sarà proiettato in parte durante la mostra e poi per intero su RayPlay nel 2026, ha come narratrice d’eccezione proprio Giovanna Mezzogiorno, che interpreta Maria Adriana Prolo, la fondatrice del Museo Nazionale del Cinema.
Il progetto fotografico e narrativo è raccolto anche nel libro “Il tempio del cinema”, pubblicato da Allemandi e curato da Carlo Chatrian, direttore del museo. Un modo per mettere nero su bianco l’energia di questa esperienza collettiva, che ha coinvolto artisti, tecnici e istituzioni.
La Mole diventa set: emozioni sospese nel vuoto
Tra gli scatti più belli ci sono quelli “sospesi”, fatti all’esterno della Mole. “Sono immagini che incantano perché sembrano fuori dal tempo – ha spiegato Rocco Giurato, co-regista del documentario –. Ma il momento che mi ha colpito di più è stato vedere Dafoe affrontare la sua claustrofobia. Si è fermato davanti a uno degli oblò della cupola, ha alitato sul vetro e poi l’ha pulito con la mano. Era entrato in una specie di trance recitativa”.
“Piano sequenza” non è solo una mostra fotografica. È un viaggio nel cinema e nella sua memoria. Un omaggio a chi lo ha fatto grande e ai luoghi che li hanno accolti. Torino si conferma così capitale della settima arte. E la Mole Antonelliana, con le sue altezze mozzafiato e i suoi spazi nascosti, diventa il palcoscenico perfetto per celebrare 25 anni di storie, visioni e sogni in pellicola.









